Il soldato col pennello

Tutti conoscono Giulio Aristide Sartorio (1860 – 1932) per quel grande pittore che è stato in Italia a cavallo del XIX° e XX° secolo (suo è il monumentale fregio realizzato dal 1908 al 1912 nell’aula parlamentare a Palazzo Montecitorio).

Meno nota, ma non per questo meno preziosa, è la sua opera come pittore-soldato sul fronte italiano nella Grande Guerra.

Amico di Gabriele D’Annunzio e fervente interventista, Sartorio partì volontario per la guerra nel 1915 (a 55 anni!), venne ferito e catturato dagli austriaci. Dopo due anni di prigionia, Sartorio fu liberato ma chiese di tornare subito al fronte dove realizzò un ciclo pittorico di 27 quadri oggi tutti raccolti nella Galleria di Arte Moderna di Milano.

I quadri, caratterizzati da un forte realismo, ritraggono la quotidianità del fronte e presentano un tratto speditivo (quasi rozzo) a sottolineare l’impressione del momento. Significativo è il fatto che Sartorio ritrae i soldati senza perfezionarne le fattezze, quasi a voler rappresentare il volto ignoto di ciascun combattente della tragica e lunga guerra.

Una testimonianza visiva che a 100 anni di distanza trasmette ancora tutta la sua forza.

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