In piedi, ragazzi!

L’8 dicembre 1943, tre mesi esatti dai tragici eventi armistiziali, l’esercito italiano riprendeva l’iniziativa operativa, attaccando i tedeschi per conquistare il Monte Lungo, importante caposaldo nemico sulla Linea Bernhardt.

L’attacco, portato dal 1° Raggruppamento motorizzato al comando del generale Vincenzo Dapino (1891 – 1957), costò la vita a centinaia di soldati i cui resti oggi sono raccolti nel Sacrario di Mignano Monte Lungo (Caserta).

Da quel sanguinoso fatto d’armi, prese avvio la riorganizzazione dell’esercito italiano ad opera del Maresciallo d’Italia Giovanni Messe (1883 – 1968), Capo di Stato Maggiore Generale, che vide la trasformazione del 1° Raggruppamento motorizzato in Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) al comando del generale Umberto Utili (1895 – 1952) e quindi alla costituzione dei Gruppi di Combattimento (Cremona, Friuli, Folgore, Legnano, Mantova e Piceno) con cui l’esercito italiano prese parte vittoriosamente alla fase finale della campagna d’Italia 1943 – 1945.

Sono fatti dolorosi ma straordinariamente coraggiosi, e non vanno mai dimenticati sopratutto da chi, come lo Stato, ha il dovere della memoria.

 

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