Soldati innamorati

Lo scrittore e psichiatra Mario Tobino (1910 -1991) fu Tenente medico dell’esercito nella Campagna del Nordafrica della seconda guerra mondiale.

La Campagna del Nordafrica vide impegnate nel periodo 1940 -1943 principalmente le forze italo – tedesche e del Commonwealth britannico (alla fine della Campagna, anche forze USA) e fu caratterizzata da uno scontro di fanterie e corazzati nel deserto libico- egiziano e in Tunisia, con rapide avanzate e altrettanto improvvisi arretramenti di fronte. La Campagna si concluse con la sconfitta delle forze dell’Asse che aprì le porte all’invasione dell’Italia e la sua successiva e definita sconfitta.

Da questa esperienza Tobino trasse un classico della letteratura italiana di guerra che è Il deserto della Libia (Einaudi, Torino, 1952) da cui ben due volte è stata prodotta una riduzione cinematografica (Scemo di guerra del 1985 e La rosa del deserto del 2006).

Ambientato nello stesso scenario del conflitto nordafricano, Tobino scrisse Il perduto amore (Mondadori, Milano, 1979) in cui il protagonista è un giovane ufficiale medico, poeta occasionale (come lo stesso Tobino che nei suoi scritti ha sempre un marcato accento autobiografico), che s’innamora di un’affascinante crocerossina, collega di servizio in un’Ospedale militare da campo nelle retrovie.

Il romanzo, avvincente, apre uno spiraglio sull’amore in guerra, inducendo a profonde riflessioni e interrogativi: è possibile innamorarsi in condizioni così difficili ed eccezionali? che senso ha? quali prospettive?

Non volendo svelare la trama (che priverebbe il lettore del suo godimento) lascio questi interrogativi a quanti vorranno immergersi nella lettura appassionante che questo romanzo garantisce.

Posso solo anticipare ciò che Mario Tobino ebbe a dire una volta sull’amore: “L’amore mi ha colpito molte volte nella vita e, sebbene sia ormai vecchio, ne misuro ancora il fuoco”.

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Una risposta a "Soldati innamorati"

  1. Buonissime considerazioni tratte dalle notizie di quella tragedia, la guerra, ed ottimo spunto per riprendere in mano ed approfondire quel Mario Tobino che lessi svogliatamente ed in modo incompleto in gioventù.
    Grazie mille Col. Di Santo!

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