Aforisma

Nel riflettere sul rapporto tra Stato-eserciti-milizie, che tanto anima e ha animato gli studi e i dibattiti nelle scienze strategiche, ottima cosa è ricordare il seguente aforisma del grande Montecuccoli:

“Le leggi senza le armi non hanno vigore; le armi senza le leggi non hanno equità”

(Raimondo Montecuccoli – Aforismi dell’arte bellica)

Le fortificazioni

Nel pensiero strategico di Raimondo Montecuccoli, come è noto ai lettori di questo Blog, somma importanza rivestono le fortificazioni. Nei suoi “Aforismi dell’arte bellica” il grande condottiero modenese ne parla ampiamente come importante strumento di difesa e di vita socio -economica. Tra l’altro, Montecuccoli tra i suoi numerosi titoli imperiali aveva quello di “Gran Maestro dell’Artiglieria e delle Fortificazioni”.

Le fortificazioni militari hanno una lunga storia che risale alle torri e castelli dell’epoca classica e medievale. L’uso e lo sviluppo delle artiglierie portò ad una evoluzione delle fortificazioni in epoca rinascimentale. In Italia e successivamente in Francia, si affermarono degli architetti e ingegneri militari la cui opera, spesso capolavori d’arte oltre che fortezze inespugnabili, è ancora oggi visitabile e ammirabile.

I fratelli Antonio e Giuliano da Sangallo, idearono il “fronte bastionato all’italiana”, un sistema difensivo che inibiva, grazie a delle strutture sporgenti, il tiro diretto delle artiglierie.

Ne è ancora oggi un ottimo esempio la “Fortezza da basso” di Firenze costruita nel periodo 1534-1537 da Antonio da Sangallo (1484 -1548) e Pierfrancesco da Viterbo (1470-1535) su commissione di Alessandro de’ Medici (1510-1537) e destinata alla difesa interna della città del fiore.

In Francia, Sébastien Le Preste de Vauban (1633-1707) costruì un sistema di fortificazioni militari, ancora esistenti ancorché non più in uso, volute da Luigi XIV° (1638-1715) per difendere il suo regno dalle minacce esterne.

Un’ultima precisazione: parte interna delle fortificazioni rinascimentali è la cosiddetta Cittadella, che rappresentava l’ultima possibilità di difesa durante l’assedio. Nella storia militare italiana famosa è la Cittadella di Torino che resistette a lungo all’assedio dell’esercito franco-spagnolo del 1706. La Cittadella di Torino ospita oggi il Museo storico nazionale dell’Artiglieria (attualmente chiuso per restauro).

L’eredità di Raimondo

Chi applicò per primo il pensiero strategico di Montecuccoli non furono gli Asburgo per i quali scriveva, bensì i sudditi di Luigi XIV°, il Re Sole.

Furono infatti i francesi a divulgare, all’inizio del settecento, gli scritti di Raimondo Montecuccoli, pensati e redatti tra il 1665 e il 1670 per l’uso esclusivo dell’Imperatore pro Tempore.

In modo particolare, fu Sebastien Le Pestre de Vauban (1633-1707) Maresciallo di Francia, a realizzare in Francia quel sistema di fortificazioni “mezzi efficaci alla tranquillità pubblica coll’assicurar le forze de’ reggimenti e l’obbedienza ne’ sudditi e il buon ordine dentro e la resistenza alle violenza di fuora” (Aforismi dell’arte bellica).

Nel 1688, sempre in Francia, venne istituita la Milizia Reale (Milice Royale) a cui erano affidati i compiti di milizia ausiliaria (principalmente usata per il presidio delle fortezze) e di riserva dell’esercito regolare.

In Italia, il pensiero militare montecuccoliano, pervenuto per via francese, fu applicato per primo dai Re sabaudi che realizzarono così uno dei sistemi difensivi più forti d’Europa, di cui oggi un ottimo esempio è rappresentato dal Forte di Fenestrelle in Val Chisone (provincia di Torino).

Raimondo Montecuccoli

Inizio questo Blog, che ha per oggetto la storia e l´attualità delle Istituzioni militari, scrivendo di colui che considero da sempre il mio “nume tutelare”: Raimondo Montecuccoli (Montecuccolo – Pavullo nel Frignano 21 febbraio 1609 – Linz 16 ottobre 1680) .
A lui mi lega il mio passato modenese, il mio presente di studioso di storia militare e, spero, il mio futuro di pubblicista nel settore della cultura della difesa.
Le Istituzioni militari, come noi oggi le conosciamo, discendono anche dai lunghi e approfonditi studi che Raimondo Montecuccoli fece nella sua avventurosa vita e dal conseguente pensiero che raccolse in innumerevoli scritti, primo fra tutti “Della guerra col Turco in Ungheria” meglio noto come “Aforismi dell’arte bellica”.
Le Istituzioni militari del futuro, che raccoglieranno le sfide di un mondo in continuo cambiamento per assicurare allo stesso pace e prosperità, saranno come noi le penseremo: a tale riflessione, supportata dalla necessaria conoscenza, è dedicato questo Blog.