Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica Italiana

Si considerino sciolti dal giuramento di fedeltà al Re, non da quello verso la Patria, coloro che lo hanno prestato e che vi hanno tenuto fede attraverso tante durissime prove.

Con queste parole, contenute nel proclama agli italiani dell’ultimo Re d’Italia (Maresciallo d’Italia e Capo supremo delle Forze Armate) Umberto II (1904 – 1983) il 13 giugno 1946, nascevano de facto le Forze Armate della Repubblica Italiana sorta in seguito al Referendum istituzionale del 2 giugno 1946.

Il giuramento obbliga il singolo funzionario pubblico alla fedeltà verso lo Stato di cui é promanazione ed agente: per questo, in ogni cambiamento istituzionale della forma dello Stato, l’atto di giuramento (prestato o da prestarsi) é giustamente considerato tra gli elementi fondativi dello Stato stesso.

Gli appartenenti alle Forze Armate (come tutti gli altri dipendenti pubblici che avevano prestato giuramento al Re e alla Patria) in forza dell’articolo 7 del Decreto Legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946 n. 98 dovevano “…. impegnarsi sul loro onore a rispettare e far rispettare nell’adempimento dei doveri del loro stato il risultato del referendum istituzionale e le relative decisioni dell’Assemblea Costituente”.

Dopo la partenza del Re per l’esilio in Portogallo, le funzioni di Capo provvisorio dello Stato vennero assunte dal Presidente del consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi (1881 – 1954) che lo trasferì il 28 giugno 1946 ad Enrico De Nicola (1877 – 1959), nuovo Capo provvisiorio dello Stato regolarmente eletto dall’Assemblea Costituente (De Nicola, con l’entrata in vigore della Costituzione il 1° gennaio 1948, assumerà il titolo di Presidente della Repubblica).

Il decreto legislativo Presidenziale 19 giugno 1946, n. 1 all’art. 9 prevedeva che tutti gli obblighi assunti dai dipendenti pubblici, militari inclusi, in seguito al precedente giuramento dovessero essere intesi nei confronti dello Stato.

Finalmente, con Legge 23 dicembre 1946, n. 478 art. 2 venne definita la nuova formula di giuramento di fedeltà degli appartenenti alle Forze Armate:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di osservare lealmente le leggi e di adempiere tutti i doveri del mio stato al solo scopo del bene della Patria”.

Formula che sarà  modificata con Legge 11 luglio 1978 n. 382 (confermata dal D.P.R. 15 marzo 2010 n. 90) nell’attuale:

“Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed  onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni.”

Nell’attuale formula del giuramento si trovano tutti gli elementi qualificanti e costitutivi dell’appartente all’Istituzione militare italiana repubblicana.

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