Aladino

Nella ricorrenza del 72° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944) a Roma, voglio oggi ricordare, tra le 335 vittime, uno dei militari italiani barbaramente trucidati dai nazifascisti quel giorno. È il capitano dei Granatieri Aladino Govoni (1908 – 1944), Medaglia d’oro al Valor Militare, figlio del poeta Corrado Govoni (1884 – 1965), una delle voci poetiche italiane più significative del novecento.

Corrado Govoni compose, in memoria del figlio morto, una poesia intitolata semplicemente Aladino. Ne trascrivo il canto LVIII, a testimonianza di un evento indimenticabile e di un dolore inconsolabile.

 

Colsi un fiore sbocciato sulle Fosse

e un gorgheggio d’allodola dal cielo:

era il fiore inzuppato del tuo sangue;

echeggiava l’orrore del tuo grido

nell’angelico canto, figlio mio!

Li porterò immortali nel mio cuore

finché alla terra maledetta e al cielo

io non dirò: ecco, se puoi, li prendi,

il fiore insanguinato e l’alto grido

della carneficina. E prova a renderli

senza ribrezzo a voluttà d’amore,

senza terrore ai palpiti d’un nido!

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