Una famiglia di condottieri italiani

Raimondo Montecuccoli fu uno dei protagonisti della cosidetta Rivoluzione militare, quel movimento di profonda riforma degli eserciti europei che abbracció i secoli XVI° e XVII°, sulla scia delle guerre d’Italia (1494 – 1559), delle Fiandre (1568- 1648), dei Trent’anni (1618 – 1648) e le campagne militari contro i Turchi. Il suo nome e la sua fama sono onorati ancora oggi in tutta Europa, la cui storia egli ha contribuito a scrivere con le sue gesta.

Ma non fu certo l’unico membro della nobile famiglia ad esserlo. Lo zio Alfonso (Alfonsino) Montecuccoli di Riva e di Montespecchio  (1546 – 1607) e i suoi figli, Ernesto (1582 – 1633) e Girolamo (1583 – 1643), vissero parimenti da protagonisti questi tumultuosi ma interessanti tempi. Li accomuna uno spirito europeo e un contestuale legame alla terra d’origine che possono ispirare oggi le nuove generazioni, confrontate alla grande sfida della creazione di una comune Patria europea.

Alfonso Montecuccoli fu il primo a dare lustro militare internazionale al nome dei Montecuccoli e a consolidare il prestigio della casata frignanese in Italia (anzitutto nei confronti del potente Granducato di Toscana). Alfonso parteciperà infatti ai principali conflitti del suo tempo: le guerre di religione in Francia, la guerra di Fiandra, le campagne contro i barbareschi e i turchi nel mediterraneo.

Alfonso si ispirava alle figure dei condottieri italiani che aveva conosciuto direttamente e indirettamente e, pur non raggiungendo la fama di costoro, seppe valorizzare la propria origine italiana al servizio dei principali Signori del tempo. Non vi é alcun dubbio che i figli Ernesto e Girolamo seguiranno le orme del padre, la cui esperienza militare e diplomatica faciliterà l’affermazione dei figli che poi proteggeranno il giovane Raimondo (che a sua volta porrà sotto la sua protezione il giovane Enea Silvio Caprara, futuro feldmaresciallo imperiale).

Come uso del tempo, i Montecuccoli  impareranno l’arte militare sul campo di battaglia. Solo Raimondo si renderà conto che l’esperienza da sola non basta, che la guerra é un fenomeno umano primitivo che sta assumendo una dimensione sempre più sociale e politica. Occorre studiarla per meglio prepararsi ad affrontarla, e per questo darà vita ad un corpo dottrinario che gli sopravviverà per secoli, contribuendo alla formazione di grandi uomini della storia come Federico II° e Napoleone.

In tal senso, i Montecuccoli  daranno un contributo fondamentale a quella Cultura della Guerra (da tenere ben distinta dalla Cultura di Guerra) composta da uomini, arti, tecnologie, eventi e luoghi in cui il costante conflitto tra pace terrena e giustizia umana hanno segnato il destino della storia degli uomini.

 

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