La famiglia del militare

Recentemente ho letto un interessante articolo incentrato sul ruolo e importanza della famiglia per il militare.

Il riconoscimento della specifità della professione militare da parte della famiglia e il sostegno che ne consegue (con inevitabile condivisione dei sacrifici) offrono al militare una incommensurabile forza morale che ne supporta e potenzia l’azione.

Nel riflettere sulle tante figure storico – militari di successo e le relative spose, la mia attenzione, giocoforza, si è focalizzata sull’ammirato Raimondo Montecuccoli (1609 – 1680)

Il grande generale modenese, tramandano gli storici, fu, come noto, un vittorioso condottiere ma anche un felice sposo.

Coniugatosi in tarda età (aveva 48 anni) nel 1657 con la nobile fanciulla austriaca Margherita von Dietrichstein (che di anni ne aveva appena 18), visse un matrimonio felice e arricchito dalla nascita di 4 figli (3 femmine e 1 maschio, quest’ultimo – chiamato Leopoldo in onore dell’Imperatore asburgico- seguì le orme del padre scegliendo il mestiere delle armi).

Purtroppo, nel 1676, l’amata moglie Margherita morì e Montecuccoli, fine letterato che si dilettava a scrivere anche poesie, compose un sonetto che glorificasse il ricordo della sua compagna di vita.

Ai lettori di questo Blog offro qui di seguito, a mio modesto parere, una delle testimonianze più belle (e inattese) di amore coniugale:

“D’una perla, cui pari in Oriente
Fra’ tesori eritrei non mai s’è visto,
Fecemi fido Amor far ricco acquisto,
Onde tutte mie voglie eran contente.

Ahi morte! impoverito di repente
M’hai tu, e al mio dolce ogni tuo assenzio hai misto:
Ahi mondo! in un momento e lieto, e tristo:
Nate appena le gioje, eccole spente.

Qual fluttua voto a sera, e va ramingo
Legno, che pien di merci era il mattino,
Tal’io, tutto pur dianzi, or nulla stringo.

Segneranno il mio misero destino,
Estatici pensier, viver solingo,
Neri panni, umid’occhi, e viso chino.”