L’eroica normalità di un comandante

Il colonnello Luigi Lusignani (1896 – 1943) è stato fucilato dai tedeschi a Corfù la mattina del 25 settembre 1943. La sua unica colpa è stata quella di avere avuto coscienza di sé, del proprio ruolo di soldato e comandante, in un momento tragico della sua storia personale, coincisa drammaticamente con l’armistizio dell’otto settembre 1943. In quella data era il comandante del 18° Reggimento fanteria della Divisione “Acqui” di stanza a Corfù, isola posizionata strategicamente tra l’Italia e la penisola balcanica, unica speranza per il regolare rimpatrio dei soldati italiani, bloccati in Grecia ed in Albania dai fatti tragici ed inattesi conseguenti all’armistizio con le forze angloamericane.

Il Colonnello Lusignani era al comando dell’isola da meno di un anno e aveva vissuto tutte le vicende dell’esercito italiano, dalla Grande Guerra alla seconda guerra mondiale, passando anche per un’intensa esperienza tra le truppe coloniali in Libia e in Eritrea. Frequentatore della Scuola di Guerra di Torino, era transitato nel Corpo di stato maggiore, prestando servizio per diversi anni allo Stato Maggiore del Regio Esercito, in quel Palazzo romano di fine ottocento che oggi lo ricorda con una targa all’interno del sacrario dedicato agli ufficiali di stato maggiore caduti in guerra.

Perché Luigi Lusignani? Perché raccontare di lui e non di tanti altri che in circostanze analoghe si sono comportati parimenti con coraggio e determinazione? Perché proprio Luigi Lusignani li rappresenta tutti, così come la sua storia assume un significato esemplare per le nuove generazioni, atte ad acquisire, con la formazione e l’esperienza, quei valori alla base del comportamento e del sacrificio del colonnello Lusignani. Sono forse valori superati quelli praticati da Lusignani in quel tragico settembre di tanti anni fà? Non proprio. Superati sono gli eventi politici e militari, ma attuali restano i principi a cui attenersi quando la situazione operativa cambia improvvisamente: disciplina, responsabilità, compito assegnato, iniziativa.

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Forte e volenteroso

Tra i riformatori militari prussiani, che trasformarono tra il 1807 e il 1810 l’esercito prussiano di stampo federiciano in una potente e organizzata macchina bellica capace di sconfiggere le truppe napoleoniche, la figura del generale Karl von Grolman (1777 – 1843) è quella di maggiore energia e volontà.

Egli infatti oltre ad essere un uomo di pensiero (prese parte alla Militärische Gesellschaft – Società militare – fondata da Gerhard von Scharnhorste un riformatore militare (suo è il principio, ancora oggi in vigore, di far alternare l’impiego degli ufficiali tra il servizio di stato maggiore e il comando delle truppe), fu uno spiccato uomo d’azione. Grolman fece di tutto per combattere i francesi occupanti: partecipò alla fallita insurrezione antinapoleonica del Freiherr von Schill del 1809, poi si arruolò nell’esercito austriaco ed infine andò in Spagna a combattere i francesi a fianco degli insorti spagnoli.

Tornato in Prussia per partecipare alle Guerre di liberazione (Befreiungskriege) con l’esercito che lui stesso aveva contribuito a riformare, Grolman combattè nella battaglia di Lipsia nell’ottobre 1813 e, sopratutto, nella battaglia decisiva di Waterloo il 18 giugno 1815.

Negli anni successivi, continuò a interessarsi alle riforme militari, contribuendo a consolidare l’Istituzione militare prussiana fino all’arrivo sulla scena di un altro protagonista assoluto della storia militare tedesca: Helmuth von Moltke il vecchio (1800 – 1891).

 

Forze Armate dell’Unione Europea – Cipro

La Guardia Nazionale Cipriota (Ethnikí Frourá) si compone di 11.950 effettivi ( 10.500 esercito, 1.000 aeronautica e 450 marina).

Nella Repubblica di Cipro vige il servizio militare obbligatorio di 26 mesi per tutti i cittadini di sesso maschile.

La Repubblica di Cipro dispone 460 veicoli blindati, 164 carri armati, 18 elicotteri e 4 pattugliatori. In futuro, Cipro prevede di sviluppare la propria componente navale per meglio assicurare il pattugliamento delle acque territoriali cipriote e tutelare maggiormente gli ingenti giacimenti sottomarini di gas scoperti di recente al largo della costa meridionale di Cipro(e attualmente in fase di esplorazione anche da parte dell’italiana ENI).

il bilancio della difesa di Cipro è di 188 milioni di euro pari a circa 1% del PIL (fonte: SIPRI – Stoccolma).

Militari ciprioti partecipano all’operazione navale europea Atalanta.

Una curiosità per i lettori di questo Blog: la Repubblica di Cipro e la Repubblica Ellenica sono gli unici Stati al mondo ad avere lo stesso inno nazionale Imnos Is Tin Eleftherian (Inno alla libertà).

 

Il dovere della memoria

Nei giorni scorsi, come ogni anno, nel cimitero militare italiano d’onore di Amburgo – Öjendorf, si è svolta la celebrazione del giorno dell’Unità nazionale e festa delle Forze Armate,

In presenza delle Autorità consolari italiane, delle Autorità civili tedesche, dei rappresentanti delle Forze Armate italiane e tedesche nonché della numerosa comunità italiana residente ad Amburgo e nel Nord della Germania, sono state deposte delle corone di fiori al monumento che ricorda i caduti italiani in guerra.

In particolare, sono stati ricordati i 5.839 internati civili e militari che riposano in questo cimitero militare italiano d’onore (in Germania ve ne sono altri tre: Berlino, Francoforte e Monaco).

Molto significativa è stata anche la presenza di una Guardia d’onore della Bundeswehr, che ha reso gli onori militari durante la cerimonia.

La memoria è un dovere che conserva l’importanza del sacrificio di chi ci ha preceduto, illumina il cammino di tutti noi verso il futuro e ci preserva dagli errori (tragici) del passato.

Restiamo memori.

Quel giorno di luglio

La resistenza dei tedeschi al regime criminale nazionalsocialista è un fatto accertato dalla storia. Molti tedeschi si ribellarono e pagarono con la vita il rifiuto della loro coscienza verso la barbarie nazista.

Esponenti del mondo politico (sopratutto dei partiti comunista e socialista), studentesco (in primis gli appartenenti all’organizzazione giovanile  Weiße Rose – Rosa Bianca), religioso (il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer e il sacerdote gesuita Padre Rupert Mayer ma anche il vescovo cattolico di Münster Clemens von Galen detto “il leone di Münster”), civile (il circolo politico Kreisauer Kreis che faceva capo al giovane Helmuth James von Moltke) si opposero coraggiosamente al nazismo pagando, per la stragrande maggioranza, con la vita questa loro scelta.

Tra gli oppositori, i militari furono quelli che forse più tardi capirono il baratro verso cui stava dirigendosi la Germania hitleriana, ma senz’altro sono coloro che più furono vicini a salvarla dal disastro irreparabile con la pianificazione e l’esecuzione del colpo di stato e dell’attentato a Hitler il 20 luglio 1944 (nome in codice “Operazione Valchiria”) da parte del colonnello Claus Schenk Graf von Stauffenberg (1907 -1944). L’attentato fallì e la repressione nazista fu feroce: circa 200 cospiratori furono uccisi nei mesi che seguirono. Stauffenberg e i principali protagonisti della cospirazione vennero fucilati la sera stessa del 20 luglio.

Il 20 luglio è dunque una data importante per la storia tedesca ed è il giorno in cui in Germania si ricordano quei pochi che cercarono, con il loro sacrificio personale, di salvare il destino di molti. A testimoniare il legame tra tale data significativa e la Bundeswehr, le cui tradizioni richiamano i resistenti militari al nazismo, ogni anno in questo giorno un contingente di reclute giura fedeltà alla Repubblica Federale nel piazzale davanti al Parlamento tedesco (Bundestag).

Anche dal sangue di questi coraggiosi, che seppero preservarsi dalla mostruosità nazista e cercarono di combatterla, nacque la Germania libera e democratica che noi tutti oggi conosciamo.

Il pittore soldato

Anselmo Bucci (1887 – 1955) fu un pittore e scrittore italiano che prese parte alla Grande Guerra, prima come volontario nel Battaglione Lombardo Ciclisti e Automobilisti (insieme agli artisti futuristi Marinetti, Boccioni e Sant´Elia) e poi tra le fila del 68° Reggimento Fanteria – Brigata Palermo.

Da questa tragica esperienza  trasse ispirazione per un percorso pittorico che mise al proprio centro il tema della vita quotidiana del soldato, come Bucci ebbe modo di osservare in prima persona durante la sua esperienza di guerra.

Ne scaturirono ritratti, disegni, abbozzi che fecero di lui un pittore soldato sulla scia della tradizione dei pittori soldato del Risorgimento (Gerolamo Induno e Michele Cammarano, per citarne solo alcuni) che fermarono nel tempo le vicende storico- militari da loro direttamente vissute.

Nell’opera di Bucci non trova spazio l’epica della battaglia quanto piuttosto l’umanità dei soldati; ritrae la semplicità di coloro che si apprestavano a combattere senza sapere se sarebbero tornati, protagonisti sconosciuti di un evento sicuramente più grande di ciascuno di loro.

I volti sono appositamente sfumati, le movenze sono dinamiche, le circostanze in cui sono ritratti (per esempio, la paga, il rancio, la partenza) sono inusuali ma vere, certamente non grandiose o celebrative. E’il ritratto di un milite ignoto cui, giustamente, alla fine del conflitto sarà tributato un sentito riconoscimento da parte dell’intera nazione. Bucci, in qualche misura, ne anticipa la sincera celebrazione e la giusta consacrazione, legittimandola con la propria personale esperienza.

Con la sua opera appassionata e veritiera, Anselmo Bucci ci richiama alla memoria il pensiero di tanti che generalmente non hanno un nome né un volto ma che insieme hanno fatto la Storia di tutti noi.

Forze armate dell’Unione Europea – Malta

Malta è uno Stato neutrale, come Austria, Svezia, Irlanda e Finlandia.

La sua posizione geografica al centro del Mediterraneo ne accresce l’importanza strategica come “portaerei” naturale in grado di controllare tutta l’area.

Malta svolge un ruolo fondamentale, insieme agli altri Paesi dell’Europa meridionale, per contrastare l’immigrazione clandestina e il salvataggio dei profughi provenienti dalle aree di crisi del Nordafrica e del Medio Oriente.

Le Forze Armate maltesi sono composte da circa 2.000 effettivi (1.200 Esercito, 400 Marina e 400 Aeronautica) e dispongono principalmente di 8 pattugliatori costieri, 7 aerei leggeri e 3 elicotteri. Dispone di un bilancio della difesa di 41 milioni di euro pari a circa lo 0,7% del PIL (fonte: SIPRI – Stoccolma).

Malta partecipa all’Operazione EU Atalanta.

Dal 1° gennaio 1973, su richiesta delle autorità maltesi, opera una Missione italiana, ridenominata dal 1° dicembre 2011 MICCD – Missione Italiana di Collaborazione nel Campo della Difesa, che ha attualmente il compito di fornire consulenza alle Forze Armate maltesi ed elaborare progetti di cooperazione comuni. La componente Aeronautica Militare della MICCD ha, in particolare, il compito di collaborare al servizio di Ricerca e Soccorso (S.A.R.) maltese, inclusa la formazione di piloti e aereosoccorritori.