Soldati dignitosi

Il Corpo Italiano di Liberazione – C.I.L. fu una Unità militare italiana interforze (vi partecipava infatti anche la marina con il Reggimento San Marco) a livello di Corpo d’Armata, con una forza di circa 22.000 uomini, che ha combattuto per la liberazione d’Italia nella campagna di guerra 1943 – 1945.

Costituito nel marzo 1944 per riorganizzazione del 1° Raggruppamento motorizzato che si era distinto nella presa del Monte Lungo nel dicembre del 1943, era costituito dalla Divisione paracadutisti Nembo proveniente dalla Sardegna e da 2 Brigate: la prima costituita dal 4° Reggimento Bersaglieri e dal 3° Reggimento Alpini; la seconda costituita dal 68° Reggimento Fanteria Legnano e dal Reggimento Marina San Marco. I supporti del C.I.L. erano costituiti dal 11° Reggimento di Artiglieria motorizzato, dal LI Battaglione misto Genio, dal 185° Reparto autonomo Paracadutisti Nembo e IX Reparto d’assalto. Molte di queste Unità esistono ancora e perpetuano la tradizione di combattimento delle Forze armate italiane nei difficili anni 1943- 1945.

Il Corpo Italiano di Liberazione era comandato dal generale Umberto Utili (1895 – 1952) che alla sua morte volle essere sepolto nel Sacrario militare italiano di Mignano – Montelungo dove riposano i 974 caduti della guerra di liberazione.

Il C.I.L. venne posto prima sotto comando della 5^ Armata USA (inquadrato nel  Corps Expéditionnaire Français- C.E.F.) e poi della 8^ Armata britannica (inquadrato nel II° Corpo polacco); sotto comando britannico – polacco combattè con onore le battaglie del Monte Marrone (31 marzo 1944) e di Filottrano (1° – 9 luglio 1944).

Tra i caduti del C.I.L., voglio ricordare il Sottotenente dei Granatieri M.O.V.M. Alfonso Casati (1918 – 1944) caduto, insieme al marò del Reggimento San Marco Umberto Ghersini, il 6 agosto 1944, durante i combattimenti per la liberazione di Corinaldo (Ancona). Figlio unico dell’allora Ministro della Guerra Alessandro Casati, la sua morte impressionò molto l’opinione pubblica per la determinazione con cui Alfonso Casati si arruolò volontariamente nel Corpo di Liberazione, quasi a testimoniare la volontà di riscatto di una nazione intera.

il C.I.L. venne sciolto nel settembre 1944, sostituito dai neocostituiti Gruppi di Combattimento, vere e proprie Divisioni dell’esercito italiano.

Quella delle Forze Armate italiane nella guerra di liberazione è una storia di dignità e coraggio che va conosciuta e raccontata per dimostrare la capacità del soldato, marinaio e aviatore d’Italia di rialzarsi in piedi “Quando era per i fratelli smarriti/ vanità sperare e follia combattere….”.

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