Citazione

Gerhard Ritter (1888-1967), uno dei più grandi storici tedeschi e membro dell’opposizione tedesca al nazismo, nella sua monumentale opera “I militari e la politica nella Germania moderna” ( 3 volumi, Einaudi, 1967 – 1973) così scrive (pag. 53, volume 1 – da Federico il Grande alla prima guerra mondiale-) a proposito della nascita del pensiero strategico moderno nel XVII° secolo:

Si conoscono i giganteschi progressi compiuti da una tecnica militare metodicamente elaborata nell’età del razionalismo, da Maurizio d’Orange, Turenne e Montecuccoli fino a Federico il Grande. Una routine meramente artigianale era stata così elevata al livello di uno studio “scientifico”, di una teoria della strategia e della tattica perfezionata in ogni suo aspetto.》

Una grande speranza

Frank-Walter Steinmeier (1956) è stato oggi eletto Presidente  (Bundespraesident) della Repubblica Federale Tedesca dai Grandi Elettori riuniti nel Parlamento federale (Bundestag).

Pur non avendo, per ragioni storiche, il comando supremo della Bundeswehr  (che spetta al Ministro della Difesa, in pace, e al Cancelliere federale, in guerra), il Presidente federale esercita sulle Forze Armate tedesche una forte influenza morale. Tra l’altro, il Presidente federale dispone di un un ufficiale (normalmente un Colonnello/Capitano di Vascello in servizio di Stato Maggiore) di collegamento con il Ministero della Difesa.

Chi scrive ha avuto il privilegio di ascoltare più volte i suoi discorsi come Ministro degli Esteri della Germania e non esita a definirlo una persona perbene e un politico dedicato al bene comune del proprio Paese e dell’Europa.

Nell’importante circostanza, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente federale eletto un messaggio di congratulazioni in cui, tra l’altro, il Presidente Mattarella afferma:

Germania e Italia sono legate da un’amicizia saldissima e sopratutto da una visione comune e condivisa: quella di un’Europa pacifica, integrata e solidale. Un’Europa capace di promuovere e tutelare principi e diritti, realizzare crescita, occupazione e giustizia sociale al suo interno e di assumere, al contempo, un ruolo autorevole al livello internazionale.

Insomma, l’elezione a Presidente della Repubblica Federale di Germania di Frank-Walter Steinmeier rappresenta una grande speranza per tutti, cittadini tedeschi ed europei.

Il tedesco leggendario

Il 31 marzo scorso è scomparso, all’età di 89 anni, l’ex Ministro degli esteri tedesco del lungo periodo 1974-1992 Hans-Dietrich Genscher, figura leggendaria della storia recente della Repubblica Federale Tedesca, tra gli indubbi artefici della riunificazione tedesca del 1990 (ma anche della nascita/consolidamento dell’Unione Europea- era solito dire ai suoi compatrioti “l’Europa è il nostro futuro perché non ne abbiamo un altro.”).

Pur non direttamente responsabile della politica militare del suo Paese (di competenza del Ministro della Difesa), Genscher ha sempre guardato alla Bundeswehr (Difesa Federale) con particolare attenzione, ritenendo giustamente imprescindibile la politica estera con quella della difesa e sicurezza.

In una delle sue ultime interviste (Welt am Sonntag del 3 ottobre 2014) ebbe a pronunciare parole significative attinenti la Bundeswehr ma che possono essere valide per qualunque altra istituzione militare del mondo:

“Eine demokratische Gesellschaft hat eine Verantwortung fuer diejenigen, die ihr Leben fuer uns alle einsetzen.”

(Una società democratica ha una responsabilità per coloro che impiegano la propria vita per noi tutti.)

R.I.P.

Operazione Saar 1935

Nel gennaio 1935 si svolse nella regione Saar/Sarre (oggi stato federale tedesco con il nome di Saarland), occupata dalle truppe francesi dopo la Grande Guerra, un plebiscito popolare per decidere il ritorno o meno del territorio  alla Germania.

Per garantire l’ordine pubblico e il regolare svolgimento delle operazioni di voto, fu richiesta dalla Società delle Nazioni (Organizzazione antesignana dell’ONU) l’invio di un contingente internazionale, al comando del generale britannico  John Brind, cui parteciparono Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svezia e Italia.

Il contingente italiano, al comando del generale Sebastiano Visconti Prasca (noto in Germania per aver scritto un libro La Guerra decisiva, tradotto in tedesco con il nome Der Entscheidungkrieg Oldenburg 1935) era formato da granatieri, carabinieri e unità di supporto (tra cui uno Squadrone carri veloci L 33 del Reggimento Cavalleggeri Guide) per un totale di 1295 uomini (73 ufficiali, 115 sottufficiali e 1107 tra soldati e carabinieri).

Il pebliscito si svolse regolarmente il 13 gennaio 1935 e vide la stragrande maggioranza dei votanti (477.119 su 528.000 aventi diritto) a favore del ritorno alla Germania. Il contingente italiano ebbe il controllo di 320 seggi elettorali dove non venne registrata alcuna anomalia e/o incidente durante le operazioni di voto.

L’operazione Saar del 1935 fu un grande successo internazionale per l’Italia che vide cosi confermato in Europa il prestigio delle proprie Forze Armate uscite vittoriose dal primo conflitto mondiale.

Alla fine del febbraio 1935 inizio il ritiro del contingente italiano che il 5 marzo a Roma venne passato in rassegna dal Re Vittorio Emanuele III.

La Bundeswehr

La Bundeswehr (Difesa Federale) della Repubblica Federale Tedesca presenta molti aspetti di originalità nell´ambito degli ordinamenti militari mondiali. Anzitutto per la sua costituzione, avvenuta il 12 novembre 1955, in totale cesura con le precedenti istituzioni militari tedesche (Reichswehr e Wehrmacht ) secondo il motto “nuove Forze armate per un nuovo Stato”. In tal senso, la Bundeswehr si pone come esempio positivo per la costituzione di Forze armate libere e democratiche, soprattutto per quei Paesi oggetto di radicali cambiamenti socio-politici (si pensi alle Forze armate degli Stati di nuova costituzione).

Poi per la particolare filosofia che la ispira, definita Innere Führung (traducibile in “guida interiore”), che non ha eguali in nessun’ altra organizzazione militare al mondo. Secondo tale filosofia, elaborata da uno degli ultimi grandi pensatori militari tedeschi, il generale Wolf Graf von Baudissin, il soldato tedesco opera secondo “una guida interiore” che lo porta ad essere “un uomo libero, un buon cittadino e un valoroso soldato nello stesso tempo”.

In ultimo, per alcune peculiari caratteristiche quali la guida politica,           l´organizzazione e l´impiego che la rendono unica nel suo genere. In particolare, il suo stretto legame e la forte integrazione con la NATO, pilastro della sicurezza transatlantica, ha reso e rendono le Forze Armate tedesche una componente importante e imprescindibile per la difesa comune dello spazio euro-atlantico.

La Bundeswehr dispone attualmente di 194.000 effettivi militari (115.000 esercito – Heer – 36.000 marina – Marine – e 43.000 aeronautica – Luftwaffe) e di 76.000 effettivi civili. E´dotata di 225 carri armati, 209 aerei da combattimento, 11 fregate e 6 sottomarini classe U 212 (in dotazione anche alla marina militare italiana). Il bilancio della difesa ammonta a 29 miliardi di euro pari a circa 1,2% del PIL (fonte: SIPRI – Stoccolma). Negli anni a venire e´previsto un profondo processo di riduzione/ristrutturazione connesso anche alla fine del servizio di leva nel luglio 2011.

La Bundeswehr, assai più longeva della Reichswehr e della Wehrmacht, è un’ulteriore testimonianza del successo socio-politico della Germania libera, unita e democratica.

Per questo credo sia utile conoscerne la storia.