Il pensiero militare di Scharnhorst

Gerhard von Scharnhorst (1755 – 1813), notoriamente, è stato il più grande riformatore militare prussiano, fautore di quella concezione dell’esercito tedesco che ancora oggi esplica i suoi effetti nella Bundeswehr.

Scharnhorst credeva che l’Istituzione militare non potesse prescindere dalla realtà che la circondava perché anche di questa era espressione. Quindi l’esercito non poteva essere Staat im Staate (come fu la Reichswehr nel periodo 1919-1935) pena rischiare un pericoloso isolamento o un’inopportuna degenerazione (come nel caso della Wehrmacht, successiva alla Reichswehr). L’inquadrare poi la riforma dello strumento militare nella più ampia riforma dello Stato (riconoscendo il primato della politica generale su quella militare) era un principio importante ed ineludibile.

A tal proposito, nella prospettiva di un’Istituzione militare europea, appare evidente come questa sia possibile solo nell’ambito di una riforma complessiva dell’architettura politica generale dell’Unione Europea, con un sostanziale trasferimento di prerogative sovrane dagli Stati all’Unione.

Riflettendo sull’attualità di Scharnhorst, il pensiero corre ai nuovi scenari d’impiego delle Forze Armate, specialmente all’esercito, sempre più confrontati a una minaccia cosiddetta asimmetrica piuttosto che a grandi battaglie campali. Anche in questi scenari, il modello militare di Scharnhorst, seppur basato sulla leva generale e obbligatoria (perchè il dovere della difesa dello Stato è proprio di ogni cittadino), non è affatto superato. Soldati guidati da giovani ufficiali, preparati e motivati, ben equipaggiati con gli ultimi ritrovati della tecnologia, legittimati da una precisa volontà politica, e supportati dal contesto sociale sono auspicabili oggi come ai tempi del grande riformatore hannoveriano – prussiano.

Scharnhorst stimava le nuove generazioni, verso cui quelle più anziane hanno il dovere di esempio ed educazione. Aveva maturato questa convinzione dedicando anni alla formazione dei giovani ufficiali, consapevole che nessuna riforma e progresso fossero possibili senza il coinvolgimento dei giovani, in modo particolare di quelli di maggior talento. Raccomandava l’onestà e la sincerità verso se stessi, come premessa di libertà di pensiero e di azione. E’ probabilmente questa idealità, unitamente all’esempio della sua vita, il maggior lascito morale del grande riformatore tedesco che oggi riposa nel Cimitero monumentale di Berlino, l’Invalidenfriedhof, in un sepolcro eretto dal famoso architetto e pittore Karl Friedrich Schinkel (1781-1841), e sulla cui sommità troneggia un leone dormiente, fuso con il bronzo di cannoni francesi catturati durante le Guerre di liberazione (Befreiungskriege) 1813 – 1815,  vinte (anche) grazie al pensiero militare di Scharnhorst.

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