Fiume amaro

L’Italia entrò nella Grande Guerra contro l’Austria- Ungheria accanto alla Francia, Gran Bretagna e Russia (a cui si era legata con il Patto di Londra il 26 aprile 1915) il 24 maggio 1915 operando sul fiume Isonzo che segnava di fatto il confine militare tra i due Paesi. Su questo fiume si svilupparono ben 12 battaglie (11 offensive e 1 difensiva) e rappresentò il principale teatro operativo italiano. Molte imprese militari che caratterizzano la 1^ guerra mondiale sulla fronte italiana si svolsero sui luoghi segnati dalla presenza di questo fiume che per la sua importanza sarà secondo solo al Piave, il “Fiume sacro” all’Italia. Appartengono infatti alle operazioni militari isontine i fatti d’arme della presa di Gorizia (6^ battaglia), del Vodice (10^ battaglia), della Bainsizza (11^ battaglia) e di Caporetto (12^ battaglia). Nel complesso, si ebbero circa 300.000 soldati italiani e austro-ungarici che caddero in queste sanguinosissime battaglie. Un “Fiume amaro” per la sorte di migliaia di combattenti e per i loro cari.

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Unter dem Doppeladler

L’esercito austro – ungarico (più esattamente dal 1867 Esercito imperiale e regio – kaiserliche und königliche Armee) è stato uno dei più potenti della storia d’Europa. Composto nel XIX° secolo da ben 11 nazionalità (tra cui quella italiana), si componeva di coscritti reclutati in 103 distretti e nel 1885 poteva mobilitare fino ad 1.150.000 uomini, inquadrati in 3 armate. Comandante supremo (ed effettivo) dell’esercito austro-ungarico era l’imperatore (simbolo dell’unità e della sovranità dello Stato multinazionale), da cui dipendeva direttamente il Capo di Stato Maggiore, responsabile dell’approntamento, della pianificazione e dell’impiego delle forze.

Ogni reggimento disponeva di due diverse bandiere: quella con l’aquila bicipite (Doppeladler)simbolo della monarchia asburgica, e una bandiera bianca con l’aquila bicipite da un lato e lo stemma della regione di reclutamento dall’altro.

Noti come “giubbe bianche” a causa della divisa bianca che per secoli avevano indossato, i soldati austro – ungarici mutarono uniforme a seguito delle riforme militari del 1880, anno in cui venne adottata la divisa blu scura con spalline e file di bottoni neri. Alla vigilia della Grande Guerra, anche l’esercito austro – ungarico (che venne impiegato contro i russi sul fronte orientale, i serbi su quello meridionale e gli italiani sul fronte carsico -isontino) adottò la tenuta grigioverde.

In onore della monarchia asburgica (e del suo esercito) il compositore militare Josef Franz Wagner (1856 – 1908) compose la famosa marcia Unter dem Doppeladler – Marsch ancora oggi conosciuta ed eseguita dalle principali bande militari del mondo.

Sulle vivaci note di questa brillante marcia, formulo a tutti i lettori i più fervidi auguri di Buon Anno!