Il protagonista dimenticato

Il Risorgimento italiano è sempre stato giustamente identificato con quattro personaggi storici: Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini e, in misura meno evidente ma non meno importante, Vittorio Emanuele II di Savoia.

Vi è un quinto personaggio il cui contributo è stato essenziale al successo del movimento di unità nazionale e che difficilmente viene ricordato con pari enfasi. Si tratta del generale Manfredo Fanti (1806 -1865), militare di carriera e ministro della guerra del governo Cavour, passato alla storia come il fondatore dell’esercito italiano, costituito con proprio decreto del 4 maggio del 1861.

In realtà era molto di più e, soprattutto, rappresentava un punto di convergenza dei quattro grandi personaggi risorgimentali prima citati. Era stato, infatti, ispirato dalle idee mazziniane, guidato dalla azione politica di Cavour, influenzato nella sua azione dal Garibaldi -di cui ne rappresentava l’esatto contrario in termini personali e professionali- e favorito dalla stima del Re sabaudo.

“Maestà, l’Armata è l’ancora di salvezza della Patria contro lo straniero, ed è il braccio della società pel mantenimento dell’ordine e l’esecuzione della legge”. Così si esprimeva il generale Fanti in un promemoria al Re d’Italia Vittorio Emanuele II del novembre 1861, nel pieno della discussione sullo scioglimento, fortemente propugnato dal Fanti, dell’esercito garibaldino e il rafforzamento dell’esercito italiano. Indubbiamente Fanti era convinto che solo un esercito regolare potesse essere espressione di sovranità e garanzia di effettività: un precetto che, già proclamato nei secoli precedenti dal grande Raimondo Montecuccoli, rischiava di essere dimenticato al fine di favorire le pur coraggiose e meritevoli truppe garibaldine, con conseguenze imprevedibili per la stabilità dello Stato unitario italiano appena proclamato.

Essersi battuto per l’affermazione del succitato fondamentale principio strategico – politico, lo rende senz’altro degno della statua che alla sua morte l’Italia volle dedicargli e che ancora oggi, recentemente restaurata, campeggia nella bella piazza San Marco a Firenze.

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One thought on “Il protagonista dimenticato

  1. All’Italia di oggi purtroppo mancano personaggi di tale spessore. E non mi rfierisco solo al Fanti. I personaggi loschi che ci sono in giro oggi, da destra al centro a sinistra in basso ed in alto, non solo non sono in grado di “riunire” l’Italia ma nemmeno di dividerla veramente.
    Mi viene in mente una bellissima canzone di Franco Battiato: “povera patria”. Un testo di storia moderna, una fotografia dell’Italia odierna da tramandare ai posteri.

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