Romanticismo militare

Quanti sanno che uno dei primi studiosi e divulgatori italiani dell’opera e del pensiero di Raimondo Montecuccoli fu l’allora capitano dell’esercito del Regno italico Ugo Foscolo (1778 – 1827). Esponente del primo romanticismo in Italia, la lettura della biografia e delle opere del Foscolo porta alla riflessione di come questo movimento culturale europeo, nato in Germania alla fine del XVIII° secolo, non investì solo la musica, la filosofia e la pittura ma anche la strategia, come componente della scienza politica.

Ugo Foscolo studiò e divulgò il pensiero strategico di Montecuccoli mentre Carl von Clausewitz (1780 – 1831) concepiva e scriveva l’insuperato capolavoro di strategia Vom Kriege (Della Guerra), sicuramente opera speculativa oltre che trattato di arte militare. Non era forse lo stesso Clausewitz che affermava come il pensiero fosse di per sé arte?

E i riformatori militari prussiani (Scharnhorst, Gneisenau, Boyen, Grolman e Clausewitz) non furono anch’essi pervasi da quelle idee romantiche apprese dalla cultura del tempo? Non si può studiare questi personaggi senza pensare che il loro contemporaneo Beethoven (1770 – 1827), in quei stessi tempi, componeva ed eseguiva opere di maestosa grandezza.

Esiste dunque un Romanticismo militare? Ai lettori di questo Blog l’ardua sentenza!

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