La campagna militare del Reno di Montecuccoli (1675)

Il generale Gerhard von Scharnhorst, capo dei riformatori militari prussiani e brillante pubblicista militare, era notoriamente un grande ammiratore di Raimondo Montecuccoli, specie per la sua magistrale condotta della cosiddetta campagna militare del Reno del 1675, evento militare facente parte della Guerra d’Olanda (1672 – 1678), combattuta da Francia contro il Sacro Romano Impero, Brandeburgo, Spagna e Provincie Unite. Al termine di questa guerra si affermò, fino al sorgere della potenza prussiana nel XVIII° secolo, la supremazia militare della Francia  in Europa. Anche Carl von Clausewitz si interessò  alla manovra montecuccoliana durante tale campagna, derivandone preziosi elementi di conoscenza e di confronto con la manovra napoleonica che poi trascriverà nella sua famosa opera “Della Guerra” (Vom Kriege).

Luigi XIV, al fine di consolidare il suo progetto egemonico sull’Europa occidentale, aveva invaso la Lorena e fatto varcare il Reno al grande Maresciallo Turenne. Henri de la Tour d’Auvergne, visconte di Turenne (1611-1675), fu con il Gran Condé, altro grande Maresciallo di Francia ai tempi di Luigi XIV, il più temibile degli avversari di Raimondo Montecuccoli dal quale ebbe, ricambiata, una stima assoluta. Allievo e nipote di Maurizio di Nassau, sotto il quale servì da giovane contro Ambrogio Spinola, di Turenne Montecuccoli apprezzò lo spirito offensivo che caratterizzò le numerose campagne da lui condotte da solo o con gli svedesi in Germania. Turenne combatté nelle fiandre, in Olanda, in Italia e nel Roussillon. E’ uno degli eroi popolari della storia militare francese.  Di fronte all’atteggiamento aggressivo di Luigi XIV, l’Imperatore non dichiarò subito la guerra ma attese qualche tempo speranzoso, se non in un ritiro delle truppe francesi, che il “Re Sole” non portasse la sua minaccia direttamente contro l’Impero o i suoi alleati. Ma così non fu. Luigi XIV attaccò l’Olanda, alleata imperiale,  costringendo Leopoldo I a dichiarare guerra. Montecuccoli si preparava, nonostante la non più giovane età, a questa ulteriore campagna di guerra che per lui sarà l’ultima.

Il piano di Montecuccoli era di passare sulla sinistra del Reno (quindi in territorio francese) per obbligare Turenne ad abbandonare la Germania sia per non essere aggirato che per difendere la madrepatria aggredita. Le forze a disposizione di Montecuccoli ammontavano a  circa 40000 uomini tra imperiali, brandeburghesi e olandesi. Come proggettato, fece passare 6000 uomini sulla sinistra del Reno, nonostante l’opposizione del Principe-Vescovo di Magonza, favorevole a Luigi XIV. Turenne, che aveva distrutto tutti i ponti sul fiume e  temeva di restare isolato in Germania, si vede costretto a ripassare il Reno ad Andernach. Appena ciò avvenne, Montecuccoli ripassò il Reno, ripiegando su Darmstadt, dove stabilì quartiere per le sue truppe, recandosi successivamente a Vienna per ricevere ordini. Qui ricevette da Leopoldo I l’ordine di riprendere le operazioni contro i francesi. Raggiunse, quindi, di nuovo il Reno ma si accampò con le sue truppe a Rottemburg. Turenne, che si trovava ad Aschaffenburg, inviò una consistente avanguardia contro Montecuccoli che si sganciò dal nemico puntando con una parte delle truppe verso la Franconia (più precisamente alla confluenza tra il Meno e il Reno) mentre le restanti truppe puntavano su Wuerzburg. Così tra lui e il Turenne si frappose una distesa paludosa. Con questa manovra di ripiegamento aveva evitata una battaglia in condizioni  sfavorevoli. Montecuccoli riprese poi l’iniziativa, spingendo le truppe del generale Spork verso Aschaffenburg per attrarvi Turenne, che cadde nell’inganno. Riuscì così, muovendo nuovamente verso il Reno, a ricongiungersi con gli alleati olandesi, insieme ai quali espugnò Bonn senza eccessive perdite, mentre le forze francesi inviate in rinforzo della guarnigione della piazzaforte, venivano sconfitte ancora una volta dal valoroso e fidato Generale Spork (con l’aiuto determinante di truppe olandesi). In tale situazione,Turenne decise di tornare a Parigi per decidere il da farsi con Luigi XIV. La guerra non era finita.  Turenne tornò ad affrontare il Montecuccoli che entrò in questa ennesima campagna con 20000 uomini. Passato il Reno a Spira, offrì battaglia al Turenne che la evitò abilmente passando dalla sinistra alla destra del fiume, in corrispondenza di Ottenheim, per arrivare ad Offenburg, in modo da sorprendere Montecuccoli. Ma quest’ultimo lo prevenne accorrendovi insieme alle truppe del Generale Caprara. Mentre Turenne riceveva truppe fresche da Parigi, gli imperiali, lontani dalle proprie basi di rifornimento, erano in gravi difficoltà. Ciononostante l’urto risolutivo era imminente e Montecuccoli vi si dispose, mentre il Maresciallo francese si preparava alla battaglia, disponendosi sul Reno tra Altenheim e Strasburgo, lanciando avanguardie verso gli imperiali che avevano occupato la forte posizione di Sassbach. E fu proprio a Sassbach che il 26 luglio 1675 Turenne trovò la morte. Spintosi in avanti per organizzare di persona una postazione di artiglieria che avrebbe dovuto battere il villaggio per scardinane le difese, il grande Maresciallo di Francia fu raggiunto da un colpo di cannone avversario che l’uccise all’istante. Quando Montecuccoli seppe della triste sorte del grande avversario se ne rattristò sinceramente, considerandolo giustamente uno dei più valorosi avversari. Per quanto la morte di Turenne avesse scompaginato le fila francesi, queste furono riordinate dal Marchese di Vaubrun che ne assunse il comando. Montecuccoli li attaccò in forza il 1° agosto e li sconfisse nonostante la tenace resistenza opposta, testimoniata dalla morte sul campo dello stesso Marchese di Vaubrun. Il Principe di Condé si mosse allora alla riscossa dalle Fiandre  ma ancora una volta trovò il Montecuccoli a sbarragli il passo a Breusch: il Gran Condé si ritirò, coprendosi con 2.000 cavalieri che furono annientati e non poterono impedire che la cavalleria imperiale raggiungesse la retroguardia francese, impossessandosi dei rifornimenti. Fu l’ultima, grandiosa impresa militare di Raimondo Montecuccoli, soldato italiano al servizio del Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca.

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