Tristezza nel cuore

Oggi scrivo con la tristezza nel cuore pensando ai 200 morti e più, da una parte e dall’altra, del fallito colpo di stato in Turchia.

Non entro nel merito degli eventi, ancora non del tutto chiari. Ma chiaro è un principio: le Istituzioni Militari servono lo Stato di cui sono espressione, Stato che è frutto della scelta democratica dei cittadini che lo compongono.

Esiste storicamente un primato della Politica sulla Strategia e quindi dei cittadini verso i soldati. Quando si pensa il contrario non si può che compiere drammatici errori.

I militari, che sono anch’essi anzitutto cittadini dello Stato, possono fare attività politica come tutti gli altri affidandosi peró alle libere elezioni e non alla forza delle armi per accedere al governo. Ogni tentativo di sovvertire l’ordine democratico di uno Stato fa sprofondare lo stesso in un baratro profondo da cui è arduo risalire.

I tragici eventi della notte tra il 15 e il 16 luglio in Turchia ne sono una triste conferma.

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