Non omnis moriar

Il 16 marzo 1978, un commando di terroristi delle Brigate Rosse, con un agguato eseguito secondo canoni militari di pianificazione ed esecuzione (nome in codice Operazione Fritz), annientò la scorta  e sequestrò il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro (poi ucciso il successivo 9 maggio).

Ero allora sulla soglia dell’adolescenza e ricordo con nettezza tutta la vicenda. In particolare, in questi anni, ho sempre avuto memoria dei caduti di quel giorno che oggi voglio ricordare:

Maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi

Guardia di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino

Guardia di pubblica sicurezza Giulio Rivera

 Vicebrigadiere delle guardie di pubblica sicurezza Francesco Zizzi

Appuntato dei  carabinieri Domenico Ricci

Erano militari (il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza divenne l’attuale Polizia di Stato con legge n. 121 del 1981),  servitori dello Stato nel senso più alto dell’espressione e il loro sacrifico, come quello di altre centinaia di vittime di quel terribile periodo della storia d’Italia, non va mai dimenticato.

Anche nel loro nome, lo Stato e gli italiani seppero reagire, sconfiggendo una delle minaccie più pericolose per la nostra democrazia e libertà.

La loro morte non fu vana e la loro tragica storia appartiene a tutti noi.

 

 

 

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