Una buona notizia

Il Ministero della Difesa e quello dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo hanno stipulato un accordo per la valorizzazione e la promozione turistica del patrimonio museale militare del nostro Paese.

15 musei militari in 8 città saranno inseriti negli itinerari culturali e turistici italiani a beneficio dei cittadini e ospiti stranieri.

DIFESA SERVIZI S.p.A., la società “in house” del Ministero della Difesa, avrà la gestione del progetto di valorizzazione del patrimonio museale militare italiano.

Maggiori dettagli su questa importante iniziativa sono disponibili sul sito ufficiale del Ministero della Difesa http://www.difesa.it

Indubbiamente una buona notizia!

Cultura è libertà

Pochi sanno che uno dei libri fondanti della cultura italiana, Cuore dello scrittore (militare) Edmondo De Amicis, venne pubblicato a puntate sulla rivista Nuova Antologia.

Fondata a Firenze il 31 gennaio 1866, festeggia oggi il suo 150° compleanno che è stato celebrato in questi giorni nella Città del Fiore con una serie di eventi a cui ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (eletto proprio un anno fà alla suprema magistratura).

La Nuova Antologia naque per favorire, attraverso la cultura, quella unità nazionale appena raggiunta; per avviare un dibattito che aiutasse a “fare gli italiani” dopo aver fatto l’Italia.

La Nuova Antologia ha, nella sua lunga vita, ospitato anche scritti di politica e quindi di storia: ricordo con emozione un articolo su Ferruccio Parri, il Comandante “Maurizio” come veniva chiamato durante la resistenza, apparso sulla rivista qualche anno fà.

Strettamente legata alla figura dello storico, scrittore e politico Giovanni Spadolini (1925 – 1994), indimenticabile Ministro della Difesa nel periodo 1983 -1987, è oggi edita dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia presieduta dallo storico Prof. Cosimo Ceccuti.

Inevitabilmente, scrivere della Nuova Antologia ingenera la riflessione su come le riviste culturali (e tra queste includo anche la prestigiosa Rivista Militare fondata a Torino nel 1856) servano a diffondere quella conoscenza premessa essenziale e ineludibile della formazione e libertà dei cittadini (militari inclusi).

Perché non va mai dimenticato che la cultura, compresa quella militare, è sinonimo di libertà.

http://nuovaantologia.it

Scrittore di Marte

Il 21 ottobre 1846 nasceva ad Oneglia (l’attuale Imperia) il più grande pubblicista militare italiano: Edmondo De Amicis.

Noto in tutto il mondo per essere stato il creatore del celeberrimo libro “Cuore”, De Amicis aveva frequentato i corsi dell’Accademia Militare di Modena, al termine dei quali era stato promosso al grado di Sottotenente.

Dopo aver partecipato alla sfortunata battaglia di Custoza nel 1866, rassegnó le dimissioni e andò a Firenze dove inizió a scrivere sulla rivista “Italia Militare”, periodico del Ministero della Guerra.

Da questa esperienza editoriale nacque nel 1868 il suo primo libro “Vita Militare – Bozzetti” che ebbe un discreto successo e lo mise in evidenza nei circoli letterari del tempo. Successivamente si dedicó all’attività giornalistica, arrivando infine ad essere uno scrittore di fama internazionale.

Mi piace pensare che De Amicis debba il suo successo ad essere stato un militare: mi conferma nell’idea che quella del mestiere delle armi sia una scelta che apra vasti orizzonti ed esalti lo spirito di chi la compie, non per vana gloria ma per elevazione della propria coscienza.

Il libro indispensabile

Spesso mi viene chiesto qual’ è il libro per me  indispensabile per conoscere la storia delle Istituzioni militari. La mia risposta è sempre senza alcun dubbio: Ezio Cecchini – Le Istituzioni militari – SME Ufficio Storico – Roma 1986 (ristampa 2007).

Il libro affronta in modo completo la storia organica, tecnica e dottrinale dell’Istituzione militare in generale e di quella italiana in particolare. Alcune cattedre universitarie di Storia delle istituzioni militari lo ritengono giustamente testo fondamentale del corso di studi.

Ezio Cecchini, professore  emerito di Storia delle Istituzioni militari all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha frequentato l’Accademia militare di Modena ed ha combattuto come giovane ufficiale durante la Seconda Guerra Mondiale. Al Termine del conflitto si è dedicato agli studi storici, pubblicando preziosi studi di storia militare.

Molti degli studi del prof. Cecchini (voglio qui ricordare anche il pregevole Tecnologia e Arte militare – 1997) sono editi dallo SME Ufficio Storico nella sua lodevole opera di divulgazione storica.

Fondato nel 1853 dal generale Enrico Morozzo della Rocca (1807 – 1897) come Ufficio Militare del Corpo Reale di Stato Maggiore , l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito ha il compito di raccogliere diari, relazioni e memorie storiche delle Unità e Corpi dell’esercito al fine di tradurli in opere storiche.

Attualmente l’Ufficio Storico, retto da un colonnello in servizio di Stato Maggiore, si articola in 3 sezioni (Archivio storico, Produzione editoriale, Diffusione editoriale e benefici combattentistici) oltre alla Biblioteca Militare Centrale e alla Biblioteca di Artiglieria e Genio che hanno entrambe sede a Roma.

Il veterano di guerra

Il fotografo inglese – premio Pulitzer –  James Hill (1967) ha appena pubblicato un libro fotografico, intitolato Somewhere between War and Peace (Kherer Verlag, 184 pagine, 60 fotografie, 35 euro), in cui vengono pubblicate delle foto scattate da Hill (che lavora per il New York Times e da tempo vive a Mosca) durante i suoi numerosi viaggi nei teatri di guerra, dal Medio Oriente all’Afghanistan, ma anche nella sua quotidianità moscovita e russa.

Sono fotografie scattate, appunto, tra guerra e pace, in un viaggio di andata e ritorno che ha segnato la sensibilità di questo importante fotografo/artista.

Tra le foto disponibili liberamente in Preview per il lancio del libro, ho scelto questa in apertura, che ritrae un veterano russo della seconda guerra mondiale di nome Yuri Stepanovich Zaguskin.

L’autore stesso ci racconta che in Russia i veterani godono di un alto prestigio sociale e sono avvolti da una aureola di sacralità e rispetto, in riconoscimento agli enormi sacrifici patiti nella “Grande guerra patriotica”, come i russi chiamano la guerra 1941 – 1945 contro la Germania nazista, guerra alla quale è dedicato un pregevole museo a Kiev (chi scrive ha avuto la fortuna di visitarlo nel 2005 – http://www.warmuseum.kiev.ua/).

I veterani di guerra, che in molti Paesi del Mondo (USA, Francia, Canada, Gran Bretagna per fare alcuni esempi) hanno un Ministero/Dipartimento a loro dedicato, sono coloro che testimoniano il passato (spesso doloroso e non sempre cosi lontano nel tempo) di una nazione e ne assicurano la memoria alle generazioni future.

Non dimentichiamoci di loro che hanno sofferto anche per chi non c’era.

 

La cultura della Difesa

Per cultura della Difesa intendo tutto quanto attiene, direttamente o indirettamente, al settore della difesa nazionale e ne aiuta la comprensione e la progettazione. Per usare un’ immagine, la cultura della Difesa è il terreno su cui nasce e cresce la politica di difesa di uno Stato. La cultura della Difesa è un campo vastissimo che abbraccia discipline diverse come la storia, l’arte, la strategia, la tecnica, il diritto ed offre spazi inesplorati anche ad eventuali progetti di promozione e valorizzazione di un patrimonio morale e materiale immenso come quello rappresentato dalla Difesa italiana. Una maggiore conoscenza della cultura della difesa nazionale permette poi di presentarsi in ambito internazionale (anzitutto in quello europeo) con una consapevolezza e un’ autorevolezza quanto meno superiori che non in caso contrario. In Italia, uno dei pilastri della cultura della Difesa è senza alcun dubbio la pubblicistica militare, per mezzo della quale si diffonde la conoscenza e il dibattito sulla nostra politica di sicurezza e difesa e sulle nostre Istituzioni militari. Riviste prestigiose come Rivista Militare, Rivista Marittima e Rivista Aeronautica (per citarne solo alcune) hanno scandito la storia delle Forze Armate italiane e, con esse, quella del Paese: sono un patrimonio e una risorsa da conservare, difendere e rilanciare costantemente e fortemente.