Futurismo militare

C’è un’unità militare diretta espressione del movimento artistico del Futurismo: il 1° Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti e Automobilisti costituito il 15 aprile 1915 nell’ambito dei reparti regolari dell’esercito.

A questo Battaglione (che indossava le mostrine cremisi dei Bersaglieri) aderirono praticamente tutti i principali esponenti dei Futuristi: Marinetti, Boccioni, Sironi, Funi, Russolo, Sant’Elia, Erba e molti altri ancora.

La forza del Battaglione, al comando del Capitano Carlo Monticelli (che i futuristi chiamavano affettuosamente “Il napoleoncino”) era di 22 ufficiali, 2 ufficiali medici e circa 500 tra sottufficiali, graduati e militari di truppa.

Smobilitato il primo dicembre 1915, fece in tempo a partecipare, nell’ambito della terza offensiva del generale Cadorna sull’Isonzo, alla battaglia del Dosso Cassina del 23 ottobre 1915 che porterà alla conquista del Monte Altissimo. I futuristi, pur non addestrati ed equipaggiati per la guerra in montagna, combattono vittoriosamente accanto agli alpini.

I futuristi smobilitati dal Battaglione lombardo volontari ciclisti e automobilisti vennero quindi arruolati nelle altre unità dell’esercito e ben tre (Umberto Boccioni, Antonio Sant’Elia e Carlo Erba) morirono in armi durante la Grande Guerra.

La guerra, che il futurismo glorificava (ingiustamente) come “igiene del mondo”, divorò tre dei suoi figli, privando l’Italia e il mondo stesso di talune delle espressioni artistiche tra le più alte dell’intero XX° secolo.

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