Il teorema di Foscolo

Ugo Foscolo fu notoriamente un grande ammiratore e studioso di Raimondo Montecuccoli.

In particolare, ne commentò sagacemente gli Aforismi Militari, commenti che vennero ripresi dalla prima e principale opera divulgativa del pensiero strategico montecuccoliano: Opere di Raimondo Montecuccoli (annotate da Ugo Foscolo e corrette, accresciute ed illustrate da Giuseppe Grassi), Torino, 1821.

Da questa prezioso libro (dato il successo delle precedenti edizioni, riedito nel 1852 in edizione economica) traggo questo illuminante commento del Foscolo:

Le virtù cittadine producono le virtù guerriere, e le guerriere mantengono gli stati; ma dalle costituzioni degli stati, e più dalle virtù de’ governi dipendono le virtù cittadine: diversamente le vittorie nascono dal fanatismo, o dal genio d’un uomo solo, e i loro frutti muoiono nella seconda generazione.

Un teorema (costituzionale) che la storia ha confermato più volte nella sua validità.

Festa della Marina Militare

Oggi la Marina Militare italiana celebra la sua festa: auguri a tutti i marinai d’Italia che in pace come in guerra hanno onorato sè stessi ed il Tricolore.

Nell’occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all’ Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, il seguente messaggio che ben riconosce quanto la Marina Militare fa in questi tempi difficili, raffermando così le propria nobile storia al servizio dello Stato e della gente del mare:

« Nel celebrare quest’oggi la Festa della Marina Militare, in memoria dell’impresa condotta dal Capitano di Corvetta Luigi Rizzo il 10 giugno 1918 in prossimità dell’isola di Premuda, il primo pensiero va a tutti i Marinai che, per fedeltà alla Patria, si sono immolati in mare sacrificando la propria vita.

Audacia, tenacia e valore professionale sono la sintesi delle qualità che contraddistinguono il personale della Marina di ieri e di oggi.

Alle donne e agli uomini che si prodigano ogni giorno negli impegnativi compiti affidati dalla Repubblica, compreso l’estenuante ruolo di controllo del flusso migratorio via mare, va il particolare ringraziamento del Paese.

Consapevoli del primario valore della salvaguardia della vita umana in mare, essi sono sempre in prima linea per garantire la sicurezza contro le tante minacce verso l’Europa che si affacciano nel Mediterraneo.

La Marina Militare, nel complesso scenario internazionale in atto, rappresenta un elemento dello strumento militare a garanzia della tutela degli interessi del Paese, per il rispetto del diritto internazionale e l’affermazione dei valori di civiltà.

Ufficiali, sottufficiali, marinai e personale civile della Marina Militare, il vostro operato discreto, continuo e determinato tiene alto e saldo il valore della presenza dell’ Italia sul mare: la Repubblica e la comunità internazionale guardano a voi con ammirazione e gratitudine.

Con questi sentimenti e questi auspici, desidero far giungere a tutti voi e alle vostre famiglie, in questa ricorrenza, i più cari auguri unitamente al mio riconoscente saluto.

Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate, viva l’ Italia! »

Roma, 10 giugno 2017

Napoleone e l’Italia

“Spero che il bene inestimabile della libertà saprà dare a questo popolo una nuova energia, e lo metterà in grado di aiutare potentemente la repubblica francese nelle guerre future che potrebbe avere.” (lettera dell’8 maggio 1797 di Napoleone al Direttorio dall’Italia)

Lo storico Albert Sorel (1842 – 1906) ha giustamente scritto che l’Italia sta a Napoleone come la Gallia a Cesare: l’inizio dell’irrefrenabile ascesa politica e storica dell’ufficiale corso.

Con la campagna d’Italia, coerente con l’idea del Direttorio di circondare la Francia di “Repubbliche sorelle”, Napoleone in realtà intravide la grande occasione, come poi in effetti sarà, per mettersi in mostra non solo come capo militare ma anche, e soprattutto, come politico e amministratore.

E all’Italia Napoleone, di lontana discendenza italiana, darà una dignità seconda solo a quella francese: incoronato a Milano con la “corona di ferro” Re d’Italia (26 maggio 1805) dopo l’incoronazione a Imperatore dei francesi, volle fortissimamente che il figlio Napoleone Francesco (1811 -1832), erede al trono imperiale, assumesse il titolo di Re di Roma.

Una curiosità: Napoleone soggiornò più volte a Milano mentre non mise mai piede a Roma dove, in previsione di una sua visita, venne appositamente ristrutturato e abbellito il Palazzo del Quirinale al cui interno, ancora oggi, possono essere ammirate le meravigliose modifiche apportate in epoca napoleonica.

Un legame, quello tra Napoleone e l’Italia, che cambierà il corso della storia italiana.

Il milite immortale

Ogni 2 giugno le celebrazioni per la Festa della Repubblica si aprono con la deposizione, da parte del Presidente della Repubblica, di una corona di fiori (portata da due corazzieri) all’Altare della Patria che custodisce il milite ignoto.

L’ idea di tumulare con tutti gli onori le spoglie di un caduto ignoto della Grande Guerra sorse nel 1920 per opera del Generale Giulio Douhet e si diffuse in tutta Europa.

Il 4 novembre 1921, portato a spalla da 6 decorati di medaglia d’oro al valor militare, venne tumulato al Vittoriano il feretro del milite ignoto, decorato anch’esso di medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria.”

Pochi sanno che il milite ignoto italiano è insignato anche della Medal of Honor degli Stati Uniti d’America e della Croce della libertà per il comando militare (di 1^ classe) concessa dall’Estonia.

Un milite immortale che veglia sui valori della Repubblica.