L’infausto azzardo

Alla fine del 1943, le armate anglo-americane erano bloccate dalle forze tedesche sulla linea Gustav che aveva il proprio centro di gravità sul fronte di Montecassino.

In un terreno accidentato e montuoso che favoriva la difesa, annullando la potente meccanizzazione degli alleati, e con un inverno incombente che rendeva la guerra di posizione particolarmente dura e insopportabile, Winston Churchill ritenne che la mossa vincente sul difficile fronte italiano fosse uno sbarco anfibio alle spalle dei tedeschi che avrebbe costretto i tedeschi alla ritirata fino all’appennino tosco -emiliano. Un vero e proprio azzardo.

E così fu.

Il 22 gennaio 1944 il VI° Corpo d’Armata USA comandata dal Generale John P. Lucas e composto principalmente da una Divisione britannica e una Divisione americana (più i relativi supporti) sbarcò sul litorale romano che da Nettuno arrivava a Tor San Lorenzo passando per Anzio.

I tedeschi furono apparentemente presi alla sprovvista e per un paio di giorni non reagirono. L’avanzata alleata verso l’interno, il crollo dei tedeschi sul fronte di Cassino e la liberazione di Roma sembravano a portata di mano.

Ma così non fu.

I tedeschi, ripresisi dalla sorpresa, resistetterò a Montecassino e anzi dirottarono dal Nord dell’Italia, dalla Francia e persino dalla Russia delle unità combattenti che formarono un’ intera Armata (la 14^) al comando del Generale Eberhard von Mackensen che schierarono sul fronte di Anzio.

Il risultato furono 4 mesi di feroci combattimenti che, infine, soltanto la ritirata dei tedeschi da Cassino nel maggio 1944 (a causa di una vittoria strategica alle spalle del dispositivo tedesco ad opera del Corpo di Spedizione Francese – C.E.F. – comandato dal Generale Alphonse Juin) risolse a favore degli alleati.

Oggi di quegli epici fatti sono testimoni i cimiteri di guerra nei dintorni di Anzio (britannico), Nettuno (americano), Pomezia (tedesco) ed un mare che sembra conservare per l’eternità lo spirito degli uomini e dei fatti che hanno scritto una delle pagine più dolorose e drammatiche della seconda guerra mondiale in Italia.

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4 thoughts on “L’infausto azzardo

  1. Franco, non hai citato i reparti italiani che hanno combattuto per la TESI, tra cui il Barbarigo, il Nembo e altri. Il vantaggio dello sbarco nello scacchiere italiano fu vanificato dall’incapacità di Lucas di spingersi in profondità: gli alleati rischiarono seriamente di essere ributtati in acqua.

    ⁣Inviato da BlueMail ​

    1. Un’approfondita analisi delle forze in campo così come delle diverse fasi della battaglia sarà oggetto di un futuro articolo. Per quanto citato nel tuo commento, mi limito qui a ricordare che i caduti della RSI nella battaglia di Anzio riposano nel “Campo della Memoria” che si trova a Nettuno.

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