Coerenza francese

Per la prima volta nella storia militare della V^ Repubblica francese (sorta nel 1958), il capo di stato maggiore della difesa, massima autorità militare del paese, ha rassegnato le dimissioni per divergenze con il Presidente della Repubblica.
L’oggetto del contendere, nello specifico, sono i previsti tagli al bilancio delle Forze Armate francesi.
Il Generale d’Armata Pierre de Villiers, capo di stato maggiore della difesa dimissionario, ha emesso nella circostanza il seguente comunicato:
“J’assume les responsabilités de chef d’état-major des armées depuis trois ans et demi.
Assumo le responsabilità di capo di stato maggiore della Difesa da tre anni e mezzo.
Je suis pleinement conscient de l’honneur qui m’est fait, de la confiance qui m’a été accordée et des devoirs qui sont attachés à cette fonction. 
Sono pienamente cosciente dell’onore che mi è (stato) fatto, della fiducia che mi è stata accordata e dei doveri che sono connessi a questa funzione.
J’ai toujours veillé, depuis ma nomination, à maintenir un modèle d’armée qui garantisse la cohérence entre les menaces qui pèsent sur la France et sur l’Europe, les missions de nos armées qui ne cessent d’augmenter et les moyens capacitaires et budgétaires nécessaires pour les remplir. 
Ho sempre vegliato, dalla mia nomina, per mantenere un modello di Forze Armate che garantisse la coerenza tra le minacce che pesano sulla Francia e sull’Europa, le missioni delle nostre Forze Armate che non cessano d’aumentare ed i mezzi capacitari e finanziari necessari per compierle.
Dans le plus strict respect de la loyauté, qui n’a jamais cessé d’être le fondement de ma relation avec l’autorité politique et la représentation nationale, j’ai estimé qu’il était de mon devoir de leur faire part de mes réserves, à plusieurs reprises, à huis clos, en toute transparence et vérité. 
Nel più stretto rispetto della lealtà, che non ha mai cessato di essere il fondamento della mia relazione con l’autorità politica e la rappresentanza nazionale, ho considerato mio dovere far loro parte delle mie riserve, più volte, a porte chiuse, in tutta trasparenza e verità.
Dans les circonstances actuelles, je considère ne plus être en mesure d’assurer la pérennité du modèle d’armée auquel je crois pour garantir la protection de la France et des Français, aujourd’hui et demain, et soutenir les ambitions de notre pays. Nelle attuali circostanze, considero di non essere più in misura di assicurare la perennità del modello di Forze Armate al quale io credo per garantire la protezione della Francia e dei francesi, oggi e domani, e sostenere le ambizioni del nostro paese.
Par conséquent, j’ai pris mes responsabilités en présentant, ce jour, ma démission au Président de la République, qui l’a acceptée. 
Per conseguenza, ho assunto le mie responsabilità presentando, oggi, le mie dimissioni al Presidente della Repubblica, che le ha accettate.
J’éprouve une vraie reconnaissance envers nos soldats, nos marins et nos aviateurs avec lesquels j’ai partagé ma vie, pendant quarante-trois années, au service de la nation, en toute sincérité. Je sais pour les connaître qu’ils continueront à assurer la mission aux ordres de mon successeur avec autant de détermination et de fidélité. 
Provo una vera riconoscenza verso i nostri soldati, marinai e avieri con i quali ho condiviso la mia vita, durante quarantatrè anni, al servizio della nazione, in tutta sincerità. Io so per conoscerli che continueranno ad assicurare (il compimento) della (loro) missione agli ordini del mio successore con altrettante determinazione e fedeltà.
Je reste indéfectiblement attaché à mon pays et à ses armées. Ce qui m’importera, jusqu’à mon dernier souffle, c’est le succès des armes de la France.” 
Io resto assolutamente attaccato al mio paese ed alle sue Forze Armate. Ciò che m’importerà, fino al mio ultimo respiro, è il successo delle armi della Francia.
Général d’armée Pierre de Villiers
Generale d’ Armata Pierre de Villiers
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Napoleone e l’Italia

“Spero che il bene inestimabile della libertà saprà dare a questo popolo una nuova energia, e lo metterà in grado di aiutare potentemente la repubblica francese nelle guerre future che potrebbe avere.” (lettera dell’8 maggio 1797 di Napoleone al Direttorio dall’Italia)

Lo storico Albert Sorel (1842 – 1906) ha giustamente scritto che l’Italia sta a Napoleone come la Gallia a Cesare: l’inizio dell’irrefrenabile ascesa politica e storica dell’ufficiale corso.

Con la campagna d’Italia, coerente con l’idea del Direttorio di circondare la Francia di “Repubbliche sorelle”, Napoleone in realtà intravide la grande occasione, come poi in effetti sarà, per mettersi in mostra non solo come capo militare ma anche, e soprattutto, come politico e amministratore.

E all’Italia Napoleone, di lontana discendenza italiana, darà una dignità seconda solo a quella francese: incoronato a Milano con la “corona di ferro” Re d’Italia (26 maggio 1805) dopo l’incoronazione a Imperatore dei francesi, volle fortissimamente che il figlio Napoleone Francesco (1811 -1832), erede al trono imperiale, assumesse il titolo di Re di Roma.

Una curiosità: Napoleone soggiornò più volte a Milano mentre non mise mai piede a Roma dove, in previsione di una sua visita, venne appositamente ristrutturato e abbellito il Palazzo del Quirinale al cui interno, ancora oggi, possono essere ammirate le meravigliose modifiche apportate in epoca napoleonica.

Un legame, quello tra Napoleone e l’Italia, che cambierà il corso della storia italiana.

Forze Armate dell’Unione Europea- Francia

La Francia, pur nell’ambito di una generale ristrutturazione del suo strumento militare, ha confermato le sue ambizioni di potenza mondiale nel Libro Bianco della Difesa del 2013 e nella Legge di programmazione militare 2014 – 2019.

L’obiettivo fondamentale resta quello di proiettare velocemente le proprie forze ovunque nel mondo a difesa degli interessi strategici della Francia (membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU), in quadro interforze, nazionale e/o internazionale.

Con un bilancio della Difesa pari 31,4 miliardi di euro (circa 1,5% del P.I.L.), la Francia dispone di ben 222.000 effettivi militari (119.000 esercito, 47.500 aeronautica, 37.800 marina e 17.700 servizi interforze) a cui si aggiungono 56.300 riservisti e 65.600 effettivi civili. La Gendarmeria (Gendarmerie nationale) composta da circa 90.000 gendarmi, pur avendo il rango di Forza Armata, dipende dal 2009 dal Ministero dell’Interno e non più dal Ministero della Difesa.

Per l’articolo 15 della Costituzione, il Presidente della Repubblica francese (attualmente Francois Hollande) è il Capo supremo delle Forze Armate.

La Francia dispone inoltre di 250 carri da combattimento, 440 veicoli corazzati trasporto truppe, 225 aerei da combattimento (principalmente Rafale e Mirage 2000 – D), 1 portaerei e 4 sottomarini nucleari.

Militari francesi partecipano alle operazioni dell’Unione Europea Althea in Bosnia, Atalanta nel Corno d’Africa e EUTM Mali.

Nel 2009 la Francia è tornata a far parte della struttura militare integrata della NATO che aveva abbandonato nel 1966.

L’Istituzione militare francese fa risalire le proprie tradizioni alle Compagnie d’Ordinanza (Compagnies d’ordonnance) costituite con ordinanza (da cui il nome) del Re di Francia Carlo VII il 26 maggio 1445. Le Compagnie d’Ordinanza erano 15, di cui una costituiva la Guardia del Re, ed erano costituite ciascuna da 100 Lance (Lances), unità ordinativa di base che comprendeva 6 uomini (1 lanciere, 3 arcieri, 1 fante e 1 valletto). Le Compagnie d’Ordinanza rappresentano la più antica Istituzione militare permanente d’Europa.

France, ma Patrie aussi!

 

In onore della Francia e in ricordo dei caduti della strage di Parigi

Evviva sempre la Patria della Libertà, dell’eguaglianza e della fraternità!

Nostra Figlia!

Nostra Madre!

Nostra Sorella!

(variazione da Guillaume Apollinaire)

Ardi fiamma della libertà,

libra la memoria di chi fummo,

ricorda il coraggio della nostra umanità.

(Ugo Giaime)