Napoleone e l’Italia

“Spero che il bene inestimabile della libertà saprà dare a questo popolo una nuova energia, e lo metterà in grado di aiutare potentemente la repubblica francese nelle guerre future che potrebbe avere.” (lettera dell’8 maggio 1797 di Napoleone al Direttorio dall’Italia)

Lo storico Albert Sorel (1842 – 1906) ha giustamente scritto che l’Italia sta a Napoleone come la Gallia a Cesare: l’inizio dell’irrefrenabile ascesa politica e storica dell’ufficiale corso.

Con la campagna d’Italia, coerente con l’idea del Direttorio di circondare la Francia di “Repubbliche sorelle”, Napoleone in realtà intravide la grande occasione, come poi in effetti sarà, per mettersi in mostra non solo come capo militare ma anche, e soprattutto, come politico e amministratore.

E all’Italia Napoleone, di lontana discendenza italiana, darà una dignità seconda solo a quella francese: incoronato a Milano con la “corona di ferro” Re d’Italia (26 maggio 1805) dopo l’incoronazione a Imperatore dei francesi, volle fortissimamente che il figlio Napoleone Francesco (1811 -1832), erede al trono imperiale, assumesse il titolo di Re di Roma.

Una curiosità: Napoleone soggiornò più volte a Milano mentre non mise mai piede a Roma dove, in previsione di una sua visita, venne appositamente ristrutturato e abbellito il Palazzo del Quirinale al cui interno, ancora oggi, possono essere ammirate le meravigliose modifiche apportate in epoca napoleonica.

Un legame, quello tra Napoleone e l’Italia, che cambierà il corso della storia italiana.

Forze Armate dell’Unione Europea- Francia

La Francia, pur nell’ambito di una generale ristrutturazione del suo strumento militare, ha confermato le sue ambizioni di potenza mondiale nel Libro Bianco della Difesa del 2013 e nella Legge di programmazione militare 2014 – 2019.

L’obiettivo fondamentale resta quello di proiettare velocemente le proprie forze ovunque nel mondo a difesa degli interessi strategici della Francia (membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU), in quadro interforze, nazionale e/o internazionale.

Con un bilancio della Difesa pari 31,4 miliardi di euro (circa 1,5% del P.I.L.), la Francia dispone di ben 222.000 effettivi militari (119.000 esercito, 47.500 aeronautica, 37.800 marina e 17.700 servizi interforze) a cui si aggiungono 56.300 riservisti e 65.600 effettivi civili. La Gendarmeria (Gendarmerie nationale) composta da circa 90.000 gendarmi, pur avendo il rango di Forza Armata, dipende dal 2009 dal Ministero dell’Interno e non più dal Ministero della Difesa.

Per l’articolo 15 della Costituzione, il Presidente della Repubblica francese (attualmente Francois Hollande) è il Capo supremo delle Forze Armate.

La Francia dispone inoltre di 250 carri da combattimento, 440 veicoli corazzati trasporto truppe, 225 aerei da combattimento (principalmente Rafale e Mirage 2000 – D), 1 portaerei e 4 sottomarini nucleari.

Militari francesi partecipano alle operazioni dell’Unione Europea Althea in Bosnia, Atalanta nel Corno d’Africa e EUTM Mali.

Nel 2009 la Francia è tornata a far parte della struttura militare integrata della NATO che aveva abbandonato nel 1966.

L’Istituzione militare francese fa risalire le proprie tradizioni alle Compagnie d’Ordinanza (Compagnies d’ordonnance) costituite con ordinanza (da cui il nome) del Re di Francia Carlo VII il 26 maggio 1445. Le Compagnie d’Ordinanza erano 15, di cui una costituiva la Guardia del Re, ed erano costituite ciascuna da 100 Lance (Lances), unità ordinativa di base che comprendeva 6 uomini (1 lanciere, 3 arcieri, 1 fante e 1 valletto). Le Compagnie d’Ordinanza rappresentano la più antica Istituzione militare permanente d’Europa.

France, ma Patrie aussi!

 

In onore della Francia e in ricordo dei caduti della strage di Parigi

Evviva sempre la Patria della Libertà, dell’eguaglianza e della fraternità!

Nostra Figlia!

Nostra Madre!

Nostra Sorella!

(variazione da Guillaume Apollinaire)

Ardi fiamma della libertà,

libra la memoria di chi fummo,

ricorda il coraggio della nostra umanità.

(Ugo Giaime)