Anelante a sè stesso

Un gradevole soggiorno estivo a Lucca mi ha portato alla scoperta del Monumento a Tito Strocchi, giovane lucchese protagonista (dimenticato come molti, ahimè!) del nostro Risorgimento tra le fila dei garibaldini nella Terza Guerra d’Indipendenza del 1866 e a Mentana nel 1867 (nonchè a Digione contro i prussiani nel 1870 -’71).

Riporto qui di seguito un significativo estratto di un’opera biografica a lui dedicata che credo rappresenti al meglio il suo messaggio esistenziale ai posteri:

Mi abbrucia il desio di una vita nuova, varia, piene di emozioni. Anelo trovarmi nel fuoco della mischia e conoscere me stesso in mezzo ai pericoli. Questa vita che conduciamo é una vita da oche; a noi che arde il sangue dei vent’anni abbisogna una vita di avventure, io anelo provare una qualche emozione forte, sia pure quella della paura…

Io anelo poter dire un giorno, se vivrò, anch’io ho fatto qualche cosa per la patria mia, io non sono indegno dei miei genitori.

(da Enrico Del Carlo, Vita di Tito Strocchi 1846-1879 giornalista, mazziniano e garibaldino)

Anche Giosuè Carducci volle dedicare a Tito Strocchi un’ode, epigrafe del suo sepolcro nel cimitero di Lucca:

SE FORTEMENTE SENTIRE – È DA ROMANI – ONORATE, O CITTADINI, LA TOMBA – DI – TITO STROCCHI – MORTO A TRENTATRE ANNI – NOBILI COSE PENSÒ – DEGNE SCRISSE -COMBATTÈ VALOROSO – NEL TRENTINO, NELL’ AGRO ROMANO, A DIGIONE – NULLA CHIESE E NULLA EBBE NEL MONDO – SE NON TARDA PIETÀ “

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