Ritiro fiorentino

Uno dei protagonisti principali della storia politica e militare italiana dell’ottocento, il generale Alfonso Ferrero La Marmora (1804 – 1878), trascorse gli ultimi anni della sua ricca vita a Firenze, esattamente nell’odierna via Cherubini, dove morì il 5 gennaio 1878. Oggi, sulla facciata dell’edificio, due targhe commemorative ricordano la figura dell’illustre abitante.

La Marmora si ritiró a Firenze dopo la sconfitta patita dalle truppe italiane da lui comandate nella battaglia di Custoza contro gli austriaci il 24 giugno 1866: resterà nella Città del Fiore fino alla fine dei suoi giorni, tranne una breve interruzione dovuta alla sua nomina quale Luogotenente Generale del Re Vittorio Emanuele II° a Roma nel 1870.

Il generale La Marmora peró non riposa a Firenze bensì a Biella nella cripta di famiglia (che raccoglie anche le spoglie del fratello Alessandro, fondatore nel 1836 dei celeberrimi Bersaglieri) nella chiesa di San Sebastiano.

Durante il suo ritiro fiorentino, oltre a scrivere la propria versione dei fatti sulla sfortunata battaglia di Custoza (pubblicato postumo), La Marmora si dedicò, insieme alla moglie Joan (l’unico figlio della coppia, Carlo, era morto appena nato) a opere benefiche a favore dei fiorentini.

La città di Firenze onora la memoria del generale con la toponomastica: una delle vie centrali della città, che porta anche al magnifico Orto botanico cittadino, é intitolata ad Alfonso La Marmora.

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