Le ragioni della Grande Guerra

Quest´anno ricorrono 100 anni da una delle più grandi tragedie della storia: la prima guerra mondiale che, per la sua drammatica unicità, viene chiamata la Grande Guerra. Il risultato furono milioni di soldati caduti. Il sacrario militare di Redipuglia, da solo, ne contiene 100.000, tra identificati e ignoti. Ancora oggi c’interroghiamo su quale furono le ragioni di questo “suicidio dell´umanità”. Da studioso delle Istituzioni militari mi domando qual´è l´insegnamento da trarre da questa immane tragedia che vide la morte di tanti giovani in uniforme: forse il senso del dovere, spinto fino al personale sacrificio, per quello spirito di disciplina che costituisce, come ci insegna il filosofo del diritto fiammingo Justus Lipsius (1547  – 1606), l’ essenza stessa della organizzazione militare al servizio dello Stato.

Per il grande teorico della strategia, Carl von Clausewitz (1780 -1831), la guerra è il risultato di tre componenti: razionalità, irrazionalità e arazionalità. Per restare nell´ambito della razionalità, la Grande Guerra ha tra le sue ragioni lo scontro delle potenze del tempo (principalmente Germania, Gran Bretagna e Russia) per l´egemonia sul continente europeo. La Germania, che si sentiva – a torto o a ragione – circondata dalla Russia e dalla Francia, attacca quest’ultima nel agosto 1914, attraverso il neutrale Belgio, con l´intento di sconfiggerla in sei settimane e di rivolgere poi tutte le sue forze contro la Russia. Il timore dell´egemonia tedesca sulla Europa spinge la Gran Bretagna (e nel 1917 gli Stati Uniti) ad intervenire in nome della difesa della neutralità del Belgio e in aiuto della alleata Francia. L´Italia entrerà in guerra contro       l´Austria – Ungheria nel maggio 1915 (seguirà, nel agosto 1916, la dichiarazione di guerra alla Germania) per ottenere, tra l´altro, Trento, Trieste, Gorizia e Venezia – Giulia e completare in tal modo il processo di unificazione nazionale. Sarà una carneficina che coinvolgerà e sconvolgerà l´Europa fino al novembre del 1918 quando, esaurite le forze, coloro che hanno scatenato la guerra accetteranno la pace. E il mondo non sarà mai  più come prima.

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La Bundeswehr

La Bundeswehr (Difesa Federale) della Repubblica Federale Tedesca presenta molti aspetti di originalità nell´ambito degli ordinamenti militari mondiali. Anzitutto per la sua costituzione, avvenuta il 12 novembre 1955, in totale cesura con le precedenti istituzioni militari tedesche (Reichswehr e Wehrmacht ) secondo il motto “nuove Forze armate per un nuovo Stato”. In tal senso, la Bundeswehr si pone come esempio positivo per la costituzione di Forze armate libere e democratiche, soprattutto per quei Paesi oggetto di radicali cambiamenti socio-politici (si pensi alle Forze armate degli Stati di nuova costituzione).

Poi per la particolare filosofia che la ispira, definita Innere Führung (traducibile in “guida interiore”), che non ha eguali in nessun’ altra organizzazione militare al mondo. Secondo tale filosofia, elaborata da uno degli ultimi grandi pensatori militari tedeschi, il generale Wolf Graf von Baudissin, il soldato tedesco opera secondo “una guida interiore” che lo porta ad essere “un uomo libero, un buon cittadino e un valoroso soldato nello stesso tempo”.

In ultimo, per alcune peculiari caratteristiche quali la guida politica,           l´organizzazione e l´impiego che la rendono unica nel suo genere. In particolare, il suo stretto legame e la forte integrazione con la NATO, pilastro della sicurezza transatlantica, ha reso e rendono le Forze Armate tedesche una componente importante e imprescindibile per la difesa comune dello spazio euro-atlantico.

La Bundeswehr dispone attualmente di 194.000 effettivi militari (115.000 esercito – Heer – 36.000 marina – Marine – e 43.000 aeronautica – Luftwaffe) e di 76.000 effettivi civili. E´dotata di 225 carri armati, 209 aerei da combattimento, 11 fregate e 6 sottomarini classe U 212 (in dotazione anche alla marina militare italiana). Il bilancio della difesa ammonta a 29 miliardi di euro pari a circa 1,2% del PIL (fonte: SIPRI – Stoccolma). Negli anni a venire e´previsto un profondo processo di riduzione/ristrutturazione connesso anche alla fine del servizio di leva nel luglio 2011.

La Bundeswehr, assai più longeva della Reichswehr e della Wehrmacht, è un’ulteriore testimonianza del successo socio-politico della Germania libera, unita e democratica.

Per questo credo sia utile conoscerne la storia.

 

 

La cultura della Difesa

Per cultura della Difesa intendo tutto quanto attiene, direttamente o indirettamente, al settore della difesa nazionale e ne aiuta la comprensione e la progettazione. Per usare un’ immagine, la cultura della Difesa è il terreno su cui nasce e cresce la politica di difesa di uno Stato. La cultura della Difesa è un campo vastissimo che abbraccia discipline diverse come la storia, l’arte, la strategia, la tecnica, il diritto ed offre spazi inesplorati anche ad eventuali progetti di promozione e valorizzazione di un patrimonio morale e materiale immenso come quello rappresentato dalla Difesa italiana. Una maggiore conoscenza della cultura della difesa nazionale permette poi di presentarsi in ambito internazionale (anzitutto in quello europeo) con una consapevolezza e un’ autorevolezza quanto meno superiori che non in caso contrario. In Italia, uno dei pilastri della cultura della Difesa è senza alcun dubbio la pubblicistica militare, per mezzo della quale si diffonde la conoscenza e il dibattito sulla nostra politica di sicurezza e difesa e sulle nostre Istituzioni militari. Riviste prestigiose come Rivista Militare, Rivista Marittima e Rivista Aeronautica (per citarne solo alcune) hanno scandito la storia delle Forze Armate italiane e, con esse, quella del Paese: sono un patrimonio e una risorsa da conservare, difendere e rilanciare costantemente e fortemente.

Raimondo Montecuccoli

Inizio questo Blog, che ha per oggetto la storia e l’attualità delle Istituzioni militari, scrivendo di colui che considero da sempre il mio “nume tutelare”: Raimondo Montecuccoli (Montecuccolo – Pavullo nel Frignano 21 febbraio 1609 – Linz 16 ottobre 1680) .
A lui mi lega il mio passato modenese, il mio presente di studioso di storia militare e, spero, il mio futuro di pubblicista nel settore della cultura della difesa.
Le Istituzioni militari, come noi oggi le conosciamo, discendono anche dai lunghi e approfonditi studi che Raimondo Montecuccoli fece nella sua avventurosa vita e dal conseguente pensiero che raccolse in innumerevoli scritti, primo fra tutti “Della guerra col Turco in Ungheria” meglio noto come “Aforismi dell’arte bellica”.
Le Istituzioni militari del futuro, che raccoglieranno le sfide di un mondo in continuo cambiamento per assicurare allo stesso pace e prosperità, saranno come noi le penseremo: a tale riflessione, supportata dalla necessaria conoscenza, è dedicato questo Blog.