Una data indimenticabile

Degli Aforismi dell’arte bellica di Raimondo Monteccoli, Ugo Foscolo (che degli Aforismi curò una edizione del 1807 quando serviva come ufficiale dell’Esercito del Regno italico) scrisse:

《Se il suo nome non valesse nei fasti dei celebri capitani, s’ignorerebbe per avventura che quel Grande lasciò ai posteri un libro, ove i precetti sono pari agli esempi che diede ai suoi contemporanei conducendo gli eserciti – e che tanto fu negletto nell’idioma in cui lo dettò, che molti oltremontani lo ascrissero alla loro letteratura.》

Raimondo Montecuccoli nacque il 21 febbraio 1609 nel Castello di Montecuccolo a Pavullo nel Frignano: per questo oggi è una data indimenticabile!

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Il coraggioso tentativo

L’attentato (e il conseguente tentato colpo di stato) del 20 luglio 1944, fu il più serio tentativo di rovesciare Adolf Hitler e il suo regime, ristabilire lo stato di diritto e porre fine alla guerra (in primis con gli angloamericani).

I principali protagonisti del tentativo di colpo di stato furono ufficiali della Wehrmacht (l’unica istituzione che aveva la forza e il prestigio per una tale rischiosa impresa) ma vi participarono anche numerosi appartenenti alla cosiddetta società civile: politici, diplomatici e sindacalisti.

Fu l’atto più coraggioso della resistenza (Widerstand) tedesca al nazismo che resta un fatto storico accertato ma poco conosciuto e, ancor meno, riconosciuto.

La Bundeswehr (le Forze Armate federali) riconosce però questo evento tra le proprie tradizioni, onorando così il sacrificio di questi pochi a beneficio dell’onore di tutta la nazione tedesca.

Il tentativo fallì principalmente perchè Adolf Hitler sopravvisse miracolosamente all’attentato portato contro di lui dal Colonnello Claus Schenk Graf von Stauffenberg il quale depositò una bomba nella sala riunioni del Quartier Generale di Hitler (Wolfschanze – Tana del lupo) nella Prussia orientale. A seguito dell’esplosione, 4 persone morirono, diverse furono ferite mentre Hitler rimase sostanzialmente illeso.

All’indomani del fallimento, quasi tutti i partecipanti al coraggioso tentativo furono scoperti, arrestati e condannati a morte: oggi sono ricordati in memoriale che si trova a Berlino, nei pressi del Ministero della Difesa federale, eretto laddove si svolsero i tragici e convulsi momenti di quella memorabile giornata per la storia tedesca rappresentata dal 20 luglio 1944.

Il testamento

Prima di partire per la famosa impresa di Sapri dove troverà la morte il 2 luglio 1857 insieme a gran parte dei circa 300 suoi compagni, il grande rivoluzionario del Risorgimento Carlo Pisacane scrisse (24 giugno 1857) il proprio testamento politico in cui, tra l’altro, spiegava le ragioni della spedizione.

Da questo importante documento, storico e personale, trascrivo la parte finale che trovo particolarmente significativa per la forte idealità che esprime:

“… Ogni mia ricompensa io la troverò nel fondo della mia coscienza e nell’animo di questi cari e generosi amici, che mi hanno recato il loro concorso ed hanno diviso i battiti del mio cuore e le mie speranze: che se il nostro sacrifizio non apporta alcun bene all’Italia, sarà almeno una gloria per essa l’aver prodotto dei figli che vollero immolarsi al suo avvenire.”

Gli altri Granatieri

Accanto ai celeberrimi Granatieri di Sardegna, le cui origini risalgono al 18 aprile 1659, l’Esercito italiano ha annoverato tra le sue fila anche i Granatieri di Savoia.

La Divisione Granatieri di Savoia (65^) viene costituita a Latina (al tempo Littoria) il 12 ottobre 1936 su due reggimenti Granatieri, il 10° e l’11°, il Battaglione Mitraglieri Divisionale e il 60° Reggimento Artiglieria da Campagna su due gruppi da 65/17.

Nel novembre dello stesso anno si trasferisce ad Addis Abeba capitale dell’Etiopia.

Nel maggio 1940 entra a far parte della divisione anche l’11 ^ Legione Camicie Nere, formata da due battaglioni.

Dopo l’epopea della battaglia di Cheren del gennaio -marzo 1941, la Divisione Granatieri di Savoia viene di fatto considerata sciolta per eventi bellici il 20 aprile 1941 ed i superstiti componenti il comando divisione danno vita al Comando della 25^ Divisione Coloniale.

Elementi della Divisione Granatieri di Savoia parteciperanno alla difesa del Massiccio dell’Amba Alagi dal 21 aprile al 17 maggio 1941, al comando del Duca Amedeo di Savoia – Aosta (1898 – 1942). Il comportamento dei difensori dell’Amba Alagi durante gli aspri combattimenti meritò l’ammirazione del nemico che concesse loro la resa con l’onore delle armi.