Memoria di un prode

Nella carneficina della Grande Guerra, la morte colse tutti senza distinzione alcuna. Tra i tanti caduti, anche la categoria dei Generali, inevitabilmente, ebbe i propri.

Tra questi, voglio ricordare il Maggior Generale Ferruccio Trombi (1858 – 1915), Comandante della Brigata “Verona”, morto in combattimento il 28 novembre 1915 ad Oslavia – Gorizia (oggi sede di un sacrario militare che custodisce le spoglie di ben 57.741 soldati italiani morti nelle battaglie per la presa della città).

Per il suo coraggio, al Maggior Generale Trombi fu concessa la Medaglia d’oro al Valor militare (alla memoria) con la seguente motivazione:

“Comandante di settore al Sabotino, dal 18 al 27 novembre, prodigò ineusaribili doti di energia, di valore, di perizia, per affrontare e superare una difficile situazione. Chiamato improvvisamente ad assumere la direzione delle operazioni in altro settore, accoglieva con entusiasmo l’incarico e, nell’adempimento di esso, sulle linee più avanzate, ove erasi recato per rincuorare le truppe, colpito in pieno da un proiettile di artiglieria nemica, moriva da prode, suggellando con tale splendida fine sul campo dell’onore tutta la sua vita di fiero e valoroso soldato. – Oslavia- 28 novembre 1915”

Una minima traccia, nell’ombra del tempo, di una storia personale che oggi merita di essere illuminata dalla luce della conoscenza.

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