Sani Principi

Il Generale Paolo Berardi (1885 -1953) Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito nel drammatico biennio 1943 -1945, ha lasciato un interessante libro di memorie (Le memorie di un Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Bologna, 1954) in cui, tra le altre e tante cose, enuncia i principi sui cui Berardi riteneva dovesse fondarsi una profonda riforma dell’esercito:

  • riduzione alla minima espressione dell’organismo centrale;
  • audace decentramento delle responsabilità;
  • semplificazione dei procedimenti disciplinari;
  • suddivisione del lavoro;
  • tecnicizzazione (nel senso di professionalizzazione ndr) della cultura militare;
  • incanalamento delle attività amministrative lungo canali indipendenti dalle attività addestrative e operative;
  • creazione del “militarizzato” accanto al militare, così da preservare il più alto spirito ideale di quest’ultimo.

Trattasi di principi che è bene ricordare e sui quali è indubbiamente sempre proficuo riflettere.

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Felice incontro

Uno degli scrittori militari più importanti del primo dopoguerra (Emilio Canevari) incontrò l’astro nascente del giornalismo italiano di quel periodo (Giovanni Comisso) e ne nacque un libro su un personaggio di primo piano (purtroppo ormai dimenticato) della nostra storia militare: il generale Tommaso Salsa (1857 – 1913) pubblicato dalla Casa Editrice Mondadori nel 1935.

Tommaso Salsa rivestì un ruolo importante (anche se non conosciuto ai più) come capo dell’ufficio politico-militare durante il primo periodo della colonizzazione italiana in Africa orientale: Salsa fu la mente delle conquiste coloniali italiane ed operò a fianco del Generale Oreste Baratieri, Governatore della Colonia eritrea fino alla tragica sconfitta italiana di Adua (1° marzo 1896).

In seguito, divenne sul campo uno dei protagonisti indiscussi della Guerra di Libia 1911 – 1912. Infatti, sconfisse più volte le truppe turco – arabe di Enver Bey e venne decorato di Medaglia d’oro al Valor Militare per la vittoria conseguita nella battaglia di Ettangi in Cirenaica.

Il Generale Salsa morì il 21 settembre 1913 in conseguenza ad una malattia contratta durante la Guerra di Libia.

Alla sua memoria è intitolata la Caserma di Belluno oggi sede del 7° Reggimento Alpini della Brigata Julia.

Les camarades italiens

Dopo i fatti di Caporetto, nel marzo 1918 l’Italia decise d’inviare un corpo di spedizione sul fronte occidentale anche in risposta all’afflusso sul fronte italiano di rinforzi alleati. Venne scelto il II Corpo d’Armata del generale Alberico Albricci, composto dalla 3^ e 8^ Divisione, inquadrata nella 5^ Armata francese. Il settore di schieramento italiano comprendeva la posizione strategica dell’altura di Bligny, una collina di circa 200 m considerata essenziale per la tenuta dell’intero schieramento italiano e alleato. Il 15 luglio 1918 i tedeschi sferrarono una potente offensiva su tutto il fronte della Marna e preponderanti forze nemiche si concentrarono proprio contro lo schieramento italiano. La lotta fu furiosa, con continui attacchi e contrattacchi da ambedue le parti, incentrata proprio sulla conquista della collina di Bligny. Alla fine gli italiani, al prezzo di forti perdite, resistettero e respinsero gli assalti conservando il fronte assegnato e l’importante collina. Sui luoghi della battaglia fu presente, come giovane sottotenente degli Arditi, anche lo scrittore Curzio Malaparte. I drammatici eventi di cui furono protagonisti gli italiani è oggi testimoniato dal grande cimitero di guerra italiano di Bligny in cui riposano le spoglie di 3.440 soldati italiani caduti durante l’omonima battaglia e, in generale, sul fronte francese.