Sergio Mattarella Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

(Art.87 Costituzione della Repubblica Italiana )

Auguri fervidi di ogni successo, signor Presidente, per il bene dell’Italia e per il miglior futuro di tutti noi che confidiamo in Lei.

La sua visita, come primo atto ufficiale da Presidente della Repubblica eletto, al Sacrario delle Fosse Ardeatine dove sono sepolti 335 martiri della libertà (di cui 68 militari), ci fa ritenere come le nostre migliori speranze nei suoi confronti siano ben riposte.

Forze Armate dell’Unione Europea – Estonia

L´Estonia è uno dei pochi Paesi dell’Alleanza Atlantica ad aver aumentato, negli ultimi anni, il bilancio della Difesa ed a mantenerlo sopra il 2% del P.I.L. ( nel 2014 appena concluso, il bilancio della difesa è stato pari a 315 milioni di euro pari appunto al 2% del P.I.L.).

Le Forze Armate estoni si compongono di 7.000 effettivi (6.200 esercito, 350 aeronautica, 450 marina) a cui si aggiungono 1.100 dipendenti civili e ben 22.200 riservisti della Lega della Difesa (Kaitseliit).

La prima unità militare dell’Estonia  fu il 1° Reggimento estone costituito il 20 luglio 1917 nell’ambito dell’esercito russo (l’Estonia era allora parte dell’Impero zarista). Il Reggimento, che raggiungerà una consistenza di piu´di 11.000 uomini, formerà il nucleo centrale del successivo esercito estone costituito all’atto dell’indipendenza dell’Estonia dalla Russia il 2 febbraio 1920.

L’Estonia mantiene un sistema di reclutamento misto Leva – Professionale e può contare su 1 fregata, 3 cacciamine, 2 aerei da trasporto, 4 elicotteri e di circa 140 veicolo trasporto truppa tipo SISU XA 180 e 188 (di origine finlandese).

L’Estonia è membro dell’Allenza Atlantica dal 2004 e suoi soldati hanno partecipato e partecipano a diverse missioni della NATO (KFOR in Kosovo e ISAF in Afghanistan), dell’Unione Europea (EUTM Mali e EUFOR RCA in Repubblica centrafricana) e delle Nazioni Unite (UNTSO in Medio Oriente).

Soldati estoni hanno partecipato anche alla missione NTM-I NATO Training Mission – Iraq negli anni 2003 – 2009.

Il pensiero di Giulio Douhet in Germania

Le teorie di Giulio Douhet vennero introdotte in Germania all’inizio degli anni ’30 attraverso la rivista Wehrgedanken des Auslandes (Il pensiero di difesa estero) edita nel periodo 1925 – 1939 dal Ministero della Difesa tedesco (Reichswehrministerium). Questa rivista svolse un grande ruolo per diffondere in Germania il pensiero di grandi studiosi di strategia del tempo (oltre a Douhet, pubblicò le teorie di Fuller, Lidell Hart e de Gaulle), concorrendo a tenere informati sugli sviluppi delle nuove dottrine strategiche non solo gli “addetti ai lavori” ma soprattutto la pubblica opinione.

Nel 1935 venne poi tradotto in tedesco (con il titolo Luftherrschaft, a cura di Roland Strunk con una prefazione del tenente colonnello Freiherr von Bülow) l’opera principale di Giulio Douhet Il Dominio dell’aria, pubblicato in Italia nel 1921. Le idee rivoluzionarie di Douhet sull’impiego della nuova arma aerea ebbero nella Germania del tempo grande attenzione e seguito, contribuendo non poco all’ideazione, l’organizzazione e l’impiego delle nascenti forze aeree tedesche (prova ne è la  ricezione delle idee di Douhet nella Direttiva del 1936 della Luftwaffe n. 16 “Condotta di guerra aerea” – L.Dv. 16 Luftkriegführung).

Il pensiero strategico di Douhet, frutto del proprio tempo, rimane un anello della lunga catena denominata  Revolutions in Military Affairs cui anche l’Italia ha offerto un contributo determinante, che dura ancora oggi. E questo bisogna sempre ricordarlo per guardare al futuro coscienti del nostro passato.

++News: Nuova missione Unione Europea in RCA++

Da oggi questo Blog offrirà ai suoi lettori anche notizie aggiornate relative alla European Union Common Security and Defence Policy – CSDP al fine di contribuire ad una sua maggiore conoscenza presso l’opinione pubblica.

L’Unione Europea ha deciso di lanciare una nuova missione nella Repubblica Centrafricana. La missione si chiamerà EUMAM RCA – European Union Military Advisory Mission in the Central African Republic e prenderà il posto dell’attuale missione EUFOR RCA (cui partecipano anche militari italiani) che continuerà a garantire la sicurezza della capitale Bangui fino al 15 marzo 2015

L’ EUMAM RCA sarà una tipica operazione di Security Sector Reform – SSR e avrà lo scopo di riformare le Forces armées centrafricaines – FACA nel senso di renderle  più multietniche, professionali e repubblicane, in modo da contribuire alla stabilità del Paese africano.

La durata della missione, con un organico di 60 effettivi, è prevista in 12 mesi e il comandante sarà il generale francese Dominique Laugel.

Una prossima decisione del Consiglio dei ministri degli affari esteri della UE determinerà le modalità operative della missione.

Soldati dignitosi

Il Corpo Italiano di Liberazione – C.I.L. fu una Unità militare italiana interforze (vi partecipava infatti anche la marina con il Reggimento San Marco) a livello di Corpo d’Armata, con una forza di circa 22.000 uomini, che ha combattuto per la liberazione d’Italia nella campagna di guerra 1943 – 1945.

Costituito nel marzo 1944 per riorganizzazione del 1° Raggruppamento motorizzato che si era distinto nella presa del Monte Lungo nel dicembre del 1943, era costituito dalla Divisione paracadutisti Nembo proveniente dalla Sardegna e da 2 Brigate: la prima costituita dal 4° Reggimento Bersaglieri e dal 3° Reggimento Alpini; la seconda costituita dal 68° Reggimento Fanteria Legnano e dal Reggimento Marina San Marco. I supporti del C.I.L. erano costituiti dal 11° Reggimento di Artiglieria motorizzato, dal LI Battaglione misto Genio, dal 185° Reparto autonomo Paracadutisti Nembo e IX Reparto d’assalto. Molte di queste Unità esistono ancora e perpetuano la tradizione di combattimento delle Forze armate italiane nei difficili anni 1943- 1945.

Il Corpo Italiano di Liberazione era comandato dal generale Umberto Utili (1895 – 1952) che alla sua morte volle essere sepolto nel Sacrario militare italiano di Mignano – Montelungo dove riposano i 974 caduti della guerra di liberazione.

Il C.I.L. venne posto prima sotto comando della 5^ Armata USA (inquadrato nel  Corps Expéditionnaire Français- C.E.F.) e poi della 8^ Armata britannica (inquadrato nel II° Corpo polacco); sotto comando britannico – polacco combattè con onore le battaglie del Monte Marrone (31 marzo 1944) e di Filottrano (1° – 9 luglio 1944).

Tra i caduti del C.I.L., voglio ricordare il Sottotenente dei Granatieri M.O.V.M. Alfonso Casati (1918 – 1944) caduto, insieme al marò del Reggimento San Marco Umberto Ghersini, il 6 agosto 1944, durante i combattimenti per la liberazione di Corinaldo (Ancona). Figlio unico dell’allora Ministro della Guerra Alessandro Casati, la sua morte impressionò molto l’opinione pubblica per la determinazione con cui Alfonso Casati si arruolò volontariamente nel Corpo di Liberazione, quasi a testimoniare la volontà di riscatto di una nazione intera.

il C.I.L. venne sciolto nel settembre 1944, sostituito dai neocostituiti Gruppi di Combattimento, vere e proprie Divisioni dell’esercito italiano.

Quella delle Forze Armate italiane nella guerra di liberazione è una storia di dignità e coraggio che va conosciuta e raccontata per dimostrare la capacità del soldato, marinaio e aviatore d’Italia di rialzarsi in piedi “Quando era per i fratelli smarriti/ vanità sperare e follia combattere….”.

Forze Armate dell’Unione Europea – Svezia

Il Paese europeo maggiormente attivo nella Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) è senz’altro la neutrale Svezia. Tra i compiti delle Forze Armate svedesi rientra espressamente quello di operare per la Pace e la Sicurezza oltre le frontiere nazionali.

La Svezia partecipa, nell’ambito del programma NATO Partnership for Peace a diverse operazioni dell’Alleanza Atlantica (Kosovo ed Afghanistan) nonché alle missioni dell’ONU in Sud Sudan (UNMISS), Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO), Medio Oriente (UNTSO), India- Pakistan (UNMOGIP)  e della UE in Mali (EUTM Mali), Somalia (EUTM Somalia) e Bosnia – Erzegovina (Althea).

Le Forze Armate svedesi dispongono di 11.750 effettivi (6.300 esercito, 3.200 aeronautica e 2.250 marina) e 5.000 dipendenti civili.

La Svezia, che dispone tradizionalmente di una rilevante industria degli armamenti, può contare su 354 veicoli da trasporto e combattimento, 100 aerei da combattimento (principalmente il Saab JAS 39 Gripen) e 9 corvette. Il bilancio della Difesa ammonta a 4 miliardi di euro pari al 1,1% del PIL (fonte: SIPRI- Stoccolma).

Insieme a Danimarca, Islanda, Finlandia e Norvegia, la Svezia partecipa al NORDEFCO (Nordic Defence Cooperation) fondata ad Helsinki nel 2009 con lo scopo di una stretta e maggiore cooperazione dei Paesi nordici nel campo della difesa comune.

La Svezia ha a disposizione inoltre, come componente effettiva delle Forze Armate, una Guardia Nazionale (Hemvärnet – nationella skyddsstyrkorna) reclutata su base volontaria e locale, con una capacità di mobilitazione pressoché immediata. Pensata e strutturata per la Difesa territoriale può essere anche utilizzata per compiti di Difesa civile (incendi, inondazioni, emergenze sanitarie ecc.). La Guardia Nazionale dispone su tutto il territorio nazionale di una forza di circa 20.000 effettivi.

Il discepolo prediletto

Gerhard von Scharnhorst aveva in Carl von Clausewitz (1780 – 1831) il proprio discepolo prediletto. L’amico di entrambi Gneisenau ebbe a dire a Clausewitz, in occasione della sepoltura dei resti di Scharnhorst all’Invalidenfriedhof  di Berlino:< Lei fu il suo Giovanni, io solo il suo Pietro, perquanto io mai gli fui infedele come quello al suo Maestro> (Sie waren sein Johannes, ich nur sein Petrus, obgleich ich ihm nie untreu geworden bin, wie jener seinem Meister citato da Hans Delbrück, Geschichte der Kriegskunst im Rahmen der politischen Geschichte. Berlin 1920, Teil 4).

Rimando alla bibliografia sterminata su Clausewitz (in italiano consiglio l’ottimo Clausewitz, il prussiano. di Gian Enrico Rusconi, Einaudi, 1999) per un approfondimento del personaggio e dell’opera, sopratutto il Vom Kriege – Della Guerra, un insieme di scritti sulla strategia ancora oggi insuperati.

Qui mi limito a segnalare una piccola opera scitta nel 1817 da Clausewitz in onore del suo Maestro Scharnhorst (ahimè non ancora tradotta in italiano): Über das Leben und den Charakter von Scharnhorst – Sulla vita e il carattere di Scharnhorst, pubblicato (come il Vom Kriege) nel 1832, quindi dopo la morte di Clausewitz.

Clausewitz, nello scrivere questo breve e prezioso profilo biografico di Scharnhorst, consegna alla storia la figura di un personaggio straordinario nelle sue virtù e capacità;  ma sopratutto compone un monumento letterario ad un amato Maestro la cui opera, Clausewitz ne è certo, travalicherà lo spazio temporale degli eventi da lui vissuti e segnati.

Non si sbagliava affatto.