Fedele al destino

I Mass Media nazionali e internazionali hanno dato rilievo alla recente (probabile) identificazione del soldato che col suo corpo fece scudo, contro gli effetti mortali di un colpo di mortaio sparato dalle linee austriache, allo scrittore statunitense Ernest Hemingway salvandogli la vita.

Il suo nome è Fedele Temperini (toscano di Montalcino dove era nato l’8 febbraio 1892) del 69° reggimento di fanteria della Brigata Ancona caduto a Fossalta di Piave l’8 luglio 1918.

Ernest Hemingway si trovava sul fronte italiano come conducente di autoambulanze della Croce Rossa; ferito gravemente dalle schegge del colpo di mortaio austriaco, venne ricoverato all’Ospedale militare di Milano: da questa esperienza trasse il romanzo Addio alle armi, considerato uno dei suoi capolavori.

Ora alla figura di questo grande scrittore della letteratura mondiale verrà, finalmente e per sempre, associato il nome di un soldato italiano che, come altri 600.000, andò incontro al proprio destino combattendo per l’Italia nella Grande Guerra.

Annunci

Tutto per il figlio

È noto che il grande riformatore militare prussiano (ma hannoveriano di nascita) Gerhard von Scharnhorst proveniva da una semplice e modesta famiglia.

Il padre Ernst Wilhelm (1723 – 1782) era stato un sottufficiale furiere (Quartiermeister) del Reggimento Dragoni del Regno di Hannover, lo stesso Reggimento dove servì anni più tardi il famoso figlio.

Ernst Wilhelm lasciò in seguito l’esercito per dedicarsi all’agricoltura, prima a Hämelsee, poi a Bothmer ed infine a Bordenau (oggi un sobborgo della città di Hannover, capitale della Bassa Sassonia) dove il 12 novembre 1755 vide la luce il figlio Gerhard.

A Bordenau, Ernst Wilhelm disponeva di una piccola tenuta agricola i cui ricavi pose complemente a disposizione del figlio per permettergli di intrapendere quella carriera militare che lo porterà a diventare una delle figure più grandi della storia militare tedesca.

Lo stesso Gerhard von Scharnhorst visse a Bordenau fino al 1801 allorchè si trasferì a Berlino chiamato a prestare servizio nell’esercito prussiano.

Oggi la casa natale di Scharnhorst è ancora in possesso dei discendenti del grande Generale.

Forze unite

La Confederazione tedesca (Deutscher Bund) riuniva tutti gli Stati della Germania un tempo parte del Sacro Romano Impero della Nazione tedesca.

Nata nel 1815, si sciolse nel 1866 in seguito alla vittoria della Prussia sull’Austria (e i suoi alleati, tra cui la Baviera), quest’ultima fino ad allora egemone nell’ambito della Confederazione.

La Confederazione tedesca aveva anche una Costituzione militare (Militärverfassung) che univa tra loro i vari eserciti degli Stati Confederati.

Questi avevano due nemici fondamentali: la rivoluzione (all’interno) e la Francia (all’esterno). Per far fronte al (supposto) pericolo francese vennero costruite delle fortezze (Lussemburgo, Magonza, Rastatt e Ulm) amministrate da una Commissione militare confederata (Bundesmilitärkommission), capeggiata dall’Austria, che aveva sede a Francoforte sul Meno (città che ospitava anche la sede del Parlamento confederato).

La Commissione militare confederata aveva anche il compito di coordinare e armonizzare la politica di difesa e sicurezza degli Stati della Confederazione. In caso di guerra, gli Stati confederati avevano l’obbligo di costituire 10 Corpi d’Armata di 30.000 soldati ciascuno da porre a disposizione della Confederazione. Per l’esattezza: 3 l’Austria, 3 la Prussia, 1 la Baviera e 3 (misti) i restanti Stati confederati.

Non era però chiaro chi sarebbe stato il capo dell’esercito confederato che, peraltro e per fortuna, non fu mai impiegato in battaglia.