Un giorno per caso

Metti che un giorno per caso, passeggiando distrattamente per il Quartiere Monti a Roma, si alzino gli occhi al cielo terso e si noti, sulla parete di un edificio, una targa commemorativa.

Riporta il nome di Achille Tomei (1918 – 1945) e ci dice che dimorò nell’edificio, senza specificarne il periodo.

Ma perché una targa commemorativa a suo nome? Perché era un ufficiale dell’esercito che dopo l’otto settembre 1943 scelse la resistenza al nazifascismo. Scarne sono le informazioni su di lui (non sono riuscito a trovare neanche una sua foto…): entrato nei GAP (Gruppi d’Azione Patriotica) di Roma, combatté successivamente nella Brigata Garibaldi operante in Garfagnana dove fu ferito. Ricoverato in Ospedale a Pisa morì il 14 giugno 1945, poche settimane dopo la conclusione di quella guerra per cui s’immolò. Tomei, contrariamente a molti altri suoi compagni caduti, ebbe almeno il conforto di vedere realizzate le sue speranze di libertà.

Non vanno mai dimenticati i combattenti della libertà come Achille Tomei perché senza la memoria del passato non si ha alcuna identità nel presente e incerta è la speranza per il futuro.

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