I grandi soldati di Cuore

Ugo Giaime racconta l’artiglieria da montagna prendendo spunto dalla propria passata esperienza e dalla letteratura italiana.

La lettura di un grande classico della narrativa di guerra (Giulio Bedeschi, Centomila gavette di ghiaccio, Mursia, 1963) mi ha fatto riflettere, ancora una volta, sul sacrificio dei nostri soldati nei conflitti armati (e non solo). Perchè hanno combattuto? Perchè sono morti?

I valori ideali nutrono l’uomo e ne formano, unitamente alla necessità, l’azione fino all’estremo. La domanda dunque riguarda quali valori ideali (la necessità si manifesta nella circostanza) sottintendono all’agire valoroso del soldato. Il senso del dovere nei confronti della Patria direbbero alcuni, il coraggio direbbero altri; io dico (anche) la fraternità d’armi: si combatte (anche) per chi ci è accanto.

Perchè ne sono così certo? Perchè ho conosciuto sul campo gli artiglieri da montagna del 3° Reggimento, la cui fama è nata in battaglia (e nel generoso soccorso alle popolazioni civili). Con loro ho condiviso momenti intensi e indimenticabili, frutto del vivere insieme, fianco a fianco, giorno per giorno.

Il destino mi ha fortunatamente risparmiato dall’onere della dura prova del combattimento ma non dalla verità della mia coscienza, ispirata dalla nobiltà d’animo, dalla illimitata generosità e dalla indiscussa dignità degli artiglieri da montagna, conosciuti ed ammirati in una di quelle personali esperienze per cui si è grati di vivere.

D’altraparte, qualcuno molto prima di me, li aveva parimenti ammirati fino a magnificarli in un passo celebre di uno dei libri più noti a generazioni d’italiani:

“E poi venne su lenta, grave, bella nella sua apparenza faticosa e rude, coi suoi grandi soldati, coi suoi muli potenti, l’artiglieria di montagna, che porta lo sgomento e la morte fin dove sale il piede dell’uomo.” Edmondo De Amicis – Cuore, 1889, pag. 300

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La lunga penna nera

145 anni orsono nasceva il Corpo degli Alpini.

Con Regio Decreto n. 1056 del 15 ottobre 1872, infatti, l’allora Ministro della Guerra Generale Cesare Ricotti Magnani (uno dei più grandi tra i riformatori militari italiani) autorizzava la costituzione di 15 compagnie ad arruolamento regionale destinate alla difesa dei valichi alpini.

L’idea della costituzione di siffatte unità era stata del Capitano Giuseppe Domenico Perrucchetti che aveva pubblicato sulla celebre Rivista Militare (ancora oggi periodico ufficiale dell’Esercito) uno studio sulla difesa alpina.

Il Corpo degli Alpini, la cui fama è stata costruita con le più alte virtù militari concretamente professate dai suoi appartententi durante tutte le campagne di guerra e operazioni militari dell’Italia, è una delle Istituzioni più riconosciute e amate dagli italiani.

Gli Alpini attualmente sono inquadrati in due Brigate (circa 5.000 uomini ciascuna) dipendenti dal Comando Truppe Alpine di Bolzano: la Brigata Taurinense (con sede a Torino – in questo periodo impiegata in Afghanistan) e la Julia (con sede a Udine).

Gli Alpini hanno il privilegio di possedere un proprio canto che, sommessamente, chi scrive si compiace oggi d’intonare idealmente in loro onore!

Sul cappello che noi portiamo
c’è una lunga penna nera
che a noi serve da bandiera
su pei monti a guerreggiar.
Evviva evviva il reggimento
Evviva evviva il Corpo degli Alpin.
Su pei monti che noi andremo
pianteremo l’accampamento,
brinderemo al reggimento:
Viva il Corpo degli Alpin.
Su pei monti che noi saliremo
coglieremo stelle alpine
per portarle alle bambine
farle piangere e sospirar.
Farle piangere e sospirare
nel pensare ai bellì alpini
che tra i ghiacci e le slavine
van sui monti a guerreggiar.

Defence Cooperation Initiative – DeCI

La Defence Cooperation Initiative – DeCI è un’iniziativa di difesa regionale, nata pochi anni fà nell’ambito della più generale politica di sicurezza e difesa europea, che lega l’Italia, l’Austria, la Croazia, la Slovenia e l’Ungheria. Lo scopo di tale iniziativa, sostenuta fortemente dall’Italia, è quello di promuovere un progetto di cooperazione militare tra i Paesi partecipanti al fine di stabilizzare la pace e la sicurezza, anzitutto nella regione dell’Europa sudorientale, attraverso la comune partecipazione ad operazioni internazionali e ad attività formative e addestrative. L’attuale e perdurante crisi economica, che attanaglia specialmente i Paesi dell’Europa meridionale,  incentiva sempre più alla cooperazione militare internazionale al fine di condividere strutture e capacità e ridurre in tal modo i costi.

Uno degli obbiettivi più immediati e ambiziosi della DeCI è quello di offrire all’Unione Europea un Gruppo di combattimento (Battlegroup) entro il 2017 e di ampliare le possibilità di addestramento congiunto. Il Battlegroup dovrebbe essere basato sul comando MLF – Multinational Land Force di stanza a Udine, incentrato sulla Brigata alpina Julia, integrata da un battaglione sloveno e uno ungherese, messi a disposizione all’occorrenza. Recentemente la MLF si è addestrata nell’ambito dell’esercitazione Clever Ferret  che quest’anno, dal 23 giugno al 5 luglio, si è tenuta in Slovenia e che ha visto l’impiego di 1.300 militari, di cui 800 italiani. L’esercito europeo nasce anche cosi.