Soldati lontani

Nel cimitero di Anzio – Falasche (Roma) riposano più di 2300 soldati del Commonwealth britannico caduti durante la battaglia per la liberazione di Roma (22 gennaio – 4 giugno 1944).

Soldati provenienti dal Regno Unito ma anche dal Canada, Nuova Zelanda, Australia e persino dalle lontane colonie britanniche d’Africa morirono nei dintorni di Anzio (nonché in tutti i luoghi ove combatterono la dura Campagna d’Italia): vennero da lontano per andare incontro al loro destino di soldati.

Ispirato da tale estremo sacrificio, Ugo Giaime ha scritto questa testimonianza:

Soldati da lontano inviati

da nobili virtù animati,

caddero nella migliore età

accolti infine dalla divina pietà.

I loro volti ormai svaniti nella gloria

rivivono sempre giovani nella memoria.

Mai più la guerra!

gridano uniti nel silenzio

accolti dalla verde terra

che il loro ricordo

con universale amore serra.

Ugo Giaime

Annunci

Memoria costitutiva

Perchè ricordare il passato? Si può vivere un eterno presente? A queste domande offre una possibile risposta lo scrittore Ugo Giaime che collega la memoria alla cultura e all’ identità del singolo così come della collettività.

“L’essenza di ogni Cultura, anche e sopratutto di quella militare, si sostanzia nei fatti e nei momenti che la costituiscono: la memoria di tali fatti e momenti è fondamentale per l’identità e la sopravvivenza della Cultura stessa e di chi vi appartiene.”

(Ugo Giaime – Granelli di vita)

Un sìbilo

La vista di un monumento ai caduti, offre a Ugo Giaime la possibilità d’immaginare e interpretare la morte di un soldato e il senso della sua memoria.

Un sìbilo.

In terra gettato

da un’improvvisa e ignota violenza

abbandona incredulo il presente

verso il futuro sperato.

Perchè?

Altri hanno deciso per la sua vita

che con doverosa volontà

ha reciso

spinto dalla coscienza

della propria identità.

Lo ricorderanno?

La madre, i figli e i viandanti

nelle giornate inondate dal sole

e nelle fresche sere

con i pensieri alle nuvole erranti.

Ugo Giaime

Notte

Ugo Giaime scrive del rapporto intimo e unico che lega il soldato alla notte, tempo in cui non cessa il suo operare e che spesso prelude alla battaglia.

Nessuno ama la notte più del soldato.

La notte, che tutto avvolge e ammutolisce, lo accoglie e protegge.

Le tenebre gli parlano con il silenzio dei pensieri e lui ascolta.

Il tempo notturno lo porta alla scoperta: l’arma misteriosa e minacciosa, i luoghi trasfigurati e silenti, la luce fioca ma illuminante, i commilitoni assonnati benchè presenti.

Non la paura bensì l’attesa l’accompagna.

E talvolta il soldato guarda al cielo che ne rapisce lo sguardo, promettendogli un’alba che sarà ancora speranza di nuova vita.

Ugo Giaime

France, ma Patrie aussi!

 

In onore della Francia e in ricordo dei caduti della strage di Parigi

Evviva sempre la Patria della Libertà, dell’eguaglianza e della fraternità!

Nostra Figlia!

Nostra Madre!

Nostra Sorella!

(variazione da Guillaume Apollinaire)

Ardi fiamma della libertà,

libra la memoria di chi fummo,

ricorda il coraggio della nostra umanità.

(Ugo Giaime)