Soldati lontani

Nel cimitero di Anzio – Falasche (Roma) riposano più di 2300 soldati del Commonwealth britannico caduti durante la battaglia per la liberazione di Roma (22 gennaio – 4 giugno 1944).

Soldati provenienti dal Regno Unito ma anche dal Canada, Nuova Zelanda, Australia e persino dalle lontane colonie britanniche d’Africa morirono nei dintorni di Anzio (nonché in tutti i luoghi ove combatterono la dura Campagna d’Italia): vennero da lontano per andare incontro al loro destino di soldati.

Ispirato da tale estremo sacrificio, Ugo Giaime ha scritto questa testimonianza:

Soldati da lontano inviati

da nobili virtù animati,

caddero nella migliore età

accolti infine dalla divina pietà.

I loro volti ormai svaniti nella gloria

rivivono sempre giovani nella memoria.

Mai più la guerra!

gridano uniti nel silenzio

accolti dalla verde terra

che il loro ricordo

con universale amore serra.

Ugo Giaime

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Una risposta a "Soldati lontani"

  1. Chi ricorda i Caduti italiani sul fronte di Anzio? Sarebbe giusto raccontare quella pagina di storia in tutta la sua completezza e la sua complessità, ricordando tutte le tragedie e tutti i sacrifici che avvennero in quei terribili mesi. Comprendendo quindi anche le vittime civili italiane dei cannoni e delle bombe angloamericane, vittime che non si possono liquidare come “danni collaterali”, perché spesso si trattava di una strategia volta a seminare il terrore tra la popolazione.
    Bisogna ricordare anche gli Italiani che combatterono dall’altra parte. Anche quello fu un sacrificio. Anche quei giovani andarono a morire sul fronte di Anzio e Nettuno per senso del dovere e in nome di un sentimento patriottico.

    Parliamo dei 10.000 soldati, inquadrati nelle formazioni militari della Rsi, che si avvicendarono da gennaio a maggio 1944 sul fronte di Anzio e Nettuno. Erano i paracadutisti del battaglioni “Nembo”, “Folgore” , “Azzurro”, i fanti di marina del “Barbarigo”, gli artiglieri del gruppo “San Giorgio”, insieme con una compagnia di Granatieri di Sardegna, con gli Studenti Volontari Romani e con altri reparti. In 576 caddero sul campo, mentre altri 765 rimasero feriti. Una citazione, un ricordo, una menzione li meritano, da parte della Repubblica.
    Estratto di un articolo pubblicato on-line su Trentino Libero.

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