Il testamento

Prima di partire per la famosa impresa di Sapri dove troverà la morte il 2 luglio 1857 insieme a gran parte dei circa 300 suoi compagni, il grande rivoluzionario del Risorgimento Carlo Pisacane scrisse (24 giugno 1857) il proprio testamento politico in cui, tra l’altro, spiegava le ragioni della spedizione.

Da questo importante documento, storico e personale, trascrivo la parte finale che trovo particolarmente significativa per la forte idealità che esprime:

“… Ogni mia ricompensa io la troverò nel fondo della mia coscienza e nell’animo di questi cari e generosi amici, che mi hanno recato il loro concorso ed hanno diviso i battiti del mio cuore e le mie speranze: che se il nostro sacrifizio non apporta alcun bene all’Italia, sarà almeno una gloria per essa l’aver prodotto dei figli che vollero immolarsi al suo avvenire.”

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