Il visionario del cielo

Il generale Giulio Douhet (1869 – 1930) è internazionalmente riconosciuto come il fondatore della strategia aerea (Air Power) tra le due guerre mondiali.

Ufficiale dell’esercito (per l’esattezza, dei Bersaglieri) proveniente dai corsi regolari dell’Accademia militare di Modena, nel 1909 venne incaricato dallo Stato Maggiore dell’esercito di studiare l’impiego in combattimento dell’aeroplano e nel 1911 organizzò la prima missione di guerra di questo nuovo e rivoluzionario mezzo durante la guerra italo – turca in Libia.

Pur non avendo mai conseguito il brevetto di pilota, divenne capo dell’aviazione militare italiana (allora branca dell’esercito) nel 1915.

Poco dopo venne però rimosso e imprigionato per le sue critiche all’Alto Comando in relazione alla sanguinosa condotta della guerra sul fronte carsico. Liberato dopo la disfatta di Caporetto del 1917, divenne Commissario generale per l’Aeronautica presso il Ministero delle Armi e Munizione, incarico che lasciò ben presto per contrasti circa alcuni approvvigionamento ministeriali.

Nel 1920 si fece promotore di erigere un monumento al Milite ignoto presso il Vittoriano di Roma, cosa che si realizzò il 4 novembre 1921 (nel terzo anniversario della vittoria).

Nel 1921 pubblica il suo libro più famoso, Il dominio dell’aria, in cui teorizza il bombardamento strategico volto ad annientare la volontà di combattimento del nemico attraverso la distruzione dei suoi centri nevralgici (tra cui, ahimè, non escludeva i centri abitati  per far crollare il fronte interno). Nelle intenzioni di Dohuet, l’obiettivo era di evitare che si ripetesse la lunga guerra di posizione e logoramento vissuta sul fronte occidentale nella Grande Guerra, attraverso l’ attacco in massa e in modo risolutivo delle forze aeree.

Considerando al tempo l’inesistenza della Difesa contraerea (sarebbe venuta negli anni successivi), Douhet era convinto che la vittoria sul nemico sarebbe stata assoluta e veloce: la tragica esperienza della seconda guerra mondiale, dove le sue teorie troveranno applicazione, dimostrerà che si sbagliava nella durata delle guerre future ma aveva visto giusto nel nuovo ruolo strategico dell’arma aerea.

Sostanzialmente, Douhet fu un visionario perché immaginò un futuro che in parte si realizzò; tale futuro aveva per scenario il cielo e per protagoniste le “incredibili macchine volanti” che, evolvendosi, arriveranno a conquistare lo Spazio.

In onore di Giulio Douhet l’ Aeronautica militare italiana gli ha dedicato nel 2006 la propria Scuola militare che ha sede a Firenze.

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