Il buon tedesco

Il grande scrittore e ufficiale degli Alpini Nuto Revelli (1919 -2004) scrisse un bellissimo libro intitolato Il disperso di Marburg incentrato sulla necessità, molto sentita nel secondo dopoguerra, di indagare, conoscere e comprendere meglio le vicissitudini dei giovani tedeschi venuti a combattere e a morire in Italia nel triste periodo 1943- 1945.

Questo libro mi è tornato in mente mentre pensavo a Richard von Weizsäcker, Presidente emerito della Repubblica Federale Tedesca e una delle figure di maggior grandezza della storia recente tedesca, scomparso ieri 31 gennaio 2015 all’età di 94 anni.

Von Weizsäcker, giovane ufficiale della Wehrmacht, non aveva combattuto in Italia bensì sul fronte orientale (fu anche in contatto con i resistenti militari al nazismo); però ogni volta che avevo occasione di ascoltarlo o di leggere su di lui, inevitabilmente mi veniva in mente il protagonista del romanzo di Revelli, il giovane ufficiale dai modi gentili, il “buon tedesco”, scomparso improvvisamente un giorno d’estate del 1944 mentre faceva una solitaria cavalcata. Revelli scoprirà il suo nome (Rudolf Knaut nato nel 1920 – come von Weizsäcker) e la sua storia di speranza, drammaticamente recisa, che racconterà nel magistrale e appassionato libro.

Richard von Weizsäcker faceva parte della generazione della guerra e della ricostruzione, del sacrificio e della speranza; e incarnava la volontà di riscatto del popolo tedesco che, dalle macerie della guerra e di un regime criminale, seppe costruire una nuova Germania libera e democratica.

Richard von Weizsäcker, divenuto Presidente federale nel 1984, tenne l’8 maggio 1985 un famoso discorso al Parlamento tedesco in cui ricordò che questa data non significava per la Germania la sua sconfitta bensì la propria liberazione da un regime criminale e barbarico quale quello nazista. Fu la testimonianza ulteriore di un ripudio convinto e totale di una follia della storia da parte di qualcuno che questa follia aveva vissuto in prima persona.

Von Weizsäcker fu inoltre sempre attento ai temi della strategia e sicurezza internazionale, motivato da uno spirito di pace e collaborazione tra i popoli, proprio perchè aveva conosciuto gli orrori della guerra. Da ultimo, fu Presidente della Commissione di riforma della Bundeswehr (Kommission „Gemeinsame Sicherheit und Zukunft der Bundeswehr”) che lavorò nel periodo 1999 -2000 e da cui, in parte, discende il Libro Bianco della difesa tedesca del 2006 tutt’oggi in vigore.

La Repubblica italiana lo ha onorato con il conferimento del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’ Ordine al merito della Repubblica.

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