Il cuore della resistenza

Henning von Tresckow fu il cuore della resistenza militare tedesca al nazismo. Tresckow nacque il 10 gennaio 1901  a Magdeburgo in una famiglia prussiana di grandi tradizioni militari (il padre Hermann era un generale dell’esercito).

Tresckow prese parte alla Grande Guerra come giovane ufficiale e dopo la Guerra intraprese studi giuridici e lavorò in una banca. Nel 1926 si arruolò nella Reichswehr dove, tra gli altri, conobbe e fu amico del giovane Wolf Graf Baudissin (prestarono servizio insieme nel prestigioso 9° Reggimento di fanteria di Potsdam). Baudissin fu uno dei padri fondatori della Bundeswehr nel secondo dopoguerra.

Nel periodo 1934 – 1936, Tresckow  frequentò la Scuola di Guerra (Kriegsschule) di Berlino e divenne ufficiale di stato maggiore. Già nel 1938 cominciò a nutrire dubbi sulla politica aggressiva di Hitler e entrò a far parte della cerchia di ufficiali vicini al generale Erwin von Witzleben, uno dei primi critici del nazismo.

Tresckow prese parte alla campagna di Polonia nel 1939, all’attacco alla Francia nel 1940 e alle operazioni sul fonte russo; in quest’ultima occasione si rese definitivamente conto che la guerra di annientamento portata avanti da Hitler, oltre che profondamente ingiusta, avrebbe finito per distruggere anche la Germania e decise cosi di rivoltarsi.

Grazie al carisma della sua persona, raccolse attorno a se un gruppo di giovani ufficiali con cui progettò l’uccisione di Hitler, ritenuta premessa necessaria per una caduta del Regime e la fine della Guerra. Una prima occasione gli venne offerta da una visita di Hitler sul fronte russo il 13 marzo 1943: riuscì ad imbarcare con uno stratagemma una bottiglia di liquore riempita di esplosivo ma l’attentato non riuscì perchè il detonatore non funzionò.

Un secondo tentativo ci fu pochi giorni dopo: il suo amico tenente colonnello Rudolf-Christoph Freiherr von Gersdorff progettò un attentato suicida ad Hitler (avrebbe avvicinato il dittatore con una bomba nella tasca del capotto) durante la visita di una mostra bellica il 21 marzo 1943 ma Hitler andò via prima del previsto e l’attentato fallì.

Tresckow non partecipò direttamente all’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 perchè impegnato sul fronte russo ma apparteneva a pieno titolo alla cerchia dei congiurati (collaborò con Stauffenberg alla stesura dell’operazione  Valchiria, il piano alla base del colpo di stato contro Hitler). Per questo, quando l’attentato fallì, per proteggere la famiglia e gli altri congiurati dalle terribili conseguenze della del suo coinvolgimento, si suicidò durante una visita in prima linea, simulando un attacco da parte dei partigiani russi.

Scoperta la sua appartenenza ai congiurati del 20 luglio, la sua salma fu riesumata e bruciata nel forno crematorio del campo di concentramento di Sachenhausen, mentre la moglie e le due figlie (una delle due, Uta, sposerà Karl Otmar von Aretin, uno dei più grandi storici tedeschi del secondo dopoguerra) saranno rinchiuse in prigione fino alla fine della guerra.

La Bundeswehr onora oggi i resistenti militari tedeschi al nazionalsocialismo considerandoli parte delle proprie tradizioni. La palazzina della Führungsakademie der Bundeswehr di Amburgo che ospita il Corso superiore di stato maggiore interforze per gli ufficiali tedeschi porta il nome di Henning von Tresckow.

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