La giovinezza offerta

Il 29 maggio 1848 un battaglione di volontari toscani comprendenti studenti delle Università di Pisa e Siena, insieme a truppe regolari napoletane e toscane comandate dal Generale fiorentino Cesare De Laugier conte de Bellecour (1789 – 1871), affrontarono tra Curtatone e Montanara (Mantova) un assai più preponderante esercito austriaco in marcia per aggirare le forze piemontesi schierate di fronte alla fortezza di Peschiera.

Per più di 6 ore, i giovani studenti toscani affrontarono gli austriaci fermandoli il tempo necessario per permettere ai piemontesi di riorganizzarsi di fronte alla minaccia di aggiramento degli austriaci, sconfitti poi nella vittoriosa battaglia di Goito combattuta il 30 maggio 1848.

Molti giovani studenti morirono insieme ad altri (alla fine si ebbero 166 caduti italiani) sul campo di battaglia, offrendo la loro giovane vita sull’altare dell’unità e libertà d’Italia. I nomi di 26 caduti fiorentini sono oggi indicati su due targhe in bronzo poste a loro perenne memoria nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

Il 29 maggio 1948, nel centenario della battaglia, il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola concesse alla bandiera del Battaglione Volontari Toscani (attualmente custodita nel Rettorato dell’Università di Pisa) la Medaglia d’oro al Valor militare, volendo così massimamente onorare non solo il loro sacrificio ma anche lo slancio ideale che generazioni di giovani italiani mostrarono, allora e dopo, nei momenti cruciali della storia d’Italia.

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Organizzazione ed educazione

Tra le grandi figure militari italiane ormai dimenticate, ricordiamo oggi il Generale Carlo Corsi (1826 – 1905). Fiorentino di nascita, Corsi fu anzitutto un valoroso combattente che servì nell’Esercito toscano (con cui partecipò anche alla battaglia di Curtatone e Montanara), in quello sardo (combattendo nella II^ guerra d’indipendenza del 1859) e in quello italiano (con il quale prese parte alla III^ guerra d’indipendenza del 1866). Concluse la sua lunga e brillante carriera militare con il grado di Tenente Generale.

Grande storico militare (scrisse l’insuperato Sommario di storia militare in 4 volumi, riedito per l’ultima volta nel 1931), educatore di schiere di ufficiali (fu per molti anni insegnante di storia militare presso la Scuola di Guerra) e colto divulgatore (scriveva regolarmente per la Rivista Militare e La Nuova Antologia), trascrivo una sua frase molto significativa e ancora indubbiamente valida:

“La forza dell’Esercito deriva dalla bontà della sua organizzazione e della sua educazione, dalla combinazione delle forze fisiche e morali.” (Dell’Esercito piemontese, pag. 59)

Da ricordare e meditare con attenzione.

La migliore gioventù

Il 29 maggio 1848 fu combattuta, nell’ambito della I^ guerra d’indipendenza, la battaglia di Curtatone e Montanara (Mantova).

Il Feldaresciallo Radetzky, comandante delle truppe asburgiche, decise di attaccare alle spalle i piemontesi attestati a Peschiera ma fu fermato a Curtatone e Montanara dall’eroismo di 5.000 volontari toscani e truppe borboniche.

Tra i volontari toscani, centinaia di studenti universitari fiorentini, pisani e senesi caddero nella strenua resistenza: ancora oggi nelle università italiane si ricorda il sacrificio di questi giovani, espressioni genuine dei più alti valori risorgimentali di libertà e fraternità.

Alla battaglia prese parte il medico patriota Giuseppe Barellai (1813 -1884), una delle figure mediche più alte di tutta la nostra storia nazionale.

http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-barellai_(Dizionario-Biografico)/

La città di Firenze decise di erigere in onore dei caduti un obelisco che venne inaugurato il 29 maggio 1882, 34° anniversario della battaglia, nella piazza fiorentina intitolata all’unità d’Italia.

Il destino delle armi fu loro avverso ma non così la memoria grata di tutto il popolo italiano.