Lupi gli implacabili fanti!

La nona offensiva dell’Isonzo dell’esercito italiano si svolse dal 31 ottobre al 4 novembre 1916.

L’obbiettivo era quello di consolidare le linee di difesa italiane attorno a Gorizia (conquistata nel precedente agosto), spingendo sempre più a oriente le linee austro-ungariche.

Fu un offensiva vittoriosa ma sanguinosissima: solo gli italiani ebbero 10.214 caduti 50.425 feriti e 18.293 dispersi (fonte: sito internet esercito italiano http://www.esercito.difesa.it/storia/pagine/l9-offensiva-isonzo.aspx).

In questa offensiva, un ruolo importante ebbe la Brigata Toscana, composta dal 77° e 78° Reggimento fanteria, che conquistò il Monte Veliki e il Dosso Fàiti.

Alla conquista del Dosso Fàiti il 3 novembre del 1916 (data che segnerà in seguito la festa di Corpo del 78° Reggimento) fu presente anche Gabriele D’Annunzio che per l’occasione dedicò i seguenti versi ai fanti vittoriosi:

Sicchè il nemico sbigottito

ne chiamò Lupi

gli implacabili fanti!

Per questo glorioso fatto d’armi, la Brigata Toscana (e i 2 reggimenti che ne facevano parte) assunse la denominazione Lupi di Toscana, una delle unità (nei vari periodi di riordino fino allo scioglimento avvenuto nel 2008) più prestigiose della storia dell’Esercito italiano.

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Un vibrante museo

Il museo della Terza Armata di Padova (è sito nello splendido Palazzo Camerini -via Altinate 59) raccoglie ed espone i cimeli della Grande Unità comandata dal principe Emanuele Filiberto di Savoia Duca d’Aosta (1869 -1931) durante la Prima Guerra Mondiale.

La Terza Armata (detta “Invitta” perchè non conobbe sconfitta) combattè la Grande Guerra lungo il fronte del Carso e tra le sue file annoverò Reparti prestigiosi (come il 78° Reggimento di Fanteria “Lupi di Toscana”) e personaggi illustri: Sandro Pertini, Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXXIII°), Gabriele D’Annunzio e molti altri ancora.

Il museo venne costituito nel 1956 e conserva la memoria della durezza tragica della Grande Guerra, combattuta dai soldati italiani con coraggio ma anche con immensi sacrifici (ad onor del vero, pari a quelli della controparte austroungarica, con l’aggravante per quest’ultima della grave penuria alimentare). Armi, uniformi, mappe, documenti (importantissima è la collezione dell’intera edizione de “La Tradotta” giornale di trincea della Terza Armata), fanno di questo museo militare, gestito dall’esercito italiano, un prezioso e vibrante strumento culturale a disposizioni di tutti coloro che vogliono conoscere e riflettere sulla tragedia della guerra.