In ricordo del generale Alberto Pollio

Cento anni fà, dopo aver assistito ad un’ esercitazione di artiglieria nel torinese, moriva improvvisamente per un grave problema cardiaco il tenente generale Alberto Pollio (Caserta 21 aprile 1852 – Torino 1° luglio 1914), capo di stato maggiore del regio esercito. Fu una perdita gravissima per l´Italia in un momento in cui la guerra incombeva minacciosa ed imminente sull’Europa. Nessuno più di Alberto Pollio rappresentava, all’epoca, un elemento centrale di ogni scelta di politica estera e militare dell´Italia e la sua scomparsa creò un vuoto oggettivo e un rimpianto sincero da parte di tutti.

Allievo della prestigiosa Scuola militare “Nunziatella” di Napoli, Pollio aveva scalato tutti i gradini della carriera militare che lo aveva portato alla nomina a capo di stato maggiore dell’ esercito il 14 giugno 1908. Addetto militare a Vienna dal 1893 al 1897, aveva sposato la baronessa austriaca Eleonora Gorsmaz che gli aveva dato due figlie, Margherita e Renata. Sostenitore convinto della Triplice alleanza con Germania e Austria – Ungheria, storico di fama internazionale (aveva scritto due importanti opere sulle battaglie di Custoza 1866 e Waterloo 1815), era stato uno dei fautori della vittoria nella campagna di Libia del 1911-1912, curando sopratutto gli aspetti logistici dell’ impegnativa guerra contro i turchi. Per i suoi indubbi meriti, nel marzo 1912 il Re Vittorio Emanuele III lo nominò Senatore.

Nel corso della sua lunga e intensa vita militare, seppe costruirsi una fama di uomo intelligente, colto e stimato da tutti, compresi i suoi subordinati. Anche gli alleati tedeschi e austro-ungarici lo tenevano in altissima considerazione: si sentivano rassicurati dalla sua ferma volontà a tener fede agli impegni italiani, sopratutto per quanto riguarda la promessa d’ inviare un’armata italiana sul Reno in caso di conflitto franco – tedesco. Nonostante questa sincera lealtà nei confronti  dell’ alleato, Pollio non trascurò di rafforzare le difese sul fronte orientale, scelta che si rivelò decisiva nel successivo conflitto con l’ Austro- Ungheria. La sua morte e l’arrivo del generale Luigi Cadorna alla testa dell’esercito cambiò tutto, compreso, non e´ azzardato dire, il destino dell´Italia.

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