Un Rubino memorabile

L’Emilia ha dato i natali a figure di spicco della storia militare italiana, europea e mondiale. Questa affermazione é avvalorata dal riferimento a figure storiche come Manfredo Fanti, Raimondo Montecuccoli e, in ultimo ma certo non meno importante, Gian Battista Rubino Ventura che nacque oggi 221 anni fà (25 maggio 1794) a Finale di Modena, l’odierna Finale Emilia.

Di origini ebraiche, Rubino Ventura si arruoló nell’esercito del Regno italico (fondato nel marzo del 1805 da Napoleone) e combatté valorosamente come ufficiale della Grande Armée fino alla sua dissoluzione dopo la sconfitta di Waterloo nel giugno 1815. Costretto a fuggire dalla natia Emilia a causa dei suoi sentimenti filonapoleonici, trovó rifugio prima in Persia, dove servì nell’esercito dello Scià, e poi nel Principato di Lahore (nell’attuale Pakistan). Qui organizzò, per ordine del Maharajà, un esercito secondo il modello europeo con cui condusse diverse vittoriose campagne militari in Afghanistan e in India, rafforzando notevolmente il prestigio e l’importanza del Principato di Lahore.

Uomo di grande cultura, si appassionó di archeologia e durante i suoi anni in oriente effettuó importanti scavi da cui emersero le prove del passaggio di Alessandro Magno in Afghanistan e Hindo Kusch.

Nel 1843 fece ritorno in Europa e si stabilì con la figlia Victorine in Francia dove venne accolto con tutti gli onori dal Re Luigi Filippo, che gli conferì l’ordine della Legione d’onore e lo nobilitó con il titolo di Conte.

Morì nel suo castello di Mandy  – Lardenne (oggi quartiere di Tolosa) il 3 aprile 1858 ed é sepolto nel piccolo cimitero locale.

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