La fondazione della Bundeswehr

Del riarmo della Germania si iniziò a parlare poco tempo dopo la sua sconfitta nella seconda guerra mondiale. La “Guerra fredda”, che opponeva le potenze occidentali all’Unione sovietica, rendeva inevitabile un riarmo tedesco. Ma il ricordo della Seconda guerra mondiale era ancora molto vivo non solo nell’opinione pubblica internazionale ma anche in quella tedesca e quindi la discussione fu accantonata ma non abbandonata.

Gli Alleati, non diversamente dai Sovietici, ritenevano tuttavia necessario avvalersi della grande esperienza militare dei tedeschi. Nonostante la totale e sanguinosa sconfitta, la Germania poteva ancora contare su centinaia di migliaia di uomini formati e addestrati nel periodo della Wehrmacht. Con questo potenziale militare gli Alleati contavano di contrastare la minaccia sovietica, mentre i sovietici puntavano ad accrescere la propria forza militare e politica nei confronti dell’Occidente. Fin dal 1947 l’esercito USA rifletteva sulla necessità di far entrare nel sistema di sicurezza e difesa occidentale la Germania (unitamente  alla Spagna) anche se ufficialmente continuavano l’opera di smilitarizzazione. Nello stesso anno (1947), i Länder federali sotto controllo americano – Baviera, Assia, Baden-Württemberg e Brema – avevano costituito il Deutsches Büro für Friedesfragen (Ufficio tedesco per le questioni della Pace) che si occupava delle questioni connesse al trattato di pace e alla cura dei prigionieri di guerra ma anche del possibile riarmo tedesco. Infatti, nell’ambito di un incarico ricevuto dal Deutsches Büro für Friedesfragen, nel maggio 1948 si formò un gruppo di esperti (composto da alti ex ufficiali della Wehrmacht) che sotto la guida del generale Hans Speidel (ex membro della resistenza militare a Hitler e  capo di stato maggiore del Feldmaresciallo Rommel) elaborò un primo studio sullo stato della sicurezza in Europa. In seguito il gruppo di esperti predispose ulteriori studi, uno dei quali conteneva l’affermazione che la Volkspolizei (polizia popolare) costituita dai sovietici nella loro zona di occupazione, avesse, tra i suoi scopi, quella di trascinare la Germania occidentale in una guerra civile.

Il Cancelliere Konrad Adenauer intendeva con il riarmo non tanto costituire una difesa nazionale, quanto affermare la sovranità del nuovo stato tedesco, nato nel maggio del 1949, sotto protettorato delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Nel maggio 1950, il cancelliere Adenauer nominò il generale Gerhard Graf von Schwerin suo consigliere per le questioni militari e della sicurezza. Per l’espletamento del suo incarico, il generale von Schwerin diede vita alla Zentrale für Heimatdienst (ZfH). Dopo che speculazioni di stampa avevano denunciato la politica di riarmo perseguita dal cancelliere Adenauer, il generale si dimise e venne sostituito con il politico (CSU – lo stesso partito del cancelliere) Theodor Blank che organizzò il cosidetto Amt Blank (o Dienststelle Blank), che incorporò la Zentrale für Heimatdienst (ZfH). Dall’Amt Blank nacque nel 1955 il Ministero della Difesa federale (Bundesministerium der Verteidigung) di cui Theodor Blank fu il primo responsabile.

Nell’ottobre 1950, con l’approvazione del cancelliere Adenauer, si incontrarono segretamente nell’Abbazia cistercense di Himmerod nel Reno- Palatinato, 15 ex Ufficiali della Wehrmacht che avevano ricevuto l’incarico di elaborare un programma per il riarmo e l’organizzazione delle future forze armate tedesche. Dei partecipanti, ben sette in futuro avrebbero fatto parte dell’alta dirigenza militare della Repubblica federale tedesca e della NATO. Da questo incontro nacque il Promemoria di Himmerod (Himmeroder Denkschrift) destinato al Cancelliere Adenauer e contenente i principi del riarmo tedesco.

Non tutta l’opinione pubblica conveniva sull’opportunità di ricostituire Forze Armate nazionali: non bisogna dimenticare che in quegli anni migliaia di ex soldati tedeschi scontavano una dura prigionia di guerra nell’Unione Sovietica (gli ultimi prigionieri sarebbero stati rimpatriati solo nel 1955). Non stupisce quindi che, in aperto contrasto con la politica di riarmo voluta dal Cancelliere Adenaur, il suo ministro degli interni Gustav Heinemann (futuro presidente della Repubblica 1969 – 1974) si dimise dall’incarico il 9 ottobre del 1950.

Fu subito evidente che un riarmo tedesco avrebbe potuto essere accettato solo nell’ambito di una Alleanza difensiva. L’occasione fu offerta dalla costituzione della Comunità Europea di Difesa (CED). Il Piano Pleven (così chiamato dal nome del suo ideatore, il Primo ministro francese René Pleven) prevedeva la costituzione di Forze Armate integrate europee formate da Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania occidentale. La CED avrebbe offerto la possibilità del riarmo tedesco nell’ambito di una organizzazione sopranazionale, rafforzato la componente europea della NATO e promosso l’unità continentale. Ciò sarebbe stato possibile grazie alla rinuncia di ciascun Paese partecipante alla sovranità nazionale nel campo delle Difesa.

Il Piano Pleven era stato elaborato all’indomani dello scoppio della guerra di Corea (1950-1953) e si inquadrava nella politica di rafforzamento occidentale nei confronti della minaccia sovietica che la guerra esplosa in estremo oriente rendeva estremamente incombente.

L’8 novembre 1950, il Bundestag (Parlamento federale) approvò l’ingresso della Germania nella CED. Alla fine del 1953, centomila volontari tedeschi erano pronti a entrare nelle nuove Forze Armate comunitarie: la Germania avrebbe messo a disposizione 12 divisioni, la Francia 18, l´Italia 16, Belgio e Lussemburgo 6 e i Paesi Bassi 5.

Ma il voto contrario del Parlamento francese (1954) fece fallire la nuova iniziativa politico-militare. Fu trovata una soluzione di compromesso.

Gli accordi di Parigi, firmati da USA, Gran Bretagna, Francia e Germania, riconobbero la piena sovranità della Repubblica Federale tedesca e ne permisero l’ingresso nella NATO e nell’Unione Europea Occidentale (UEO-WEU), organizzazione di difesa sorta sulle ceneri della CED. In tale contesto, la Germania si impegnò a costituire delle Forze Armate federali forti di 12 divisioni terrestri, 22 squadroni aerei e 172 unità navali da porre sotto comando NATO fin dal tempo di pace. La componente massima consentita era di 500.000 uomini di cui 105.000 nella struttura territoriale a comando nazionale.

Il 12 novembre 1955, furono nominati dal Ministro della Difesa Theodor Blank i primi 101 militari volontari. Era il 200° anniversario della nascita del generale prussiano Gerhard von Scharnhost (1755-1813) noto per essere il padre della riforma militare prussiana alla cui tradizione la Bundeswehr si richiama espressamente. Nel 1956 circa 10.000 appartenenti alla Bundesgrenzschutz– BGS (Difesa della frontiera federale) accettarono di entrare nelle neo costituite Forze Armate che cosi cominciarono ad avere una prima consistenza organica.

Nello stesso anno fu scelto il nome di Bundeswehr e la croce dell’ordine cavalleresco teutonico ne divenne il simbolo. Il primo Ispettore generale fu il generale Adolf Heusinger, ex capo dell’ufficio operazioni dello Stato Maggiore dell’esercito tedesco nella Seconda guerra mondiale e membro della conferenza di Himmerod.

Oggi la Bundeswehr festeggia il suo 60° anniversario: una storia di successo che dimostra a tutti che sono possibili Forze Armate composte da uomini liberi, buoni cittadini e valorosi soldati.

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L’erede della migliore tradizione

Adolf Graf von Kielmansegg nacque il 30 dicembre 1906 a Hofgeismar, in Assia. Divenuto presto orfano di padre, dopo aver studiato al Ginnasio, Kielmannsegg entrò nella Reichswehr nel 1926 come aspirante ufficiale di cavalleria. Promosso tenente nel 1930, dal 1937 al 1939 prese parte ai corsi di Stato maggiore della Scuola di Guerra di Berlino. Partecipò alle campagne di Polonia, di Francia e di Russia in diverse unità combattenti. Ferito in operazione, nel 1942, nel grado di tenente colonnello, venne chiamato all’OKW (Oberkommando der Wehrmacht) con incarichi di stato maggiore alle dirette dipendenze del generale Adolf Heusinger, futuro primo generale Ispettore della Bundeswehr.

Promosso colonnello il 1° marzo 1944, venne arrestato dalla GESTAPO in relazione alla congiura contro Adolf Hitler del 20 luglio 1944: era infatti amico del colonnello Claus Schenk von Stauffenberg e, come lui stesso ha ammesso anni dopo, a conoscenza dei preparativi del Colpo di Stato, cui però non partecipò. Liberato nell’ottobre dello stesso anno, Kielmansegg assunse il comando di un reggimento di granatieri corazzati fino alla sua cattura avvenuta il 16 aprile 1945.

Prigioniero di guerra prima dei britannici e poi degli americani,venne rilasciato nel 1946 e iniziò a lavorare prima come autista poi come giornalista ed infine come rappresentante di libri. Nel 1949 pubblicò un libro in cui ricostruisce e analizza il caso del colonnello generale  Werner von Fritsch, già capo dell’esercito nel 1938 allontanato da Hitler in seguito all’accusa (infondata) di omosessualità.

Nel 1950 prese parte, in qualità di segretario, alla conferenza di Himmerod e successivamente entrò a far parte del Amt Blank. In tale contesto, si professò sempre un convinto fautore del primato della politica nei confronti dei militari, operando attivamente affiché le future Forze armate tedesche si distinguessero decisamente dalle passate esperienze. In questo periodo partecipò come delegato tedesco alle trattative per la costituzione della Comunità Europea di Difesa (CED) e agli Accordi di Parigi e concorse all’elaborazione del concetto dell’Innere Führung insieme a Wolf Graf von Baudissin e Ulrich de Maizière. Nel 1955 entrò con il grado di generale di brigata nella Bundeswehr e il suo primo incarico fu di Rappresentate militare tedesco presso il Comando supremo delle forze alleate (SHAPE), incarico che resse fino al 1958. Successivamente comandò la 5^ Divisione corazzata a Coblenza (1958 – 1960) e la 10^ Divisione granatieri corazzati a Sigmaringen (1960 – 1963). Promosso tenente generale nel luglio 1963 ricoprì la carica di Comandante delle forze terrestri alleate del centro Europa (LANDCENT); nel marzo 1967 venne nominato comandante supremo di tutte le forze alleate del centro Europa (AFCENT). Lasciò il servizio attivo il 1° aprile 1968 e si dedicò ad una vasta opera di studio, pubblicando, tra le altre opere, “Invincibile? La Cina come potenza militare”. È morto a Bonn il 26 maggio 2006 pressoché centenario.

Ulrich de Maizière: un umanista al comando

Nato a Stade, nel nord della Bassa Sassonia, il 24 febbraio 1912, originario di una famiglia di ugonotti francesi stabilitasi in Brandeburgo nel XVII secolo, rimase presto orfano di padre, caduto in Serbia nel 1915. Dopo il Ginnasio entra nella Reichswehr nel 1930, nel 5° reggimento di fanteria. Nel 1933 viene nominato sottotenente. Nel grado di capitano, nel 1939, prende parte alla campagna di Polonia e in seguito frequenta il corso di stato maggiore alla Scuola di guerra di Berlino. E’quindi Ufficiale di stato maggiore nella 18^ Divisione impiegata nel giugno 1941 nell’operazione Barbarossa, l’attacco all’Unione Sovietica. Nel gennaio 1942 viene promosso maggiore e trasferito al Comando supremo dell’esercito (OKH – Oberkommando des Heeres); durante questo periodo conosce il generale Adolf Heusinger e il suo aiutante maggiore Adolf Graf von Kielmansegg, con i quali in futuro si ritroverà ad operare nella creazione della Bundeswehr.

Nel febbraio 1943 viene di nuovo trasferito, con il grado di tenente colonnello, sul fronte orientale, come ufficiale di stato maggiore della 10^ Divisione granatieri corazzati, con cui prende parte alla “Operazione Cittadella”, la battaglia di Kurks del luglio 1943.

Nel febbraio 1945 torna a prestare servizio di stato maggiore nell’OKH e alla resa della Germania fatto prigioniero di guerra dai britannici. Merita, a riguardo, accennare ad un curioso ma significativo avvenimento che ha caratterizzato gli ultimi giorni di guerra del tenente colonnello de Maizière, indicativo non solo del personale coraggio ma anche della completa dedizione al servizio. All’indomani della capitolazione tedesca dell’8 maggio 1945, al tenente colonnello de Maizière venne ordinato di recarsi nella sacca di resistenza costituita in Lettonia dalla Gruppo di armate Kurland per consegnare personalmente l’ordine di resa, cosa che de Maizière fece, recandosi sul posto e tornando subito dopo (per espresso ordine del comandante delle truppe accerchiate, generale Carl Hilpert – morto in seguito prigioniero dei russi) a Flensburg in modo a dir poco avventuroso.

Liberato nel 1947, esercita per un certo tempo la professione di venditore di oggetti musicali ad Hannover. All’inizio del 1951 entra a far parte dell’Amt Blank e partecipa come membro della delegazione tedesca alla fase iniziale delle trattative per la costituzione della Comunità Europea di Difesa (CED). Tornato a Bonn presso l’Amt Blank, si occupa delle relazioni internazionali alle dipendenze di Adolf Graf von Kielmansegg. Il 12 novembre 1955 fa parte dei 101 primi volontari della Bundeswehr in cui entra con il grado di colonnello e viene impiegato nel neo costituito Ministero della Difesa dove si occupa della organizzazione delle nuove Forze Armate. Nel dicembre 1956 viene promosso generale di brigata e nel gennaio 1958 comanda la sua prima unità combattente, il Gruppo di combattimento A1, che in seguito diventerà la 2^ brigata corazzata, stazionata ad Hannover. Nell’aprile 1959 diviene vice comandante della 1^ Divisione granatieri corazzati. Seguirà il comando della Scuola per l’Innere Führung di Coblenza (1960) e il 1° aprile 1962 assume il comando della prestigiosa Führungsakademie der Bundeswehr di Amburgo, conseguendo la promozione a generale di divisione il 1° agosto dello stesso anno. Durante il suo comando, la scuola superiore di guerra assumerà sempre più una connotazione interforze. Promosso tenente generale, il 1° ottobre 1964 diventa generale ispettore dell’esercito. Durante il suo mandato, il generale de Maizière promosse un migliore addestramento del personale, favorì l’accesso dei sottufficiali alla carriera degli ufficiali ed ebbe a battesimo l’ingresso in linea del nuovo carro armato Leopard 1 (in seguito acquistato anche dall’Italia per le proprie unità corazzate). Il 25 agosto 1966, a seguito delle contemporanee (e polemiche) dimissioni, a causa di divergenti opinioni con il vertice politico della Difesa, del generale Ispettore della Bundeswehr Heinz Trettner e del generale ispettore della Luftwaffe Werner Panitzki, il tenente generale de Maizière venne promosso generale e nominato generale Ispettore della Bundeswehr. Nei 6 anni di mandato, il generale de Maizière dovette confrontarsi, all’esterno, con la “Primavera di Praga” dell’agosto 1968 e, all’interno, con la crescente inquietudine sociale conseguente ai moti del maggio 1968. Il generale de Maiziere favorì, nell’ottica di migliorare la formazione degli ufficiali ma anche rendere più attrattiva la scelta della carriera militare da parte dei giovani, la nascita delle Università della Bundeswehr di Amburgo e di Monaco nell’estate 1970. Il generale de Maiziere lasciò il servizio il 31 marzo 1972 e successivamente divenne presidente della prestigiosa Clausewitz Gesellschaft (Società di Clausewitz) attiva negli studi storico- strategici.

È morto il 26 agosto 2006 a Bonn.

Al generale Ulrich de Maiziere, di iniziativa del Presidente della Repubblica, é stata conferito il 27 ottobre 1965, il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

L’esercito imperiale tedesco

L’esercito imperiale tedesco (Deutsches Heer) sorse all’indomani della proclamazione dell’Impero tedesco nel 1871 (per l’esattezza, fu istituito con un decreto del cancelliere Bismarck il 29 luglio 1871). Era formato dagli eserciti di Prussia, Baviera, Sassonia e Württemberg, i quali facevano riferimento in pace ai rispettivi sovrani mentre in guerra erano tutti sotto il comando dell’Imperatore tedesco. Gli eserciti degli altri stati tedeschi, come ad esempio il Granducato di Meclemburgo o quello di Assia, erano  legati alla Prussia per mezzo di convenzioni militari. A riguardo, una particolarità: la città – stato di Amburgo, notoriamente a grande tradizione marittima, contribuiva all’esercito imperiale con il reggimento di fanteria n. 76 Amburgo (Infanterie – Regiment Hamburg nr. 76) inquadrato nell’esercito prussiano.

L’Imperatore tedesco esercitava il comando attraverso lo Stato Maggiore Imperiale (Grosse Generalstab) che aveva sede a Berlino. Prima della mobilitazione generale del 1914 dovuta alla Grande Guerra, l’esercito imperiale raggiunse una forza di 794.000 uomini, suddivisi in 24 Corpi d’armata, di cui 18 prussiani, 3 bavaresi, 2 sassoni e 1 wurttemberghese. Pur avendo sostanzialmente un comando unico, l’esercito imperiale dipendeva per l’approntamento e, soprattutto, per il finanziamento dai singoli quattro regni che lo componevano.

Lo Stato Maggiore Imperiale era stato riorganizzato dal celeberrimo feldmaresciallo Helmut von Moltke (il vecchio 1800 – 1891) all’indomani della vittoriosa guerra conto la Francia nel 1870-71. Moltke ancora oggi suscita interesse e ammirazione sia per la sua leggendaria figura che per il suo pensiero strategico, indispensabile completamento del pensiero politico del grande cancelliere Otto von Bismarck.

Lo Stato Maggiore Imperiale, dominato nel tempo da personaggi di spicco come i feldmarescialli Alfred von Waldersee e Alfred von Schlieffen (ideatore del piano di attacco alla Francia nel 1914), finì per imporre la guerra all’Imperatore Guglielmo II e provocare la catastrofe della Grande Guerra.

L’esercito imperiale si sciolse nel 1918 al momento della contestuale abdicazione dell’Imperatore tedesco e Re di Prussia Guglielmo II e dei sovrani di Baviera, Sassonia e Württemberg. Al suo posto vedrà la luce, per l’esattezza il 19 gennaio 1919, la Reichswehr (Difesa dello Stato), il primo esercito unitario tedesco.

La Bundeswher non riconosce tra le proprie tradizioni l’esercito imperiale tedesco (così come qualsiasi altra istituzione militare tedesca precedente il 1955, anno di fondazione delle attuali Forze Armate federali); ciononostante é curioso osservare che uno dei suoi padri fondatori nonché primo Ispettore Generale, il generale Adolf Heusinger (1897 – 1982), iniziò la sua carriera militare nel 1915 arruolandosi proprio nell’esercito imperiale con cui combattè la prima guerra mondiale.

I neoriformatori militari tedeschi

Il Dienstelle Blank, fu l’organizzazione responsabile della creazione della Bundeswehr nel secondo dopoguerra. I suoi principi ispiratori furono dirittamente connessi all’esperienza della Commissione di riorganizzazione militare prussiana (Militär-Reorganisationskommission) del 1807. Il Dienstelle Blank si richiamava quindi espressamente all’opera dei riformatori militari prussiani diretti da Gerhard von Scharnhorst. In ambedue le esperienze, si trattava di pensare e creare una nuova istituzione militare dopo due tragiche sconfitte (Battaglie di Jena/Auerstedt 1806 e seconda guerra mondiale 1945).

Nel maggio 1950, il cancelliere Konrad Adenauer nominò il generale Gerhard Graf von Schwerin suo consigliere per le questioni militari e della sicurezza. Per l’espletamento del suo incarico, il generale von Schwerin diede vita alla Zentrale für Heimatdienst (ZfH). Dopo che speculazioni di stampa avevano denunciato la politica di riarmo perseguita dal cancelliere Adenauer, il generale si dimise e venne sostituito con il politico (appartenete alla CSU – lo stesso partito del cancelliere) Theodor Blank che organizzò il cosidetto Amt Blank (o Dienststelle Blank), che incorporò la Zentrale für Heimatdienst (ZfH). Dall’Amt Blank nacque nel 1955 il Ministero della Difesa federale (Bundesministerium der Verteidigung) di cui Theodor Blank fu il primo responsabile.

Nell’ottobre 1950, con l’approvazione del cancelliere Adenauer, si incontrarono segretamente nell’Abbazia cistercense di Himmerod nel Reno- Palatinato, 15 ex Ufficiali della Wehrmacht che avevano ricevuto l´incarico di elaborare un programma per il riarmo e l’organizzazione delle future forze armate tedesche. Dei partecipanti, ben sette in futuro avrebbero fatto parte dell’alta dirigenza militare della Repubblica federale tedesca e della NATO.

Al termine di cinque giorni di intense discussioni, fu approvato dai partecipanti il cosiddetto Himmeroder Denkschrift (Promemoria di Himmerod) destinato al Cancelliere federale e che conteneva quello che poi sarebbero divenute le linee guida della rinascita delle Forze Armate tedesche. Forte fu lo scontro tra tradizionalisti (capeggiati dall´ex generale Hermann Foertsch) e riformatori (rappresentati dal giovane maggiore – poi generale della Bundeswehr – Wolf Graf von Baudissin).

Grazie alla mediazione del generale Adolf Heusinger (primo Ispettore  generale della Bundeswehr), alla fine prevalsero i riformatori e l’Himmeroder Denkschrift sarà il documento che sancirà la necessità di una nuova filosofia militare per le Forze Armate tedesche, completamente svincolata dal passato. E’ la nascita dell’Innere Führung (letteralmente, Guida interiore) che vedrà in Wolf Graf von Baudissin, Ulrich de Maizière e  Johann Adolf Graf von Kielmansegg i principali ispiratori.