Gebirgsjäger

Uno dei Corpi militari più prestigiosi della storia militare tedesca è quello dei Gebirgsjäger (Cacciatori della montagna).

Nati nella Grande Guerra dal Corpo Alpino Tedesco (Deutschen Alpenkorps) che ebbe il suo battesimo del fuoco sul Fronte italiano nel 1917, i Cacciatori della montagna tedeschi furono presenti nella Seconda Guerra Mondiale su tutti i teatri operativi (compreso quello in Africa settentrionale) dove combatterono con grande ardimento.

Tra le figure prominenti (e discusse, per via della sua esplicita adesione al partito e ai valori del Nazionalsocialismo) della storia del Corpo fu il Generale Eduard Dietl (1890 – 1944) che per il valore dimostrato nella battaglia di Narvik (Norvegia) nella primavera 1940 ricevette la Croce di Ferro con fronde di quercia e venne considerato dalla propaganda tedesca fino alla sua morte (avvenuta per un incidente aereo) uno dei migliori comandanti del secondo conflitto mondiale.

Simbolo distintivo dei Gebirgsjäger è la Stella alpina (Edelweiss) che portano ancora oggi sul berretto e sull’uniforme.

I Gebirgsjäger sono attualmente presenti, con una Brigata basata a Bad Reichenhall (Baviera), nella Bundeswehr (Difesa federale) tedesca e concorrono, insieme a tutti gli altri Armi e Corpi, alla difesa dell’unità, diritto e libertà della Repubblica Federale Tedesca.

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Pater Patriae Europae

Contrariamente a casi analoghi in passato, ho tardato a commentare la scomparsa di Helmut Kohl (1930 – 2017), Cancelliere federale tedesco dal 1982 al 1998, fautore tra i più eminenti dell’unità europea.

Non che non ci avessi provato: un post sulla nascita dell’Eurocorpo e della Brigata franco-tedesca (nuclei iniziali del futuribile Esercito europeo), da me scritto il giorno della sua morte, mi sembrava riduttivo rispetto alla sua opera nei confronti della riunificazione tedesca e (per quanto d’interesse tematico di questo Blog) dello scioglimento della NVA – Nationale Volksarmee – e integrazione di ciò che rimaneva nella Bundeswehr: grandi e insperati successi.

Ieri 1° luglio si sono svolti i suoi funerali nella sede del Parlamento europeo a Strasburgo (una prima assoluta, giusto riconoscimento allo statista e alla sua opera) e il suo feretro, con un picchetto d’onore di soldati europei, era avvolto in una bandiera europea: un’immagine che finalmente ha ispirato il mio personale, deferente e ultimo omaggio a Helmut Kohl, Padre della Patria europea.

Una grande speranza

Frank-Walter Steinmeier (1956) è stato oggi eletto Presidente  (Bundespraesident) della Repubblica Federale Tedesca dai Grandi Elettori riuniti nel Parlamento federale (Bundestag).

Pur non avendo, per ragioni storiche, il comando supremo della Bundeswehr  (che spetta al Ministro della Difesa, in pace, e al Cancelliere federale, in guerra), il Presidente federale esercita sulle Forze Armate tedesche una forte influenza morale. Tra l’altro, il Presidente federale dispone di un un ufficiale (normalmente un Colonnello/Capitano di Vascello in servizio di Stato Maggiore) di collegamento con il Ministero della Difesa.

Chi scrive ha avuto il privilegio di ascoltare più volte i suoi discorsi come Ministro degli Esteri della Germania e non esita a definirlo una persona perbene e un politico dedicato al bene comune del proprio Paese e dell’Europa.

Nell’importante circostanza, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente federale eletto un messaggio di congratulazioni in cui, tra l’altro, il Presidente Mattarella afferma:

Germania e Italia sono legate da un’amicizia saldissima e sopratutto da una visione comune e condivisa: quella di un’Europa pacifica, integrata e solidale. Un’Europa capace di promuovere e tutelare principi e diritti, realizzare crescita, occupazione e giustizia sociale al suo interno e di assumere, al contempo, un ruolo autorevole al livello internazionale.

Insomma, l’elezione a Presidente della Repubblica Federale di Germania di Frank-Walter Steinmeier rappresenta una grande speranza per tutti, cittadini tedeschi ed europei.

L’immortale

Tra i miti della Grande Guerra che ancora sopravvivono, il più celebre è quello del Capitano pilota tedesco Manfred von Richthofen (1892 – 1918), passato alla storia come il “Barone Rosso” (der rote Baron) per via del suo aereo triplano dipinto di rosso.

Il “Barone Rosso” è ancora oggi, per tutti i piloti militari del mondo, un modello di audacia e di abilità al comando durante i combattimenti aerei.

Le strategie e le tattiche di combattimento nel cielo elaborate dal giovane capitano (Rittermeister) degli ulani fattosi aviatore, influenzano ancora ai giorni nostri la pianificazione degli scontri aerei. Per non parlare dello spirito cavalleresco che fa del “Barone Rosso” un riferimento ideale dell’etica aviatoria (diede espresso ordine di colpire sempre gli aerei nemici e mai i loro piloti).

Per suo eccezionale valore, il “Barone Rosso” fu pluridecorato; in particolare, venne insignito della più alta decorazione militare prussiana dell’epoca: la croce “Pour le Merite” (ordine al valore militare fondato da Federico il Grande).

Manfred von Richthofen morì, probabilmente ferito a morte da colpi sparati dalle trincee nemiche, il 21 aprile 1918 sulle Somme, in Francia. A quel giorno, aveva conseguito l’abbattimento di ben 80 aerei nemici (risultando così il pilota tedesco più vittorioso della Grande Guerra). Ebbe tre sepolture provvisorie (tra cui nel cimitero d’onore Invalidenfriedhof di Berlino – lo stesso dove è sepolto Scharnhorst) prima che i suoi resti mortali trovassero definitiva sistemazione nella cappella di famiglia a Wiesbaden (Assia) nel 1976.

A testimonianza di come la memoria del “Barone Rosso” sia oggi indubbiamente viva (perquanto la storia dell’esercito imperiale non faccia parte delle tradizioni della Bundeswehr), l’odierna Luftwaffe (aeronautica militare tedesca) l’onora con uno Stormo di Eurofighters a lui intitolato: il Geschwader (Stormo) 71 “Richthofen” di Wittmund, nel nord della Germania.

+++News: Nasce la Guardia di Frontiera europea+++

Oggi 6 ottobre 2016 è una data sicuramente da ricordare: nasce infatti la Guardia di frontiera e costiera dell’Unione Europea (EBCG – European Border and Coast Guard).

Costituita per trasformazione dell’Agenzia FRONTEX, avrà raddoppiati organici e mezzi e assicurerà le frontiere esterne della U.E.

Per poterla realizzare, gli Stati membri hanno formalmente rinunciato a una parte importante dei loro poteri sovrani: un primo passo verso l’esercito europeo?

D’altronde, la Bundeswehr tedesca nasce nel 1955 per parziale incorporazione del Bundesgrenzschutz – BGS, la Guardia di Frontiera della Germania dell’Ovest.

Il primo posto di frontiera presidiato dalla nuova Istituzione europea sarà quello tra Bulgaria e Turchia.

Maggiori informazioni visitando il sito

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/09/14-european-border-coast-guard/

Riserva strategica

I recenti tragici avvenimenti dello scorso 22 luglio a Monaco di Baviera (dove sono state uccise 9 persone e decine sono state ferite) ha fatto prendere in considerazione, per la prima volta nella storia tedesca, l’utilizzo della Bundeswehr per rafforzare la sicurezza interna della Germania, normalmente (e efficacemente) affidata alle Polizie regionali e alla Polizia federale (“Bundespolizei”).

Nella fattispecie, non una qualsiasi unità della Bundeswehr ma specificatamente la Feldjaegertruppe che ha compiti di Polizia militare nelle Forze Armate tedesche (quindi: sicurezza delle infrastrutture militari, regolazione del traffico dei mezzi militari e ogni altro compito connesso all’ordine e alla disciplina delle truppe).

I Feldjaeger (che sono interforze e dipendono dall’Ispettore per il Supporto Generale delle Forze Armate) sono strutturati in un Comando e una Scuola basati ad Hannover e 3 Reggimenti basati a Berlino (competenza territoriale sul nord), Hilden (competenza territoriale sul centro) e Monaco (competenza territoriale sul sud).

L’impiego (per eccezionali e gravi motivi) della Bundeswehr per compiti di sicurezza all’interno della Germania è stata autorizzato di recente da una sentenza della Corte Costituzionale tedesca e può avvenire solo su specifico ordine del Governo federale.

Il tedesco leggendario

Il 31 marzo scorso è scomparso, all’età di 89 anni, l’ex Ministro degli esteri tedesco del lungo periodo 1974-1992 Hans-Dietrich Genscher, figura leggendaria della storia recente della Repubblica Federale Tedesca, tra gli indubbi artefici della riunificazione tedesca del 1990 (ma anche della nascita/consolidamento dell’Unione Europea- era solito dire ai suoi compatrioti “l’Europa è il nostro futuro perché non ne abbiamo un altro.”).

Pur non direttamente responsabile della politica militare del suo Paese (di competenza del Ministro della Difesa), Genscher ha sempre guardato alla Bundeswehr (Difesa Federale) con particolare attenzione, ritenendo giustamente imprescindibile la politica estera con quella della difesa e sicurezza.

In una delle sue ultime interviste (Welt am Sonntag del 3 ottobre 2014) ebbe a pronunciare parole significative attinenti la Bundeswehr ma che possono essere valide per qualunque altra istituzione militare del mondo:

“Eine demokratische Gesellschaft hat eine Verantwortung fuer diejenigen, die ihr Leben fuer uns alle einsetzen.”

(Una società democratica ha una responsabilità per coloro che impiegano la propria vita per noi tutti.)

R.I.P.