Riserva strategica

I recenti tragici avvenimenti dello scorso 22 luglio a Monaco di Baviera (dove sono state uccise 9 persone e decine sono state ferite) ha fatto prendere in considerazione, per la prima volta nella storia tedesca, l’utilizzo della Bundeswehr per rafforzare la sicurezza interna della Germania, normalmente (e efficacemente) affidata alle Polizie regionali e alla Polizia federale (“Bundespolizei”).

Nella fattispecie, non una qualsiasi unità della Bundeswehr ma specificatamente la Feldjaegertruppe che ha compiti di Polizia militare nelle Forze Armate tedesche (quindi: sicurezza delle infrastrutture militari, regolazione del traffico dei mezzi militari e ogni altro compito connesso all’ordine e alla disciplina delle truppe).

I Feldjaeger (che sono interforze e dipendono dall’Ispettore per il Supporto Generale delle Forze Armate) sono strutturati in un Comando e una Scuola basati ad Hannover e 3 Reggimenti basati a Berlino (competenza territoriale sul nord), Hilden (competenza territoriale sul centro) e Monaco (competenza territoriale sul sud).

L’impiego (per eccezionali e gravi motivi) della Bundeswehr per compiti di sicurezza all’interno della Germania è stata autorizzato di recente da una sentenza della Corte Costituzionale tedesca e può avvenire solo su specifico ordine del Governo federale.

Note di valutazione

Il Generale Kurt Freiherr von Hammerstein – Equord (1878-1943), comandante dell’esercito tedesco nel periodo 1930 – 1933 durante la Repubblica di Weimar, così valutava i suoi ufficiali:

“Li divido in quattro tipi. Ci sono ufficiali intelligenti, laboriosi, stupidi e pigri. Il più delle volte due di queste caratteristiche coincidono. Se sono intelligenti e laboriosi, devono entrare nello Stato Maggiore Generale. Poi ci sono gli stupidi e pigri che costituiscono il 90 per cento di ogni esercito e sono adatti per compiti di routine. Chi è intelligente e insieme pigro si qualifica per gli incarichi di comando più elevati, perché dispone della chiarezza mentale e della stabilità emotiva per prendere decisioni difficili. Bisogna guardarsi da chi è stupido e laborioso e non affidargli responsabilità, perché combinerà solo disastri.”

Indubbiamente si tratta d’interessanti note di valutazione ancora oggi applicabili!

Tristezza nel cuore

Oggi scrivo con la tristezza nel cuore pensando ai 200 morti e più, da una parte e dall’altra, del fallito colpo di stato in Turchia.

Non entro nel merito degli eventi, ancora non del tutto chiari. Ma chiaro è un principio: le Istituzioni Militari servono lo Stato di cui sono espressione, Stato che è frutto della scelta democratica dei cittadini che lo compongono.

Esiste storicamente un primato della Politica sulla Strategia e quindi dei cittadini verso i soldati. Quando si pensa il contrario non si può che compiere drammatici errori.

I militari, che sono anch’essi anzitutto cittadini dello Stato, possono fare attività politica come tutti gli altri affidandosi peró alle libere elezioni e non alla forza delle armi per accedere al governo. Ogni tentativo di sovvertire l’ordine democratico di uno Stato fa sprofondare lo stesso in un baratro profondo da cui è arduo risalire.

I tragici eventi della notte tra il 15 e il 16 luglio in Turchia ne sono una triste conferma.

Una buona notizia

Il Ministero della Difesa e quello dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo hanno stipulato un accordo per la valorizzazione e la promozione turistica del patrimonio museale militare del nostro Paese.

15 musei militari in 8 città saranno inseriti negli itinerari culturali e turistici italiani a beneficio dei cittadini e ospiti stranieri.

DIFESA SERVIZI S.p.A., la società “in house” del Ministero della Difesa, avrà la gestione del progetto di valorizzazione del patrimonio museale militare italiano.

Maggiori dettagli su questa importante iniziativa sono disponibili sul sito ufficiale del Ministero della Difesa http://www.difesa.it

Indubbiamente una buona notizia!

Armando Diaz

Era un buon soldato, di ottimi sentimenti militari e civili; era calmo e sapeva aspettare. Aveva il senso dell’economia delle forze. Di modi affabili e cortesi, tuttavia seppe mostrarsi fermo ed anche sdegnoso con il generale Foch, il quale mostrava di non avere di lui una grande stima. (da Maresciallo d’Italia Enrico Caviglia Le battaglie del Piave, Mondadori, 1934, p. 16)