Un combattente leale

Il generale Frido von Senger und Etterlin (1891 – 1963) è l’ufficiale tedesco ricordato dalla storia come uno dei protagonisti delle battaglie di Montecassino nel periodo gennaio – maggio 1944.

Per me, invece, la figura di questo militare è tanto più rilevante in quanto  egli si trovò a vivere, come uomo e soldato, situazioni difficili in cui soltanto le sue alte qualità morali e culturali poterono indirizzarlo verso le giuste decisioni. E tali qualità gli derivavano, anche ma evidentemente non solo, da una profonda conoscenza della storia e cultura italiana appresa sin dai tempi giovanili e affinata da frequenti soggiorni in Italia, non ultimo come ufficiale frequentatore della Scuola di Guerra di Torino. Nell’accostarmi alla figura del generale von Senger non posso fare a meno di riflettere come una comunanza e condivisione di valori culturali abbiano portato questo soldato tedesco a vivere esperienze umane di profonda intensità e a reagire in momenti altamente drammatici con animo forte e sereno.

Il generale von Senger lavorò con passione a fianco dei soldati italiani, a cui rese  sincero e sentito omaggio nelle sue memorie pubblicate in Italia con il titolo La Guerra in Europa (Longanesi&C – Milano 2002). In queste memorie, von Senger respinge anche le generiche accuse fatte da parte tedesca di “tradimento” degli italiani nella campagna di Sicilia. Tale accuse originano dalla presunta scarsa  combattività delle truppe italiane, per non parlare della insufficiente presenza aeronavale italiana. I tedeschi rimasero molto colpiti dalla resa della piazzaforte Augusta – Siracusa arresasi prima ancora che iniziassero i combattimenti. Non va poi dimenticato che dalla fine del mese di luglio 1943 erano rimaste principalmente solo le forze tedesche a difendere la cuspide nord- orientale dell’isola e quindi a combattere, anche se per fini strategici propri, per la difesa di territorio italiano. A onor del vero, è doveroso ricordare che inquadrati nel XIV° Corpo d´Armata tedesco operavano diverse Unità italiane, tra cui Reparti di artiglieria che assicurarono il necessario supporto di fuoco durante tutta la fase di arretramento dei tedeschi.

Von Senger afferma che i rapporti italo – tedeschi durante le operazioni in Sicilia erano sempre stati leali e a riprova di questo si adoperò fattivamente, insieme al feldmaresciallo Kesselring, per scagionare il generale Guzzoni (comandante della 6^ Armata italiana durante le operazioni in Sicilia) dall’accusa di tradimento formulata in seguito dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana contro quest’ultimo.

Nella sua collaborazione con gli italiani, von Senger era guidato dalla consapevolezza  che i due popoli, seppur divisi da una situazione socio –  economica differente, erano uniti da una  tradizione storica che affondava le proprie radici nella comune cultura d’occidente. Era questa unità culturale per von Senger premessa di ogni suo pensiero ed azione al fine di preservarne e garantirne la continuità. Mi sembra, ancora oggi, un atteggiamento esemplare d’intelligenza e lungimiranza da tenere sempre a mente.

In considerazione delle sue indiscusse qualità morali e professionali, nel dopoguerra Frido von Senger partecipò alla stesura del Promemoria di Himmerod (Himmeroder Denkschrift) che gettò le basi della nascita della Bundeswehr e venne nominato Presidente del Consiglio di valutazione del personale (Personalgutachterauschuss) che valutò dal luglio 1955 al novembre 1957 tutte le domande per diventare ufficiali delle nuove Forze Armate federali tedesche.

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Forze Armate dell’Unione Europea – Slovenia

Le Forze Armate slovene (Slovenska vojska) sono state fondate nel 1991 al momento della proclamazione d’indipendenza della Slovenia dalle restanti Repubbliche della Federazione jugoslava, a seguito di un breve ma cruento conflitto chiamato “La guerra dei dieci giorni” (27 giugno- 6 luglio 1991).

Con un bilancio della difesa in forte riduzione negli ultimi anni, la Slovenia è stata impegnata fino allo scorso febbraio con la Nave Triglav nell’Operazione umanitaria della marina militare italiana Mare Nostrum per il salvataggio di profughi in mare.

Gli effettivi militari della Slovenska vojska, tutti professionisti poiché il servizio di leva è stato abolito nel 2004, sono 7.300 uomini e donne (7.200 militari dell’esercito – che comprende anche l’aeronautica – e 100 marinai) cui si aggiungono 1.200 civili. Le Forze Armate slovene dispongono di 151 veicoli blindati, 75 carri da combattimento, 21 aerei e 2 pattugliatori (Triglav e Ankaran). Il bilancio della difesa è di circa 413 milioni di euro, pari a 1,2% del PIL (fonte: SIPRI- Stoccolma).

La Slovenia, membro della NATO dal 2004, nonostante le ridotte dimensioni delle sue Forze Armate, partecipa a numerose operazioni internazionali. Attualmente militari sloveni sono presenti nelle missioni europee Althea e EUTM Mali, nell’operazioni UNIFIL- Libano e UNTSO – Siria, nell’operazioni NATO Training Mission – Afghanistan e KFOR – Kosovo.

Il colonnello Hans Meier – Welcker

Il colonnello Hans Meier – Welcker (1906 – 1983) è stato uno dei più importanti storici militari tedeschi del secondo dopoguerra e primo direttore del celeberrimo MGFA – Militärgeschichtliches Forschungsamt, l’Ufficio storico della Bundeswehr, un tempo con sede in Friburgo in Bresgovia (Baden- Wuerttemberg). Oggi il MGFA ha ampliato le proprie funzioni nell’ambito delle più ampie Scienze sociali e per questo ha assunto il nome di ZMS- Zentrum für Militärgeschichte und Sozialwissenschaften der Bundeswehr ed ha sede nella bella città di Potsdam (Brandemburgo).

Il colonnello Meier – Welcker era un grande esperto della storia e della lingua italiana: aveva studiato alla Scuola di Guerra di Torino e durante la seconda guerra mondiale venne impiegato come Ufficiale di collegamento presso Unità dell’esercito italiano. In particolare, il 14 settembre 1943 contribuì in modo decisivo al rilascio, e quindi alla salvezza, di 22 ufficiali italiani, catturati dagli stessi tedeschi durante gli scontri di Bastia (Corsica), che correvano il forte rischio di essere fucilati come “franchi tiratori” in base agli ordini criminali emessi direttamente da Hitler in conseguenza della resa dell’Italia agli angloamericani l’8 di quello stesso tragico settembre. A tutt’oggi, non risulta che il colonnello Meier – Welcker per questo suo importante gesto nei confronti di prigionieri italiani abbia ricevuto alcun riconoscimento (ancorché postumo); riconoscimento tanto più importante se si considera che sulla base di questi criminali ordini nazisti e senza alcuna pur minima giustificazione di qualsiasi altra natura, avvenne l’eccidio di ufficiali (e soldati) della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù da parte di truppe regolari tedesche.

Molti protagonisti della storia non hanno volto e da tempo su di loro si è spenta la luce del ricordo. Ma questi, con il loro impercettibile operare, hanno reso un servizio che è doveroso ricordare perché dimostra come il loro agire, talvolta coraggioso fino all’eroismo, possa cambiare il destino degli uomini. Pochi in Italia conoscono il colonnello Hans Meier – Welcker; da oggi, senz’altro lo conosceranno i lettori di Storia&Soldati.

 

Forze Armate dell’Unione Europea – Ungheria

La forza di difesa ungherese Magyar Honvédség, composta da esercito e aeronautica, rappresenta uno dei casi più riusciti di riforma militare degli ultimi anni. Entrata a far parte dell’Alleanza Atlantica nel 1999 (insieme a Polonia e Repubblica Ceca), la prima dei Paesi provenienti dal disciolto Patto di Varsavia, l’Ungheria ha iniziato un’opera di riduzione e modernizzazione del proprio strumento militare che ha comportato l’abolizione nel 2005 del servizio di leva obbligatorio, l’introduzione di nuovi sistemi d’arma, tra cui il caccia multiruolo svedese Saab JAS 39 Gripen, e una maggiore partecipazione delle sue forze alle missioni/operazioni internazionali.

Gli effettivi del Magyar Honvédség sono 16.000 militari, di cui 10.000 in servizio nell’esercito e 6.000 appartenenti all’aeronautica. A questi si aggiungono 5.000 riservisti e 6.900 dipendenti civili. La forza di difesa ungherese dispone di 420 veicoli trasporto truppa blindati, 25 carri medi, 14 aerei da combattimento e 33 elicotteri. Il bilancio della Difesa 2013 è stato di circa 1 miliardo di euro, pari allo 0,8% del PIL, con trend di crescita (fonte: SIRPI – Stoccolma). Attualmente soldati ungheresi sono presenti nelle missioni europee Althea – Bosnia Erzegovina, EUTM Mali, EUTM Somalia.

Non si può scrivere di Ungheria senza che il pensiero vada al colonnello dell’esercito italiano Guido Romanelli (1876 – 1973), figura tenuta in grandissima considerazione dagli amici e alleati ungheresi (come chi scrive ha potuto constatare di persona durante un viaggio a Budapest nel 2009), in virtù del suo coraggioso operato durante i turbolenti anni del primo dopoguerra. Il colonnello Romanelli, capo della delegazione militare italiana in Ungheria dal maggio al novembre 1919, intervenne, tra l’altro, per salvare i giovani cadetti della Accademia militare di Budapest dall’azione violenta del regime rivoluzionario di Bèla Kun. Per questi suoi alti meriti, come testimonianza di riconoscenza e gratitudine da parte del popolo ungherese, venne insignito nel 1922 della Spada d’Onore d’Ungheria.

Le Forze Armate dell’Unione Europea – Austria

L’Austria è un Paese neutrale con Forze Armate basate sulla leva obbligatoria, fatto in controtendenza rispetto alle altre principali FF.AA. europee. Un cambiamento alla politica di neutralità austriaca è avvenuto nel 1995 quando l’Austria (insieme a Svezia e Finlandia) è entrata nell’Unione Europea. Al momento dell’ingresso, l’Austria (così come la Svezia e la Finlandia) ha sottoscritto un protocollo aggiuntivo in cui si impegnava a sostenere la Politica di sicurezza e difesa comune (CSDP Common Security and Defence Policy). Nello stesso anno 1995, poi, l’Austria ha sottoscritto con la NATO l’accordo Partnership for Peace che gli ha permesso di diventare un interlocutore privilegiato dell’Alleanza Atlantica ma che ha anche comportato l’intervento di soldati austriaci in Bosnia – Erzegovina, Kosovo e Afghanistan.

L’Austria ritiene da sempre i Balcani area di primario interesse strategico  per la propria sicurezza (attualmente è presente nell’operazione dell’Unione Europea in Bosnia- Erzegovina Althea). Altre aree di interesse strategico sono il Medio Oriente (in UNIFIL – Libano è presente una componente austriaca) e l’Africa (soldati austriaci fanno parte dell’EUTM – Mali).

Gli effettivi militari della Bundesheer (come sono definite le FF.AA. austriache) sono circa 25.200 (esercito 11.500 – aviazione 2.700 – coscritti 11.000) a cui si aggiungono 28.000 riservisti e 8.600 civili. La Bundesheer dispone poi di 205 veicoli da combattimento per la fanteria, 60 carri medi, 15 aerei da combattimento del tipo Eurofighter Typhoon e 67 elicotteri vario tipo. Il bilancio della Difesa dell’Austria per il 2013 è stato di 2, 5 miliardi di euro, circa 0,8% del suo PNL (fonte: SIPRI – Stoccolma).

European Union Military Staff – EUMS

L’Unione Europea non è uno Stato ma una Confederazione di Stati sovrani. Per questo non esiste un esercito europeo (ed esisterà solo quando nascerà una Federazione europea a cui tutti gli altri Stati trasferiranno la sovranità nel campo della sicurezza e difesa). Ciononostante, esiste già oggi un’Europa della Difesa che si concretizza nell’ European Union Military Staff – EUMS con sede a Bruxelles.

L’EUMS, nato nel 2002, opera sotto la direzione dell’European Military Commitee (formato dai Capi di Stato Maggiore della Difesa  – o dai loro rappresentanti permanenti – dei Paesi membri) e sotto l’autorità dell’High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy. L’EUMS fa parte, sotto forma di Direzione Generale, de l’European External Action Service; l’attuale Direttore Generale è il Tenente generale austriaco Wolfgang Wosolsobe. l´EUMS svolge un’attività fondamentale in relazione all’Europa della Difesa presente e futura; in particolare, ha la responsabilità di coordinare tutte le operazioni e missioni militari dell’Unione Europea (attualmente 6; 5 in Africa e 1 nei Balcani) e di sviluppare una concreta Partnership militare tra i Paesi membri. L’EUMS non ha il comando diretto delle truppe impiegate sul terreno in una missione/operazione europea perchè questo viene esercitato da un EU Operational Headquarters scelto all’occorrenza dal Consiglio Europeo tra i 5 messi già a disposizione da altrettanti Stati membri (tra questi c’è anche il Comando operativo di vertice interforze – COI di Roma).

I problemi certo non mancano: l’EUMS non ha forze operative assegnate ma queste vengono di volta in volta messe a disposizione dagli Stati (interessati). Pertanto, non ha strumenti di risposta rapida e flessibile alle crisi che si presentano cosi come non può che promuovere (ma non certo pretendere) maggiore trasparenza e sinergia tra le variegate capacità militari degli Stati membri. Però è indubbio il ruolo centrale che l’EUMS ricopre laddove si formi la volontà politica di un intervento militare europeo cosi come non si può immaginare alcuna evoluzione futura della Difesa europea senza la fondamentale esperienza maturata in questi anni dall’EUMS: in tal senso, rappresenta un’organizzazione di consolidato valore e di sicuro avvenire.

Good Morning, Vietnam – Buongiorno, Kosovo

Il grande e poliedrico attore Robin Williams (1951 – 2014) ci ha improvvisamente lasciato, gettando milioni di persone, e io fra queste, nello sconcerto più profondo.

Questo Blog vuole essere una forma di diario che parli dell’Istituzione militare, dei soldati, in tutte le sue variegate e ricche espressioni e rappresentazioni. Anche il cinema è una forma d’espressione, spesso migliore di tante altre, con cui il mondo militare viene rappresentato.  Per questo non è fuori luogo ospitare oggi un ricordo di un protagonista assoluto del cinema degli ultimi decenni, ricordandolo sopratutto nei panni del caporale del US Air Force Adrian Cronauer, brillante conduttore della radio militare americana in Vietnam nel 1965, nel film Good Moorning, Vietnam del 1987. Per chi ha visto il film, o lo vedrà, ponga particolare attenzione, al di là della trama talvolta molto cruda per la drammaticità della situazione, alla centralità che viene data al soldato nella sua vita quotidiana, bella o brutta, buona o cattiva, che sia. E’ a lui (il soldato) che ogni volta Robin Williams/Adrian Cronauer indirizza il suo famoso “Good Moooorning, Vieeetnamm”, riconoscendo e celebrando cosi un sacrificio che la storia giudicherà inutile e ingiusto (cosi come immani e ingiuste furono le sofferenze del popolo vietnamita) ma che al tempo – e probabilmente anche in futuro- si accettava in risposta a quanto veniva chiesto (a tutti i soldati, a qualsiasi parte appartenessero) dal proprio Paese. La conoscenza e la riflessione di cosa sia un soldato devono molto a film come questi e ad attori dall’umanità dell’indimenticabile Robin Williams.

L’occasione è propizia per ricordare che anche l’esercito italiano ha avuto una radio militare: si chiamava Radio West e trasmetteva da e per il Kosovo. Nata nel 1999, in seguito all’ingresso degli italiani in quella martoriata terra e con la collaborazione tecnica di RAI e RTL 102.5, aveva lo scopo di informare gli ascoltatori sull’attualità (locale e internazionale) e  sull’attività svolte dal contingente italiano a favore della sicurezza e ricostruzione del Kosovo. Aveva un notiziario del mattino che si chiamava “Buongiorno, Kosovo” che si ispirava evidentemente al famoso film con Robin Williams. Radio West contribuì alla creazione nel tempo di una piccola comunità italofona tra i giovani kosovari, che seguiva assiduamente i programmi della radio, offrendo loro non solo una possibilità di intrattenimento ma anche un’esempio di ritrovata normalità dopo un drammatico periodo di guerra. Ha cessato le trasmissioni nel 2010 ma resta ancora oggi vivo il suo ricordo come quello di una storia italiana di successo.