Il coraggio del futuro

La Germania, all´indomani della seconda guerra mondiale, era un Paese diviso e distrutto, materialmente e moralmente. E´oggi difficile immaginare come milioni di persone, allora, abbiano potuto ritrovare la forza per ricostruire quanto era andato perduto a causa di una dittatura criminale e una guerra rovinosa. Non potendo raccontare la storia di tutti, ne ho scelta una che, a mio modesto avviso, ne rappresenta molte: la storia del generale Wolf Graf von Baudissin, l´ultimo grande riformatore militare tedesco e uno dei fondatori della Bundeswehr.

Nato a Treviri, l´8 maggio 1907, figlio unico di una famiglia nobile prussiana (il padre Theodor era un alto funzionario) nel 1926 entra nella Reichswehr, specificatamente nel prestigioso 9° reggimento di fanteria di Postdam. Per ragioni famigliari, l´anno successivo si congeda e intraprende gli studi di agraria. Al termine del ciclo didattico, nel 1930, chiede di rientrare in servizio e, nel 1933, dopo il previsto periodo di formazione viene nominato Sottotenente. Nel 1935 viene nominato Aiutante di Reggimento e nel 1938 frequenta il corso di Stato Maggiore della Scuola di Guerra di Berlino. Nel 1939 viene promosso Capitano, partecipa alla campagna di Francia e successivamente diventa Ufficiale di Stato maggiore dell’ Afrika Korps del Feldmaresciallo Erwin Rommel. Viene fatto prigioniero dalle truppe australiane durante una ricognizione nel deserto nell´aprile 1941. Prigioniero di guerra prima in Palestina (dove viene ferito durante un attacco) e poi in Australia, viene promosso al grado di Maggiore durante la prigionia che termina nel luglio 1947. Durante questo forzato periodo di inattività studia ed organizza dei corsi, (tra l´altro di strategia), a favore dei suoi compagni di prigionia; in questo ricorda il grande condottiero Raimondo Montecuccoli che durante i tre anni di prigionia svedese nel Castello di Stettino (1639-1642) utilizzò il tempo a disposizione per formarsi una solida preparazione culturale, generale e specialistica, che tanto gli servirà negli anni successivi e costituirà la base dei suoi innumerevoli scritti. Le grandi figure militari (e non solo) della storia accomunano sempre intelligenza e cultura al coraggio delle azioni.

Rientrato in Germania, partecipa alla Conferenza di Himmerod sul riarmo tedesco e contribuisce alla stesura dell´Himmeroder Denkschrift (Promemoria di Himmerod), focalizzando la sua attenzione sulla filosofia militare che dovrà permeare le nuove Forze Armate tedesche, il cosiddetto Innere Führung. Nel 1951 viene chiamato ad operare nell´Amt Blank (l´Ufficio che si occupava di Difesa prima della nascita del relativo Ministero), dove lavora principalmente a sviluppare il concetto di Innere Führung. Nel 1956 entra nella neocostituita Bundeswehr con il grado di Colonnello. Tra il 1958 e il 1961 comanda delle unità operative, successivamente diventa capo della divisione Intelligence&Operations del Quartier generale delle Forze NATO a Fontainebleu. Nel periodo 1963-1965 comanda il NATO Defence College di Parigi ed infine viene nominato Vice capo di Stato Maggiore responsabile della pianificazione e delle operazioni del Supremo Comando Alleato in Europa (SHAPE).

Nel febbraio 1965 riceve, unitamente ai Generali Adolf Graf von Kielmansegg e Ulrich de Maizière, il premio Freiherr-vom-Stein 1964 per i suoi meriti pubblici. Nel 1967 gli viene conferito il Theodor-Heuss-Preis per la sua opera. Nello stesso anno viene congedato e inizia subito dopo un’attività di insegnamento all’Università di Amburgo, dove è tra i fondatori del prestigioso Istituto per la ricerca della pace e la politica di sicurezza (Instituts für Friedensforschung und Sicherheitspolitik) di cui sarà il primo direttore fino al 1984. Dal 1980 al 1986 è docente per la Politica estera e di sicurezza alla Università della Bundeswehr di Amburgo.

E’ morto ad Amburgo il 5 giugno 1993.

Il suo pensiero e la sua opera sono attualmente curati dal Centro a lui intitolato (Baudissin-Dokumentationszentrum) istituito presso la Fuehrungsakademie der Bundeswehr di Amburgo

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One thought on “Il coraggio del futuro

  1. Storia interessante e piena di riferimenti dettagliati.
    Si vede che Lei è un vero cultore e appassionato della materia militare!

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