Fortezza della libertà

A Livorno vi sono due fortezze: la Vecchia, prospiciente il porto, e la Nuova, più all’interno della città.

Nella fortezza Nuova, voluta dal Granduca di Toscana Ferdinando dei Medici per difendere la città verso nord e costruita dagli architetti Vincenzo Buonanni e Bernardo Buontalenti dal 1590 al 1605, si trova una lapide con i nomi dei numerosi caduti livornesi (90 ma alcune fonti arrivano a 800 considerando i fucilati dalla repressione austriaca successiva alla resa) negli scontri con gli austriaci del 10 e 11 maggio 1849.

Dopo la sconfitta piemontese di Novara (23 marzo 1849), quando la Toscana tornò sotto il dominio austriaco rappresentato dagli Asburgo – Lorena, i patrioti livornesi senza capi, senz’armi, senza munizioni, senza speranza di soccorso, si opposero al ritorno delle truppe austriache, combattendo valorosamente per la libertà della città sulle mura delle fortezze, nei quartieri e sul litorale, finendo poi per soccombere per l’insostenibile rapporto di forza favorevole al nemico.

Possano le imponenti mura della fortezza Nuova continuare a conservare la memoria di tanto valore e trasmetterne il ricordo ai numerosi, livornesi e non, che visitano questo gioiello di architettura militare.

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