Notte

Ugo Giaime scrive del rapporto intimo e unico che lega il soldato alla notte, tempo in cui non cessa il suo operare e che spesso prelude alla battaglia.

Nessuno ama la notte più del soldato.

La notte, che tutto avvolge e ammutolisce, lo accoglie e protegge.

Le tenebre gli parlano con il silenzio dei pensieri e lui ascolta.

Il tempo notturno lo porta alla scoperta: l’arma misteriosa e minacciosa, i luoghi trasfigurati e silenti, la luce fioca ma illuminante, i commilitoni assonnati benchè presenti.

Non la paura bensì l’attesa l’accompagna.

E talvolta il soldato guarda al cielo che ne rapisce lo sguardo, promettendogli un’alba che sarà ancora speranza di nuova vita.

Ugo Giaime

Annunci

Uno e tre

Nella bella Fiesole si trova una lapide che ricorda Monsignor Giovanni Giorgis (1887 -1954) Vescovo della cittadina dal 1937 al 1954.

Monsignor Giorgis era stato impiegato nella Grande Guerra come Cappellano militare del Battaglione Val d’Adige del 6° Reggimento Alpini, guadagnandosi sul campo la Medaglia di Bronzo al valor militare (per l’opera pastorale e assistenziale svolta durante la Battaglia dei Tre Monti 28 – 31 gennaio 1918).

Tra le altre benemerenze, Don Giovanni fu tra i Cappellani militari che proposero San Maurizio (già legionario di una Legione romana schierata sulle Alpi) Patrono degli Alpini, festeggiato dal prestigioso Corpo il 22 settembre.

Questo mi ha fatto riflettere come si possa essere più cose nello stesso momento: sacerdote, alpino e decorato al valor militare!

Una testimonianza di come talvolta la militarità rappresenti diversi aspetti dell’identità di un uomo.

La guerra di Ludwig

Ludwig Renn (pseudonimo di Arnold Vieth von Golssenau 1889 -1979) è stato uno scrittore tedesco ingiustamente poco conosciuto in Italia al di fuori dei circoli letterari.

Uomo di grande coraggio e di spiccata libertà identitaria, visse una vita fuori dal comune durante tutto il travagliato novecento, lasciando una profonda impronta nella cultura tedesca contemporanea.

Proveniente da una famiglia nobile sassone, aderì al comunismo, venne rinchiuso in un campo di concentramento nazista e partecipò alla guerra di Spagna tra le fila delle Brigate internazionali. Trascorse poi in volontario esilio in Messico gli anni della Seconda Guerra mondiale, al termine della quale si trasferì nella Repubblica Democratica Tedesca.

Noto scrittore, la sua opera più famosa è un libro sulla Grande Guerra, come lui l’aveva vissuta da combattente, intitolato semplicemente Krieg (Guerra): un capolavoro della letteratura di genere.

Il libro è una realistica e cruda testimonianza della brutalità della guerra ma anche dell’immensa umanità che la pervade, perchè la guerra è (ovviamente) combattuta dagli uomini nella loro più variegata diversità. Un tragico e variopinto affresco che ferma la drammatica storia di cui Renn, come altri milioni di uomini, fu testimone e vittima.

Krieg è anzitutto una testimonianza in presa diretta di ciò che Renn ha vissuto in prima persona. Non ha connotati ideologici o scientifici sulla guerra; essa viene descritta nella sua infernale semplicità, quasi monotonia. Anche il linguaggio onomatopeico a cui ricorre Renn quando descrive le mitragliatrici o le esplosioni ha un senso di terrificante banalità a cui l’autore nulla aggiunge ritendo i suoni descritti più che sufficenti a trasmettere il messaggio antieroico del brutale conflitto.

Krieg uscì nel 1928 in Germania ed ebbe un così grande successo che l’anno dopo apparve anche in Italia in una convincente traduzione di Paolo Monelli.

Recentemente, la casa editrice L’Orma lo ha ripubblicato nella versione del 1929 tradotta dal Monelli: una lettura consigliabile a tutti coloro che continuano ad interrogarsi sul (drammatico) fenomeno che è la guerra.

L’ammirato rivale: Turenne

Raimondo Montecuccoli ebbe un grande rivale sui campi di battaglia: Henri de La Tour d’Auvergne, Visconte di Turenne (1611 – 1675), Maresciallo di Francia di Luigi XIII e Luigi XIV.

Turenne fu, insieme al Gran Condė, il più grande condottiero di Francia del XVII secolo: vincitore nelle Fiandre, liberatore dell’Alsazia, sostegno militare della monarchia durante la crisi della Fronde.

Militare di temperamento, con chiare visioni strategiche e spiccate capacità tecniche, segnò i suoi tempi e influenzò quelli a venire attraverso i suoi tanti ammiratori, Napoleone e Clausewitz in primis.

Degnissimo avversario del Montecuccoli, venne da quest’ultimo affrontato nelle due Campagne del Reno del 1673 e 1675, offrendo alla storia militare mirabili esempi di guerra manovrata.

Proprio durante la seconda Campagna del Reno, il 27 luglio 1675, Turenne troverà la morte colpito da un colpo di cannone nemico durante una ricognizione finalizzate ad individuare il luogo migliore per dar battaglia alle forze avversarie di Montecuccoli.

Alla notizia della sua morte, il grande generale modenese ebbe a dire ” è morto oggi un uomo che faceva onore all’uomo”.